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Top 11 rossoverde, quel lampo di gol chiamato Ciccio Grabbi

Non poteva esserci che lui, nell’attacco ideale della vostra formazione storica. Da astro nascente alla Juve, fino al Blackburn. Grande talento con poca gloria.

Non è arrivato a vincere coppe internazionali, nè a giocare in azzurro. Ed è un peccato, perché un talento come il suo avrebbe meritato di ritrovarsi molto di più di quello che ha ottenuto in carriera.  E pensare che aveva cominciato con l’esordio, da giovane promessa, nella Juventus di Marcello Lippi che vinse lo scudetto e la Coppa Italia e arrivò in finale di Coppa Uefa. Negli anni a venire, il suo anno più felice risulterà proprio il 2000-2001 nella Ternana, al termien del quale la società lo cedette per una cifra considerevole agli inglesi del Blackburn Rover. Un anno, quello, nel quale fece cose straordinarie, tanto da essere ancora ricordato come uno dei più grandi talenti di sempre mai passati per Terni. Al punto tale che i tifosi lo hanno eletto sul sondaggio di CalcioFere come uno degli attaccanti della Top 11 rossoverde di sempre, in un ballottaggio nel quale l’ha spuntata insieme a Massimo Borgobello e a Ricardo Zampagna. Ripercorriamo la carriera di Grabbi e la sua eperienza a Terni.

PLATINI NEL CUORE, BAGGIO E DEL PIERO VICINO. Corrado Grabbi, Ciccio per tutti (anche lui, vuole essere chiamato così), nel 1994 è un ragazzo di 19 anni che nelle giovanili della Juventus è tra i più tenuti d’occhio. Sono due in particolare, in quel periodo, i ragazzi bianconeri che destano interesse, vale a dire lo stesso Grabbi e un altro giovanottello un po’ più grande di lui, già integrato nella prima squadra da un anno, che si chiama Alessandro Del Piero. Nativo di Torino, Grabbi gioca nella sua città e nella sua squadra, seguita sin da bambino quando l’idolo suo e di tutti gli juventini era il grande Michel Platini. Tra l’altro, anche il papà e il nonno avevano giocato in bianconero. In quell’anno, quando il giovane calciatore è pure reduce da una stagione giocata nello Sparta Novara, Marcello Lippi lo preleva dalla Primavera e se lo porta in prima squadra, dove ha modo di allenarsi insieme a un altro grande del calcio italiano, Roberto Baggio, un altro dal quale, per caratteristiche, imparare tanto.

L’ESORDIO E IL GOL. La prima data da ricordare, per Grabbi, è il 6 dicembre 1994. In Coppa Uefa, nella partita di ritorno con gli austriaci dell’Admira Wacker vinta 2-1 dai bianconeri, arriva per lui l‘esordio ufficiale con la maglia della Juventus. Lippi lo manda in campo nell’ultimo quarto d’ora di gioco al posto di Del Piero. Un’altra data da ricordare è poi quella dell’11 dicembre dello stesso anno, cinque giorni dopo, quando arriva non solo l‘esordio in campionato a Roma contro la Lazio, ma anche il primo gol in serie A, visto che nella partita vinta per 4-3 è lui stesso, dopo essere subentrato a Carrera al 36′ minuto del primo tempo, a trovare nella ripresa la quarta rete dei bianconeri in una verticalizzazione propiziata da un assist di Del Piero. Un gol arrivato a suggellare quasi un’ora di partita giocata con personalità. da lì alla fine, nessun’altra presenza in campo per lui nella Juve, in una stagione in cui si gode con gli altri la gioia dello scudetto e della Coppa Italia. Per la Juve, c’è anche la finale di Coppa Uefa, persa nel doppio confronto con il Parma.

ADDIO, MIA VECCHIA SIGNORA. Grabbi lascia la Juve a fine stagione per andare a giocare in prestito nella Lucchese. La speranza è sempre quella di tornare in bianconero dopo un anno di esprienza. In realtà, non tornerà più a vesitire quella maglia. A Lucca, poche presenze e nel mercato invernale viene girato al Chievo. Anche lì, poca fortuna. Per il talento torinese, arrivano anni difficili. Si trova a pagare sulla sua pelle le conseguenze da tritacarne di un certo “sistema-calcio”, fino a trovarsi praticamente fuori dai “giri giusti”. Si parla di dissapori con l’allora deux ed machina della Juve, Luciano Moggi. Fatto sta che si ritrova a Modena, in serie C1. Lì gioca due campionati, andando in entrambi i casi in gol 15 volte. Grabbi, il gol sembra averlo ritrovato. E da lì, può cominciare un nuovo capitolo della sua carriera.

NON BUONA LA PRIMA. Eccoci, dunque, al periodo rossoverde. Nel 1998 la Ternana, neopromossa in serie B, lascia andare il tecnico Luigi Delneri ad allenare in serie A l’Empoli (esperienza che durerà solo un’estate), ingaggiando per la panchina Antonello Cuccureddu. Proprio quest’ultimo, Grabbi, lo conosceva bene, avendolo allenato nelle giovanili alla Juve. Carlo Osti, direttore sportivo rossoverde (altro ex juventino), lo acquista. Il primo anno di Grabbi a Terni, però, è pieno di problemi e difficoltà. Il giocatore non riesce a dimostrare il suo vero valore. E’ frenato da un problema fisico doloroso, una fibrosi plantare che non gli dà tregua. Segna solo due gol in tutto l’anno. Gioca con infiltrazioni, spesso con grandi sofferenze. I tifosi lo criticano. Lui ne soffre. Una volta, in una intervista televisiva all’emittente locale Canale 8, spiega: “Io, la mattina, quando mi alzo dal letto e metto i piedi per terra, sento un gran dolore. Ma ancora più doloroso, poi, è uscire e sentire le critiche che mi vengono rivolte“. Terni, però, si ricrederà. Ah, se si ricrederà…

I GOL, IL BAGNO DI FOLLA, GLI ALTARI. Un anno di “limbo”, per Ciccio Grabbi, prima del ritorno in rossoverde e dell’anno d’oro. Va in prestito al Ravenna, nella stagione 1999-2000. 13 gol in 29 presenze. La fibrosi plantare non c’è più. Problema risolto con un’operazione chirurgica. La macchina da gol di Grabbi torna a funzionare. Ciccio è pronto per il rientro a Terni e per riprendersi una piccola rivincita. Anche verso certi tifosi che lo criticavano e contestavano. Tifosi che, nel 2000-2001, diventano suoi accaniti ammiratori e sostenitori. Grabbi è un altro giocatore. In campo, nella “Ternana arrapante” di Andrea Agostinelli (così la chiamava lo stesso tecnico romano), lui è una punta di diamante. C’è la condizione migliore, c’è una squadra nella quale si integra bene, c’è un tecnico che crede in lui, c’è una tifoseria per la quale è diventato un idolo. Risponde, sul campo, con 20 gol segnati, molti dei quali di rara bellezza. Un bagliore di luce, in una Ternana con un gioco che piace a tutta Italia.

MISTER 25 MILARDI. Ciccio Grabbi, per Terni e per i tifosi ternani, è il beniamino numero uno. ma la Terni sportiva è destinata di lì a poco a salutare il bomber per il quale si è entusiasmata tanto. Quello che fa Grabbi alla Ternana, lo vedono bene nel resto del calcio. Anche in Inghilterra, si sono accorti di lui. E così, il Blackburn Rovers, squadra di Premier league, gli mette gli occhi addosso. La Ternana lo cede, con quella che forse è stata la più consistente operazione sul piano ecomonico mai fatta dal club rossoverde in tutta la sua storia: Grabbi è ceduto al Blackburn per 25 miliardi di lire. Una cifra quasi impensabile, per un calciatore di serie B.

DAL BLACKBURN ALL’ADDIO. Nel Blackburn, però, Grabbi non si ambienta al meglio. E per uno con il suo carattere, è importante ambientarsi al meglio anche ai fini del rendimento in campo. Un clima che non fa per lui, quello inglese. Segna un solo gol, in quattordici parite giocate nella formazione allenata dall’ex sampdoriano Greame Souness. Torna in Italia, al Messina, dove segna 4 gol. Poi, ecco di nuovo acciacchi fisici e infortuni. La sfortuna torna a insidiarlo. Gioca ancora, con Ancona, Arezzo e Genoa, prima di finire la carriera in Svizzera, al Bellinzona.

“IO IN TOP 11? UN GRANDE ONORE“. Solo dopo la fine dell carriera da calciatore, Grabbi torna alla Juventus. E’ lì, che comincia a fare l’allenatore e il maestro di calcio. Prima coi pulcini, poi gli esordienti, quindi i giovanissimi, fino alla squadra Under 15 che attualmente allena. Ma Terni, per lui, è sempre nel cuore. La presenza nella top 11 di sempre della squadra rossoverde, per lui è motivo di orgoglio. “Sono orgoglioso e felice – dice lui stesso – soprattutto per il fatto che i tifosi ternani mi ricordino ancora, nonostante siano passati ormai quasi vent’anni dalla mia militanza a Terni. Io, la Ternana, la seguo sempre, seguo i risultati che fa ogni domenica. Penso sempre a Terni, alla Ternana e ai suoi tifosi, che ricordo sempre con grandissimo affetto.  Non posso che ringraziarli di cuore, per aver scelto anche me nella Ternana di sempre“. Se si chiede un ricordo, a Grabbi, della sua parentesi ternana, la domanda non è affatto facile. Fa una pausa di qualche secondo, poi risponde così: “Di ricordi, ne ho tantissimi e tutti belli. E’ difficile trovarne uno solo. Forse, però, posso citare la partita a Terni contro la Sampdoria. Mi ricordo che in settimana non mi allenai mai a causa di un trauma cranico. Eppure, nonostante questo, la domenica scesi in campo, segnai un gol e disputai una buona prova“.

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1 mese fa

Forse uno dei più grandi attaccanti visto sul prato del liberati…tanta classe 🔝🔝🔝

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1 mese fa

Grande Ciccio

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1 mese fa

21

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1 mese fa

Ottimo attaccante poi andò a giocare in Inghilterra mi sembra

Fabio
Fabio
1 mese fa

Ciccio è il calcio….a Terni nessuno come lui

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1 mese fa

Assolutamente il più forte.. bei ricordi.

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1 mese fa

Dio c è … ne ho le prove …21 …

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1 mese fa

Il più forte

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1 mese fa

21 Dio c’è….

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