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Luigi Fresco a Calciofere: “Sfidare laTernana, che onore. Ed ho un ricordo…”

Abbiamo raggiunto il presidente-allenatore della Virtus Verona, prossima rivale delle Fere. Un personaggio ‘multitasking’, con una segretaria di 83 anni e una società che funziona come una macchina perfetta

Il personaggio della settimana è senz’altro lui. Luigi Fresco, 56 anni, presidente e tecnico contemporaneamente della Virtus Verona. Un semplice dirigente dei servizi amministrativi scolastici capace di mettere in piedi una società ‘famiglia’ come la Virtus Verona e di farla reggere in piedi solo grazie agli sponsor, arrivando anche alla serie C.

SULLA TERNANA Un uomo’mutitasking’ che proprio per queste sue molteplici funzioni è assai difficile da trovare al telefono. Lo rincorriamo per due giorni e alla fine ci richiama: “Mi scusi sa, ma non è scortesia, è che c’è sempre tanto da fare”. Il prossimo avversario della Ternana ha le idee chiare: “Ho visto la gara col Renate e non mi pare che i lombardi abbiano tirato poco….però sono conscio del fatto che se la Ternana fosse stata in condizioni normali non ci sarebbe stata nemmeno partita. Così invece, con la squadra che non è ancora al massimo della forma, chissà“. E specifica: “Per me è un grandissimo onore ed orgoglio poter sfidare la Ternana, poter sfidare De Canio che è il tecnico più titolato contro il quale mi sia mai confrontato”. Quando gli si chiede se ha un ricordo della Ternana, non ha dubbi: “Corrado Viciani e il suo gioco corto, straordinario“.

Una vita in panchina, stagione 1981-82 la prima volta, quattro partite, le ultime, prese in corsa per cercare di salvare la Virtus Verona dalla Seconda Categoria: non bastarono 5 punti (due a partita) per salvarla. Lui però ci tiene a precisare: “Non sono mai veramente retrocesso: lì sono subentrato in corsa alla fine, in situazione disperata, mentre nel 2013-2014, nella prima stagione fra i professionisti, in Seconda Divisione abbiamo fatto 44 punti ed il campionato l’anno dopo è stato soppresso, con 10 squadre per girone che scendevano di categoria. Le sembra una retrocessione quella?“. Anche per questo non si è mai esonerato “anche se un paio di volte il pensiero ce l’avevo fatto, a dire il vero”.

DOPPIO RUOLO.  La scuola, la scrivania, il campo. Quando gli chiedi come si fa a fare tutto e farlo bene, Fresco fa spallucce: “Basta organizzarsi e farci l’abitudine. Comunque  per la società  ho anche una ventina di dirigenti, direi amici, ai quali delego tanto“. Sua madre, 83 anni, le fa ancora da segretaria: “Alla mattina mi alzo alle 7 e prima di andare in ufficio a scuola salgo da lei e mi mostra gli incartamenti e le pratiche che ha sbrigato. Poi passa un mio collaboratore a farseli consegnare. E’ un abitudine che si ripete da 36 anni. Ormai è normale“. Come è normale per lui fare calcio e sociale,  con quella Onlus chiamata Vita Virtus, che si occupa di attività per bambini, italiani in difficoltà e inserimento degli immigrati dalla quale è nato il talento  Sheik Sibi, rifugiato e oggi portiere del team veronese: “Gioca perchè è forte, non perchè è rifugiato“, ci tiene a precisare “Mi chiedo perchè nessuno abbia capito prima quanto è grande il suo talento“.

Una realtà più unica che rara nel panorama calcistico, la sua Virtus, che si regge esclusivamente sugli sponsor: “Sono una quarantina – dice – che mi danno dai 500 euro a diverse migliaia di euro  e negli ultimi anni dalla gestione mi sono sempre rimasti dei soldi da spendere per coprire il ritiro pre-campionato e i viaggi“. Dal 1987, Fresco riesce a fine anno sportivo a portare tutta la squadra all’estero: “Li ho portati dappertutto, anche oltreoceano“. E sciorina la lista: “Barcellona, Amsterdam, Ibiza, Tenerife, L’Avana, Santiago, Fortaleza, Thailandia, Repubblica Dominicana,  Salvador de Bahia, New York, Giamaica, Israele, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Panama e tanti altri ancora”.

E domenica? “Me la voglio giocare al meglio, come sempre, anche contro la Ternana…”

 

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