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Fere, ecco Fresco, presidente-mister della squadra ‘famiglia’ di Verona

Luigi Fresco, tecnico della Virtus Verona

Dal 1982 il dirigente scolastico diventato presidente e tecnico ha conquistato 7 promozioni. Calcio, ma anche politica e sociale, con l’accoglienza di migranti, le attività per bambini e l’aiuto agli italiani in difficoltà

Se una squadra con il presidente-allenatore vi fa venire in mente il Borgorosso FC e il Benito Fornaciari innterpretato da Alberto Sordi, avete sbagliato. La Virtus Verona non è niente di tutto questo. Una società sui generis, certamente, ma con una storia che la retrocessione in C della Ternana ci permette di andare a scoprire. I lagunari, neopromossi e prossimi avversari di Marino Defendi e compagni, sono infatti allenati dal 1982 sempre dalla stessa persona, Luigi Fresco, veronese ed interista doc, che sempre da quell’anno ne è anche il presidente, cariche che ha assunto a 19 anni dopo essere stato anche stopper e responsabile del settore giovanile.

CALCIO, POLITICA E SOCIALE.Cos’è per me la Virtus Verona? E’ un modo di vivere, di stare insieme, di fare sport – dice il tecnico ai cronisti – privilegiando anche la solidarietà e i valori del rispetto, dell’integrazione e del sociale. Ogni giocatore che ha vestito questa maglia sa che da noi sarà sempre uno della famiglia”. E del resto in una Verona che vira sempre più a destra e che a livello di tifo è rimasta tristemente famosa per il fantoccio nero appeso in curva nel 1996 per protestare con l’arrivo (poi sfumato) del centrocampista di colore Ferrier (“Negro go away”, con il manichino sorretto da due uomini incappucciati), la Virtus rappresenta l’esatto opposto: tifoseria antirazzista, integrazione come modello e presidente impegnato nel sociale.

Tutto questo senza essere un imprenditore, tantomeno ricco. Gigi Fresco è infatti un dirigente scolastico e la società, che ha rigenerato un quartiere periferico in crisi come Borgo Venezia, che prima aveva il suo fulcro nella caserma di Montorio,  si regge in piedi grazie ad una serie di sponsor (su tutti la Vecomp) ed ha  una serie di progetti più o meno collaterali. La realtà gestisce due squadre (una in Promozione, con tanto di settore giovanile) e una Onlus (la Vita Virtus) che si occupa di attività per giovani e bambini e della integrazione dei migranti “prima quelli albanesi, poi gli slavi, ora questi ragazzi”, dice Fresco. Che è amico del filosofo Massimo Cacciari, ha fatto politica  attiva a sinistra ed ora ha virato verso l’ex sindaco Flavio Tosi (era candidato nella lista civica Fare! che l’ex leghista aveva proposto per le recenti Comunali), nella cui squadra amatoriale del resto hanno giocato molti dei migranti sbarcati a Verona. Ed ha anche un progetto in essere con il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi, col quale ha fondato l’associazione “Giochiamo per la pace” a sostegno dei ragazzi africani. Ma spiega: “Noi aiutiamo tutti, anche tanti italiani, senza distinzione“.  Proprio dall’attività a favore dei migranti è nata la bella storia del portiere rossoblù Sheik Sibi.

IL RECORD, NALINI E GUY ROUX. Non è solo folklore e sociale: in 36 anni sulla stessa panchina ha conquistato 7 promozioni, portando la squadra dalla Terza Categoria alla serie C, con due sole retrocessioni: il primo anno, quando prese la squadra in Seconda Categoria e nel 2013-2014, nella prima stagione fra i professionisti, in Seconda Divisione, con la squadra che tornò in D. Nella Virtus è fra l’altro cresciuto Andrea Nalini, che l’anno scorso ha debuttato in A col Crotone. E a fine stagione, a prescindere dall’esito  da più di trent’anni regala ai suoi un viaggio premio, ogni anno in un posto del mondo diverso.

E mentre punta decisamente a rimanere in serie C, Gigi Fresco butta un occhio anche al record di longevità sulla stessa panchina: dopo l’addio di Wenger (22 anni alla guida dell’Arsenal) e prima ancora il ritiro di Ferguson (27 stagioni al timone del Manchester United),  a breve raggiungerà  Jack Addenbrooke (38 anni sulla panchina del Wolverhampton), poi l’unico termine di paragone rimasto sarà Guy Roux, storico allenatore dell’Auxerre che ha guidato la squadra transalpina dal 1961 al 2005. Ha ancora 8 anni davanti, ma senza il rischio dell’esonero, anche vista l’età (56 anni) non è un traguardo impossibile: “Se Totti non si è mai visto lontano dalla Roma, io nel mio piccolo non mi sono mai visto in nessun’altra squadra se non questa”, racconta con orgoglio ogni volta che glielo chiedono. Domenica, a suo modo, la Ternana di De Canio contribuirà a scrivere un’altra pagina di questa curiosa storia.

 

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