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La Ternana di Delneri, il profeta del bel gioco

Per il tecnico di Aquileia quella rossoverde è stata la vetrina ideale per lanciarsi nel grande calcio per una carriera sfavillante

La Ternana è stata la sua pedana di lancio per il calcio che conta: Luigi Delneri, detto Gigi, ha avuto modo a Terni di mettere in atto le proprie idee, che erano al momento rivoluzionarie, anche se non sempre di facile applicazione. Come sia, l’allenatore friulano arrivò nel 1996 quando i rossoverdi erano stati ripescati in serie C2. Con lui due promozioni di fila, con tanto di vittoria ai play off contro la Nocerina, vittorie che gli spalancarono le porte della Serie A, all’Empoli, che l’aveva osservato a lungo.

La sua particolare rigidità, il carattere scontroso mal si adattava a spogliatoi frequentati da giocatori che erano, o si consideravano, campioni. Aveva anche una difficoltà di linguaggio, anche perchè spesso si esprimeva in dialetto stretto, caratteristica mai mitigata nel corso degli anni.  Fatto sta che a Terni fece vedere un bel calcio, con la squadra ordinata e precisa, con un gioco spumeggiante, dedicato all’attacco quale arma principale per la difesa: sì, la Ternana sotto il suo “manico” giocava proprio bene. Nei primi due anni mantenne per trentanove partite la squadra imbattuta, record assoluto per la Ternana.

S’è detto dell’Empoli: nemmeno gli fu fatta iniziare la stagione. Quando spiegò allo spogliatoio la sua concezione di gioco ci fu la rivoluzione tra i “senatori”, cosa che gli consigliò l’abbandono immediato. Un episodio analogo lo coinvolse a Oporto: era stato ingaggiato dal Porto campione d’Europa ma anche lì si scontrò con lo “spogliatoio”. Neanche una partita di campionato portoghese. Fece benissimo invece a Verona, sponda Chievo, squadra che lanciò in Serie A e contribuì a mantenercela.

Ma anche con la Sampdoria si discostò dalla mediocrità conseguendo bei risultati. Non gli riuscì invece di dimostrare la sua classe con la Juventus, con la Roma, col Napoli, col Palermo. Allenò ben ventidue squadre, raramente per più di un anno, ma a ben vedere fu Terni e la Ternana la tappa più importante della carriera di Luigi Delneri, detto Gigi, quella che lo consacrò come creatore di bel gioco. E a Terni in tanti se lo ricordano proprio così.

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