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Crippa, Magoni e ‘Il Papu’: Ternana, ecco il Renate che non retrocede da 54 anni

Viaggio nel ‘miracolo’ brianzolo che gioca a 20 chilometri da casa e costruisce talenti senza spendere una fortuna. Merito anche di due nomi importanti del calcio italiano

Appena 4000 mila abitanti, 200 spettatori di media e il campo ‘di casa’ a 20 chilometri di distanza, il Città di Meda, perchè quello comunale non è omologato per la categoria. Renate è il più piccolo centro del calcio professionistico e la squadra non fa eccezione: nessuna stella, tanti ‘operai’ e un ambiente tranquillo, dove si fa una squadra per l’intera stagione con le cifre con le quali normalmente si copre lo stipendio mensile di un calciatore di serie A. Un piccolo miracolo made in Brianza.

GRANDI NOMI DEL CALCIO. Il lavoro però paga, se è vero che il Renate, fondato nel 1947 da un gruppo di tifosi dell’Inter (da qui i colori sociali) sta giocando l’ottava stagione di fila nei professionisti ed in nessuna di queste ha veramente sofferto. Anzi, per la precisione sono 54 anni che non retrocede, l’ultima volta accadde nel 1963, quando la società fece un passo indietro in seconda categoria.A garanzia che da quelle parti si fa bene calcio, bastano due nomi: Massimo Crippa direttore generale, Oscar Magoni direttore sportivo.. Gente che il calcio vero l’ha vissuto, ma che consce anche come si lavora in provincia. L’altro Oscar, che di cognome fa Brevi, è in panchina e oggi sfiderà per la prima volta da tecnico il fratello Ezio, vice di  De Canio.Da oltre 25 anni invece, i presidenti – due – sono sempre gli stessi: Luigi Spreafico e Giancarlo Citterio.

TANTI AUTOCTONI. Rosa delle ‘Pantere’ quasi interamente italiana: figurano infatti due soli stranieri. Uno è l’australiano Reno Piscopo,  peraltro di evidenti origini italiane, un ventenne scuola Inter e Torino arrivato in Italia da ragazzino dopo aver giocato con diversi club del suo paese d’origine, ultimo dei quali il Melbourne Phoenix. Già nazionale giovanile italiano (dalla Under 15 alle under 17), ha sfruttato la possibilità dello ‘switch’ consentito a chi non ha debuttato con la nazionale maggiore ed oggi veste la maglia dei giovani Canguri. L’altro è Armand Rada, albanese, campione d’Italia Primavera con l’Inter e nazionale Under 21 delle Aquile. Fra Berretti e prima squadra gravita poi anche l’italo-serbo Petar Rankovic, classe 2000.

BAILA COMO EL PAPU. L’uomo da tenere d’occhio però è nato a Vico Equense e si chiama Guido Gomez: suo padre, argentino, si chiama Nestor Osvaldo Gomez ed è un campione di biliardo lui ha preferito un’altra palla e ha già una buonissima carriera fra le giovanili del Sassuolo, la Pro Vercelli, il Cuneo, la Juve Stabia ed il Catanzaro. Lo chiamano “Il Papu” non solo per il cognome: ai tempi del Sassuolo, nelle giovanili, segna 27 in 52 partite guadagnandosi anche le maglie di Under 19 ed Under 20 italiane. L’anno scorso ne ha fatti 11 e anche quest’anno ha già lasciato il segno.

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