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Quelle tre salvezze miracolose che divennero epiche

Le salvezze miracolose della Ternana

Dal provvidenziale Mendoza al miracolo di Rende, fino all’impresa di Liverani. Quando la Ternana scongiurò il baratro all’ultimo tuffo.

Si dice che i miracoli siano impossibili. Oppure che, se possibili, avvengano una volta sola. La Ternana, invece, li ha fatti tre volte. Tre occasioni nella storia degli ultimi 45 anni delle Fere, nelle quali i rossoverdi riuscirono a centrare la salvezza nonostante una situazione piuttosto compromessa a tre sole gare dalla fine.

L’EN PLAIN DECISIVO. La memoria dei tifosi meno giovani, in ordine di tempo, ricorda ciò che avvenne nel campionato di serie B 1976-77, quando a tre dalla fine la classifica (tre retrocessioni dirette) vedeva la squadra allora allenata da Omero Andreani al penultimo posto con 26 punti. Dietro c’era solo il Novara a quota 25, mentre davanti c’erano il Modena a 27 punti, il Brescia a 29 e l’accoppiata Rimini – Spal a quota 30. La classifica, allora, dava ancora i due punti alla vittoria. Serviva un miracolo. E miracolo fu, con tre vittorie su tre. Ci misero lo zampino Denis Mendoza, nativo del Venezuela ma italiano di nazionalità, e Franco Pezzato. Il primo contribuì con un suo gol alla vittoria per 3-2 ai danni dell’Ascoli alla terzultima e segnò la setimana successiva a Catania il gol partita della vittoria (finì 1-0), che catapultò poi la Ternana a giocarsi il tutto per tutto nell’ultima in casa con l’Avellino. Finì il campionato con una vittoria, 1-0, con rete di Pezzato che fu tra i marcatori pure contro l’Ascoli. Alla fine, Ternana salva. Retrocessero la Spal (un solo punto nelle ultime tre gare)  e lo stesso Catania (tre sconfitte), insieme al Novara.

QUANDO A RENDE SUCCESSE L’IMPOSSIBILE. La storia tornò a ripetersi pochi anni dopo, nel campionato di serie C1 girone B della stagione 1982-83. La Ternana, nelle ultime giornate di un campionato difficile, aveva ritrovato in panchina Corado Viciani, il “mago” del gioco corto e della prima serie A rossoverde. Classifica ancora con due punti alla vittoria e quattro retrocessioni dirette. Sempre a tre dal termine,  i rossoverdi erano al terzultimo posto con 25 punti, mentre più in alto c’erano Ancona, Casarano e e Livorno a 27, poi Siena e Benevento a 28 e, a quota 30, Reggina e Rende. 0-0 alla terzultima sul campo del Campania, con un punto rosicchiato al Benevento (sconfitto) e distanza invariata da Livorno e Casarano che pareggiarono entrambe. Alla penultima la Ternana battè 3-2 la Casertana e approfittò della sconfitta della Reggina e del pareggio del Casarano. Ma rischiò di non bastare: a 90 minuti dal ternmine, la classifica vedeva la Ternana ancora dietro di un punto rispetto a Casarano e Novara e di due rispetto a Reggina, Benevento, Livorno e Siena. Nella gara conclusiva successe il miracolo: Ternana vittoriosa a Rende 2-0 (segnarono Paolucci e Lovison), persero Siena, Livorno e Reggina e i rossoverdi chiusero a quota 30 proprio in condominio con quste ultime tre.  I calcoli stabilirono così: Ternana e Siena salve, Livorno e Reggina retrocesse in serie C2.

GLI ULTIMI REGALI DI AVENATTI E FALLETTI. Più recente è quello che molti chiamano “l’impresa Liverani“. Una salvezza sul filo di lana che nella stagione 2016-17, in serie B, fece vivere ai tifosi un’emozione simile addirittura a quella di una promozione, o di un campionato vinto. Fabio Liverani aveva preso la Ternana a marzo, in condizioni critiche e a molti punti di distanza dal quintultimo posto. Con tre punti alla vittoria, tre retrocessioni dirette e uno spareggio playout, l’impresa sembrava stavola impossibile. Ma quello che successe nelle ultime tre giornate fu indimenticabile. La classifica, innanzitutto, vedeva la Ternana terzultima 40 punti (dietro c’erano solo Pisa e Latina, praticamente già retrocesse), un punto sotto al Vicenza e ben quattro sotto al Trapani che era quintultimo. Servivano tre vittorie per sperare. E tre vittorie furono. Prima a Vicenza per 1-0, in uno scontro diretto, con perla di Falletti per il gol vittoria. Il successo permise il sorpasso ai danni dei veneti e di rosicchiare tre punti al Trapani battuto a Frosinone. Proprio il Trapani, fu decisivo a contribuire al miracolo rossoverde, visto che crollò letteralmente nelle ultime giornate andando sempre a perdere e ritrovandosi addirittura retrocesso senza playout. Alla penultima, al Liberati, c’era la Spal. E fu festa per entrambe: la Ternana vinse 2-1 (doppietta di Pettinari che rispose all’ex Antenucci) e fece un altro passo verso la salvezza, mentre i ferraresi, nonostante la sconfitta, festeggiarono a Terni la matematica promozione in serie A. Ancora battute Vicenza e Trapani. E la classifica, a 90 minuti dalla fine, vedeva la Ternana al quintultimo posto davanti anche al Trapani, All’ultima, però, bisognava vincere ad Ascoli per raggiungere proprio i bianconeri e aggrapparsi alla classifica avulsa, oppure ad un eventuale passo falso (che non ci fu) del Brescia. Con un migliaio di ternani al seguito, la squadra di Liverani ci riuscì. Al vantaggio ascolano di Gigliotti nel primo tempo, risposero nella ripresa Avenatti e Falletti, con un gol a testa. I due uruguaiani si congedarono così dai tifosi rossoverdi dopo quattro anni di militanza e furono entrambi acquistati dal Bologna. Quel risultato permise ai rossoverdi di agganciare a quota 49 i marchigiani e anche la Pro Vercelli, battuta a Frosinone. Ternana, Ascoli e Pro Vercelli salve, retrocesse direttamente (senza i playout vista la distanza tra quartultima e quintultime sopra i 4 punti) il Trapani, il Vicenza (battuto dallo Spezia), il Pisa e il Latina.

Le tre foto delle formazioni della Ternana sono tratte dagli album delle figurine Panini

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