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‘Ciccio’ Grabbi è ancora una ‘Fera’: “Tifosi rossoverdi nel mio cuore”

Ospite a  Fere di Sera su TeleGalileo l’ex bomber ricorda gli anni alla Ternana: “Affetto ricambiato. Una delle più belle esperienze della mia vita”

A Terni c’era chi lo paragonava addirittura a Dio, eppure il primo anno di Corrado “Ciccio” Grabbi a Terni non fu esattamente dei migliori, afflitto da quel problema al piede – il morbo di Ledderhose – che si portava dietro dal settore giovanile della Juventus e che poi lo perseguiterà anche negli anni inglesi, al Blackburn.

A Terni ha giocato in tre occasioni: 1999-2000, 2001-2002 e 2004, sempre in serie B, per complessive 61 presenze e 23 reti, venendo ricordato come uno degli attaccanti storici e storicamente più amati della Ternana recente. Ed è anche ex del Ravenna, prossimo avversario della Ternana.

Oggi segue la Under 23 della Juventus, iscritta al girone A di Serie C e lavora a stretto contatto col tecnico Mauro Zironelli, ma Terni è ancora nel suo cuore. Ospite telefonico di ‘Fere di sera’ a Tele Galileo, Grabbi ha ricordato gli anni rossoverdi.

A Terni non sarei nemmeno dovuto venire – ricorda – perchè avevo questo problema ai piedi che quasi mi impediva anche di camminare: mi convinse Cuccureddu, l’allenatore, al quale ero molto legato: fu un primo anno molto difficile perchè non poggiavo i piedi in terra. Poi però per fortuna la seconda volta riuscii a far vedere quello che ero in grado di fare“. Una prima annata difficile, nella quale rimase fra l’altro anche coinvolto in grave incidente sul raccordo Terni-Orte, dal quale uscì miracolosamente illeso.

ANNATA SUPER. La sua vera stagione super fu il campionato 2001-2002, quando sotto la guida di Andrea Agostinelli la squadra sfiorò la serie B: Grabbi segnò 20 reti in 34 partite: “Nessuno aveva in squadra gente come Agostini, Dell’Anno, Grella, Borgobello, Fabris, Schenard: avevamo carattere e classe, oltre ad un presidente che non ci faceva mancare nulla e ci metteva nelle condizioni migliori per far bene (Agarini ndr) ed un direttore sportivo al quale sono ancora molto legato, Paolo Borea“.

Dopo la seconda stagione passo al Blackburn: “Fu una scelta quasi obbligata per me e per la società, perchè un club di serie B non avrebbe mai avuto un’altra possibilità di incassare così tanti soldi (22 miliardi di vecchie lire ndr) ma purtroppo i problemi al piede si riproposero, mi operai altre cinque volte. Chissà, fossi rimasto a Terni non mi sarei di nuovo fatto male...”

AFFETTO. Tornò una terza volta, nel 2004-05, ma i problemi gli impedirono di dare il massimo. Dopo la carriera calcistica, chiusa in Svizzera, al Bellinzona, ha cominciato la trafila da allenatore nella Juventus, partendo dai Pulcini: “La Juventus è la mia prima squadra, ma poi viene la Ternana. Non dimenticherò mai l’affetto dei tifosi, gli striscioni che mi dedicarono una volta trasferitomi in Inghiterra e quello che mi hanno saputo dare. Mi piacerebbe un giorno tornare per ritrovarli e ringraziarli: anche io ho voluto loro bene”.

E la Ternana di oggi: “La seguo poco, ma so che è un momento difficile: Terni è una piazza calda, ci vogliono giocatori di personalità, io ho vissuto una delle esperienze più belle della mia carriera e Terni mi è rimasta nel cuore: è una piazza esigente ma quando stavo bene sono stato ampiamente ricambiato. Sono certo che si rialzerà in fretta“.

 

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