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Ternana, puoi sperare grazie a un illecito del Catania

Molti ipotizzano che tra le ripescate di una B a 22 possano non esserci le Fere e che le prescelte sarebbero il Novara,il Siena e gli etnei. Ma su questi ultimi, c’è un’ombra.

Nel toto-nomi, in molti azzardano: Novara, Catania e Siena ripescate in serie B. Se così fosse, per la Ternana sarebbe la beffa, dopo la battaglia legale portata avanti e adesso vinta. Questo, in virtù del fatto che il Tar del Lazio ha accolto le istanze contro la serie B a 19 squadre e il blocco dei ripescaggi, non accogliendo però quella contro la oramai famosa “sentenza-Novara“. Per questo, le sentenze degli organi di giustiza federali restano valide e la Ternana avrebbe due concorrenti in più, tra l’altro teoricamente più avanti in graduatoria rispetto ad essa. Ma non si fanno i conti con un particolare che, regole e norme (e sentenze) alla mano, dovrebbe escludere gli etnei da ogni possibilità di riavere la serie B. Vediamo perché.

LA REGOLA CHE SCOMPARE… Un passo indietro. Il regolamento sui ripescaggi, emanato a maggio dalla Figc, prevedeva che il provvedimento non dovesse essere esteso alle società con sanzioni e penalizzazioni per illeciti sportivi che siano state scontate nelle stagioni 2016/17 e 2017/18 (comma D3), nè a quelle con sanzioni e penalizzazioni per illeciti amministrativi che siano state scontate nelle stagioni 2015/16, 2016/17 e 2017/18 (comma D4). In base a questo, Novara e Catania erano entrambe non ripescabili, essendo state entrambe penalizzate per illeciti amministrativi nel periodo contemplato dal comma D4. Poi, però, il Novara ha presentato un ricorso, poi accolto sia dal Tnf e che dalla Caf, nel quale chiedeva che non le venisse applicata la regola sulla sanzione per illecito amministrativo poiché commessa prima dell’entrata in vigore di questa norma nel regolamento dei ripescaggi. Istanza accolta dai giudici, con disposizione di depennare il comma D4. Una volta eliminato il D4, il Novara era tornato ripescabile e, con esso, anche il Catania. Proprio questa decisione, risalente a metà luglio, scatenò tutta la fila di ricorsi e controricorsi (al Caf, poi al Collegio di garanzia del Coni, quindi i passaggi a Tar e Consiglio di Stato) che hanno portato alla lunga estate calda.

… E QUELLA CHE RESTA. Adesso, la sospensiva del Tar ha di fatto imposto lo stop alla B a 19 squadre e al blocco dei ripescaggi, ma non alla sentenza Novara. Dunque, per ripescare, oggi si deve tenere conto del regolamento senza il comma D4, così come deciso da Tnf e Caf a luglio. Ma c’è un altro aspetto, venuto fuori nel frattempo tra fine agosto e il mese di settembre, del quale inizialmente non si era parlato: riguarda un illecito sportivo per il quale era stato sanzionato e penalizzato proprio il Catania, con sentenza dell’ottobre 2016 (quindi scontato nella stagione 2016-2017) per una storia di un tentativo di combine di una partita contro il Bologna. In base a questo, dal momento che il comma D4 (illeciti amministrativi) è stato soppresso ma il comma D3 (illeciti sportivi) è ancora a tutti gli effetti in vigore, in base a quanto stabilito dallo stesso Comma, il Catania non sarebbe ripescabile, proprio perché ha scontato la penalizzazione nelle annate contemplate (2016/17, in questo caso). Tra l’altro, l’aspetto era stato sottolineato anche dal Tnf, quando le società ricorrenti ricominciarono da capo la trafila dei ricorsi contro il format della B in seguito alla sentenza del Collegio di garanzia del Coni secondo la quale l’organo del comitato olimpico non sarebbe stato competente e le società ricorrenti avrebbero dovuto ricominciare tutto dalla giustizia federale. Il primo ottobre, pronunciandosi sulla inammissibilità dei ricosi stessi, il Tnf fece riferimento a quell’illecito. In  un passaggio si legge testualmente:

Al riguardo, è sufficiente evidenziare l’attuale pendenza innanzi agli organi di giustizia amministrativa dei ricorsi presentati dalle Società Ternana, Pro Vercelli e Siena avverso la pronuncia della Corte Federale d’Appello che ha ritenuto illegittimi alcuni criteri di esclusione indicati nel C.U. 56/18, problematica non risolta dalla pronuncia di improcedibilità per difetto di interesse del Collegio di Garanzia del CONI, nonché la presenza, per la Società Calcio Catania, di una sanzione, a titolo di responsabilità oggettiva e presunta ex art. 7, commi 4 e 5 del CGS FIGC, scontata nella stagione sportiva 2016/2017 per effetto del C.U. 24/TFN del 12 ottobre 2016 non impugnato da parte di alcuni dei deferiti (direttore sportivo p.t. della Società Calcio Catania Spa e dalla stessa Società), sanzione, tra l’altro, che non si può prevedere come sarebbe stata valutata dagli organi federali ai fini della procedura di “ripescaggio” revocata“.

Questo, di fatto, dovrebbe tagliare la testa al toro, sulla non ripescabilità del Catania.

DERUBRICATO, MA NON PER TUTTI. Una delle tesi a difesa del Catania, è legata al fatto che questa irregolarità, in seguito, è stata derubricata. Il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, fece ricorso, chiedendo e ottenendo la derubricazione da tentato illecito sportivo a slealtà sportiva, al pari di un’altra vicenda simile legata a un altro tentativo di combine con il Brescia che venne già dall’inizio giudicato come tale. Ma non fecero lo stesso ricorso nè il direttore sportivo Daniele Delli Carri, nè la società stessa. Per questi ultimi, dunque, l’illecito sportivo rimane. E questo, fatti e regole alla mano, renderebbe non ripescabile il Catania.

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