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Ternana, Bandecchi a Rai 3: “Rispetto per Terni, non può essere provincia numero 2” e si fa sentire anche su stadio e clinica

Il presidente ospite della prima puntata della trasmissione del Tgr, le ultime pure sul palazzetto e sul ricorso di Ternanello.

Stefano Bandecchi su Rai 3 Umbria. Il presidente della Ternana è stato ospite nella prima puntata della trasmissione televisiva del Tgr diffusa via web e intitolata “Parliamo di sport“. Con Bandecchi, c’è stato modo di affrontare parecchi argomenti. Marginale quello della squadra e della situazione attuale di classifica, più approfondito quello degli altri progetti come lo stadio, la clinica, il centro sportivo e il palazzetto dello sport. E Bandecchi, su alcune questioni chiave, non le ha affatto mandate a dire.

SQUADRA. Riguardo alla squadra e al quinto posto in classifica, Bandecchi tende a restare prudente. “Se fossimo alla trentesima giornata, sarei l’uomo più felice del mondo. Sarebbe la posizione giusta per ambire chissà a quante cose. Ma ricordo che a pochi punti ci stanno dieci squadre e siamo a 7 partite. La classifica è estremamente falsa, sia per le squadre che stanno sopra che per quelle che stanno sotto. Il momento è quello che è, va preso come merita. Siamo contenti, però non comincerei già a festeggiare. Anzi, manterrei i piedi per terra e inviterei tutto l’ambiente a lavorare tutti insieme per tentare di fare questo campionato, che è lunghissimo. Se perdiamo la concentrazione in questo momento, è la fine. Il girone di ritorno è il campionato vero e le ultime dieci partite stabiliranno chi vincerà“. Dice di non aver mai pensato di mettere in discussione il tecnico Cristiano Lucarelli quando le cose non andavano bene e  parla pure della lettera firmata dal tecnico: “Erano dei punti cardine condivisi da tutti noi, cioè Bandecchi, il vicepresidente Tagliavento e il tecnico Lucarelli, che ha buttato giù la stesura finale della lettera e a ha preteso che venisse pubblicata. In sintesi, si diceva che ci si impegna a fare un buon campionato e non a parlare di sfortune o di debolezze. I moduli tattici dichiarati non sono che un’indicazione, per far capire al direttore sportivo che tipo di squadra avrebbe dovuto allestire“.

LO STADIO MODERNO. Capitolo stadio, sia sull’attuale Liberati sottoposto a un intervento di manutenzione straordinaria cominciato il 4 ottobre, che della prospettiva di realizzarne uno nuovo. “Lo stadio Liberati ha bisogno di essere rifatto. Ci sono dei lavori in corso, ma è costruito in tempi buoni e quando le cose si facevano bene, Non verrà giù. Ma ne serve uno nuovo. Il tifoso non può stare a 30 metri da quello che vede. Io ho avuto modo di vedere la partita dagli spalti quando ero squalificato e ci vuole un cannocchiale. Serve uno stadio moderno, perché oggi lo stadio moderno non è solo il campo dove si gioca ma anche fonte di sviluppo per una città. Giocare in mezzo al campo, è l’ultima cosa che si fa“.

TERNI NON PIU’ PROVINCIA NUMERO 2. Da ternano onorario, Stefano Bandecchi difende la città e chiede per la stessa maggiori attenzioni da parte dell’intera regione dell’Umbria, compresa la politica alla quale il numero uno rossoverde non risparmia bacchettate. “Terni – spiega – è considerata evidentemente la provincia numero 2 dell’Umbria e penso che sia trattata da schifo. A Terni non c’è niente. Io sono cittadino onorario e mi vergogno quando entro lì. Non per la città, ma per il fatto che venga trattata malissimo da tutta la p0litica umbra e non è guardata in maniera corretta. Terni fa acqua da tutte le parti, ma perché la fa anche l’Umbria. Una regione di 850 mila persone, con tutta questa foga di dividersi tra perugini e ternani. E’ stato sbagliato indirizzo“.

CLINICA, 100 MILIONI SOSPESI. “La conferenza di servizi, avrebbero dovuto chiuderla dopo due giorni. Ancora non abbiamo fissato nemmeno la data della prossima riunione. Siamo alla frutta e alle barzellette. Ci siamo incartati, perché chi voleva incartarsi si è incartato. Ci dicano sì, o ci dicano no. C’è un’operazione da 100 milioni di euro, rimasta appesa. Quale altro imprenditore, in Umbria, ha messo 100 milioni sul piatto? E con un indotto di lavoro che, tra stadio, clinica e centro sportivo, coinvolgerà come minimo 30 mila persone. Il parere chiesto all‘Università del Sacro cuore di Milano? Lo ha chiesto un solo soggetto, che oltretutto ora è latitante. Venga fuori, visto che ci sono altre persone che fanno altri lavori e si vergognano a metterci la faccia. Se pensano sempre di tirare il sasso e nascondere la mano, è un problema. La domanda da porre era se la legge stadio permette di poter fare una clinica. Invece, è stato chiesto se si può creare una clinica prima di avere la concessione. La domanda, così, è sbagliata. Una domanda che costa 40 mila euro (di soldi pubblici, ndr)”. Poi, c’è la delibera della giunta regionale che proroga oltre il 30 giugno gli accreditamenti sanitari. Atto verso il quale la Ternana ha presentato ricorso al Tar. “Quella – dice Bandecchi – è un’altra schifezza fatta in maniera oscena, illegale secondo noi, fatta per dire per l’ennesima volta che qui c’è chi comanda e chi è ‘scemo’. Le leggi ci sono, ma valgono per tutti“.

IL FUTURO. E se la clinica non si fa? Lo stadio si fa lo stesso? E Bandecchi resta sempre alla guida della Ternana? Anche questa domanda, è stata formulata al presidente. Questa la risposta: “Oggi c’è un progetto, collegato a uno sviluppo importante per l’Umbria e per la Ternana. Io posso anche permettermi di fare un progetto diverso, ma questo danneggerà l’Umbria e Terni, perché un centro di ricerca abbinato a una clinica, che si occupi di cardiologia, oncologia e neurologia, vale in tutto il mondo. La mia università ha attrezzature che in Europa non ha nessuno. Sarebbe, dunque, una grande occasione persa. Poi, uno stadio può diventare anche un grande centro congressi. Ma se io facessi il più grande centro congressi dell’Umbria, qualcuno si spaventerebbe, perché qui non avete nemmeno un centro congressi adeguato. L’Università Niccolò Cusano, in ogni modo, non lascerà la Ternana, che andrà avanti e continuerà a fare il suo lavoro. Al limite, può andare a Roma“.

TERNANELLO. Vicenda centro sportivo e ricorso del comitato di Villa Palma, nei confronti della variante urbanistica con la quale il Comune  stralcia l’area da quelle limitrofe. Bandecchi resta fermo nelle sue posizioni nei confronti di chi ha avanzato la mossa. “Io non tratterrò con i signori che hanno fatto il ricorso. Non meritano il mio tempo. Sono buffi e abbastanza ridicoli. Ci parlerà il Comune e ci parleranno i miei legali. Stiano tranquilli, che se io non farò il centro sportivo farò di tutto perché in quella zona di Terni nessuno possa mai abitarci. Perché è ridicolo, che mi si dica che scaccio i cinghiali, o che la luce non va bene“.

PALASPORT. Si è parlato anche del nuovo palazzetto dello sport, per il quale Bandecchi ha ottenuto la gestione. Cosa che si concretizzerà una volta che sarà stato realizzato e inaugurato. “Sarà un palazzetto molto bello – dice – che ospiterà 5.500 persone e nascerà per cerare eventi importanti. Spero che Terni riesca a ospitare anche qualche gara nazionale, comprese quelle della Nazionale di pallavolo. Ne parlerò con il presidente del Coni Giovanni Malagò. Una squadra importante di pallavolo anche a Terni, come la Sir Perugia? No. Se no,  facciamo un altro derby e diventa un macello“.

 

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