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Ternana, e se la serie B fosse davvero possibile?

La sede della FIGC

C’è un’ipotesi di riforma dei campionati anticipata da SportItalia. Una tra tante, ma riaprirebbe alle Fere le porte della cadetteria.

Non ci è tornata prima per mancato ripescaggio, poi per demeriti sportivi sul campo (un campionato, il 2018-2019, fuori anche dalla zona playoff), può non tornarci per colpa del coronavirus (campionati definitivamente sospesi). Eppure, il possibile ritorno in serie B, per la Ternana, comincia ora a profilarsi… per riforma. Tra le ipotesi al vaglio della Federcalcio per una riforma dei campionati in seguito alla crisi post covid, ce ne starebbe una, anticipata dall’emittente televisiva SportItalia, che riporterebbe le Fere proprio tra i cadetti.

MENO PROFESSIONISTI. Come anticipa il direttore dell’emittente, Michele Criscitiello, tra le tante ipotesi che la Figc starebbe valutando, sulla quale potrebbe essere coinvolto anche il Governo, c’è quella di una revisione del calcio professionistico in Italia, salvando di fatto il solo format della serie A. Le squadre professionistiche, in generale, scenderebbero dalle attuali 100 (20 in serie A, 20 in serie B e 60 in serie C) a 60. Queste sarebbero suddivise in questo modo: 20 in serie A con format invariato del girone unico a 20 squadre, mentre le altre 40 andrebbero tutte in serie B. Significherebbe che alle attuali 20 alle quali spetta di diritto il titolo sportivo, se ne aggiungerebbero altrettante provenienti proprio dalla serie C. Queste ultime, verrebero scelte tra le tre capoliste degli attuali gironi, più altre 17 ricavate in base a classifiche maturate al momento dell’interruzione e altri parametri. In questo modo, la Ternana rientrerebbe pienamente nei parametri per disputare, la prossima stagione, uno dei due gironi di serie B.

MUTUALITA’ GARANTITA. La serie C attuale, in base a questa riforma, verrebbe smembrata e darebbe origine a una terza divisione semiprofessionistica (oppure dilettantistica) nella quale giocherebbero le altre attuali squadre di C che non rientrerebbero nella nuova serie B, più le attuali prime due classificate di ogni girone di serie D. Tutte le altre squadre, disputerebbero una quarta divisione interregionale dilettantistica. Tale riforma, continuerebbe a garantire alle società professionistiche i contributi delle Leghe, con la serie B che prenderebbe anche quelli ad oggi destinati alla serie C. La terza serie, invece, avrebbe le agevolazioni fiscali riconosciute oggi alle società dilettantistiche.

IL NODO PROMOZIONI. Nella stessa proposta, si parla anche di far cominciare i prossimi campionati di serie C e serie D (o terza divisione e interregionale, che siano) a metà settembre. Le promozioni in serie A dai due gironi di serie B? Potrebbero essere  quattro, due per girone, magari con le due prime classificate ammesse direttamente e gli altri due posti assegnati con playoff. E se, invece, il secondo girone di serie B fosse in realtà una B2, lasciando solo alla B1 la possibilità di giocarsi la serie A? In questo caso, si tratterebbe nè più e nè meno dell’ipotesi di serie C d’élite e serie C semiprofessionistica della quale si è spesso parlato negli ultimi tempi. Naturalmente, siamo ancora solo nel campo delle ipotesi. E le ipotesi, ad oggi, sono tante.

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2 mesi fa

Basta che si decidano, dopo due mesi di ipotesi e illazioni !!!!

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2 mesi fa

Dai ripescate il Catania che glielo avevate promesso due anni fa. E alla fine è pure fallito, schifo su schifo

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2 mesi fa

Bello sognare…..

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2 mesi fa

Questo sarebbe l’anno giusto per farlo, visto che il campionato è stato comunque interrotto e quindi non meritocratico.

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2 mesi fa

Difficile.. Ma sarebbe bello

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