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Ternana, lo stadio risorgerà anche grazie ai detenuti (VIDEO)

Presentato alla casa circondariale un progetto di reinserimento che allo stesso tempo servirá da restyling per l’area del Liberati

Saranno due detenuti del carcere di Terni, a realizzare dei lavori per ritinteggiare le inferriate e le balaustre di tre settori dello stadio Liberati. Si comincia dalle curve Est e Nord e dai Distinti B. Lo faranno grazie a una convenzione, che la Casa circondariale di vocabolo Sabbione ha firmato con la Ternana calcio, per un progetto specifico denominato “Insieme per il decoro e la sicurezza della casa della Ternana“. E la casa della Ternana è, per l’appunto, lo stadio Liberati. La cosa è fattibile grazie all‘articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, che permette a detenuti di un certo tipo di regime e con un certo tipo di pena da scontare, di poter essere integrati nei processi produttivi come riavvicinamento alla vita sociale e alla legalità.

LA FIRMA. Ratifica della convenzione nella mattinata di giovedì 5 marzo al carcere di Sabbione. Il vicepresidente della Ternana, Paolo Tagliavento ha apposto la sua firma insieme a quelle del direttore del carcere Luca Sardella, del comandante della polizia penitenziaria Fabio Gallo, del questore di Terni Roberto Massucci, della direttrice dell’Ufficio esecuzione penale esterna, Silvia Marchetti e del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. Quest’ultimo, tra l’altro, ha commentato: “Sono qui per ascoltare, imparare e anche per copiare, essendo questa una iniziativa secondo me da ripetere anche in altre realtà calcistiche”.

LA CASA DEI TERNANI. Parole di elogio dal questore Roberto Massucci, che ha concordato l’iniziativa insieme alla stessa Ternana calcio. “Da quando sono arrivato a Terni – ha detto – ho instaurato subito un bel rapporto di collaborazione con la società rossoverde. Sono venuto a vedere lo stadio e ho visto, dentro, uno stadio bello e colorato. Mi ha colpito, per questo. Fuori, però, mostra elementi di vetustà. Necessita di interventi. Questa iniziativa è un segnale forte per il reinserimento di persone nella legalità. Un progetto sociale attraverso il calcio. Perché il calcio è un grande volano di aggregazione sociale. E lo stadio è un luogo importante, per il calcio. E’ la casa della squadra ed è anche la casa dei tifosi“.

SINERGIA. Paolo Tagliavento, vicepresidente della Ternana, spiega così l’iniziativa: “Appena il questore ha coinvolto il presidente Stefano Bandecchi e me, abbiamo fatto immediatamente nostra questa bellissima iniziativa. Perché in sè e per sè, è una iniziativa nuova e unica nel suo genere e ci ha fatto molto piacere contribuire ad attuarla. Vi dico solo che, con il questore, ci sono voluti 5 minuti, per trovare l’accordo. E devo dire che, da quando ci siamo conosciuti, con lui c’è una bella sinergia nei tempi“.

LO STRUMENTO E IL PROGETTO. A spiegare come funziona tecnicamente l’iniziativa, ci ha pensato il comandante Gallo: “Certo, siamo rammaricati del fatto che oggi la squadra al completo sarebbe dovuta venire da noi anche per un incontro con i detenuti del carcere, ma purtroppo abbiamo dovuto annullare tutto dopo le direttive uscite in questi giorni per l’emergenza legata al coronavirus. Peccato perché avevamo preparato già a Natale questa visita e questo incontro. Ma senza dubbio, lo riorganizzeremo più avanti. Riguardo all’iniziativa della convenzione, due detenuti da noi individuati, per due giorni alla settimana dal lunedì al venerdì, cominceranno a lavorare allo stadio, partendo dalle inferriate e dalle balaustre. I materiali, li fornirà la Alcea. Il progetto dura tre mesi, prorogabili. A queste due persone, la Ternana riconoscerà un rimborso di 250 euro mensili ciascuno. Tutto viene fatto secondo l’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario. I due detenuti, accompagnati da guardie carcerarie, si muoveranno su autorizzazione del magistrato di sorveglianza di Spoleto

IL VIDEO. Ascoltiamo, in video, le dichiarazioni del questore di Terni, Roberto Massucci, in merito all’iniziativa legata alla convenzione firmata in carcere.

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Semonatipettribbolà
Semonatipettribbolà
3 anni fa

Bellissima iniziativa!
Io però avrei mandato a dare una mano ai detenuti anche il mister: almeno avrebbe fatto qualcosa di utile.

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