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Meteore rossoverdi: Battigello dal calcio ai fornelli, con contorno di panchina

La Ternana e l’Umbria, una parentesi in una carriera giocata quasi esclusivamente in quella Emilia Romagna che oggi lo accoglie. In quella squadra di C1, non fu capace di lasciare il segno

Massimiliano Battigello da Tolmezzo ha un piccolo record: è il primo calciatore di pelle scura ad aver militato nella Ternana. Ed è peraltro, l’unica cosa per la quale si ricordi la sua fugace esperienza in rossoverde, in una stagione, la 1990-91 dove stranieri non ce n’erano. Il primo  della storia rossoverde, aveva anch’esso un cognome italiano, Ghezzi (nel senso di Cesàr Gustavo, ovviamente) e arriverà l’anno dopo.

Nato in Friuli ma di origini nigeriane, Battigello ha 19 anni quando arriva alla Ternana dopo aver cominciato la trafila nelle giovanili della Reggiana e aver debuttato con gli amaranto persino in serie B: è la Ternana del commendatore Gaspare Gambino e del ‘Cinghiale’ Claudio Tobia in panchina, serie C1. La concorrenza è forte, davanti: Walter Chiarella,  Roberto Borrello, Elia Roselli, Vittorio Cozzella.

Ma il ragazzo sgomita per avere spazio e anzi, comincia pure bene: è il 28 agosto del 1990 e la Ternana gioca il derby di Coppa Italia col Gubbio: Battigello entra a 10′ dalla fine per Chiarella  e timbra la rete del 4-1. Gioca tre partite sempre subentrando. Quando però arriva il campionato, si fa più dura.

POCHE OCCASIONI. Debutta alla quarta giornata, nel difficile match interno col Catania che la Ternana chiude persino senza portiere: mezzora  sempre al posto di Chiarella. Poi ancora  8′ col Giarre, in una Ternana che nel frattempo vive una delle pagine più nere della sua storia sportiva: il 5-0 a Nola, partita a suo modo entrata nella mitologia sportiva, coi cronisti costretti a raccontare la partita quasi dai soppalchi e la squadra accolta da una sassaiola al ritorno in Umbria, costa la panchina a Tobia.

Arriva Angelo Orazi, che lo schiera subito titolare nella sfida al Liberati contro il Siracusa e Battigello ringrazia con un gol, quello che resterà il suo unico in maglia rossoverde. Battigello mette in fila ancora una serie di partite ma dal campo, scivola lentamente di nuovo in panchina e poi in tribuna. Chiuderà con 12 presenze

DOPO TERNI. Battigello si stabilisce in Emilia Romagna. Viene ceduto alla Bagnolese di Bagnolo in Piano, nell’Interregionale, poi va in C2 alla Centese e quindi di nuovo nel Nazionale Dilettanti al Pietrasanta e al  Castel San Pietro Terme, sino ad incrociare la Ternana di nuovo nella stagione 1996-97: torna al Liberati da avversario in un Ternana-Iperzola epico, giocato sotto un diluvio universale il 17 novembre 1995, campionato di C2. Da lì in poi, è una discesa nei dilettanti continua: altri tre anni alla Bagnolese in serie D, poi Bibbiano, Formigine, Viadana, Dorando Pietri Carpi, Correggese, sino a chiudere la carriera, a 38 anni nel Cadelbosco, squadra del reggiano che milita in Prima Categoria.

DOPO IL CALCIO. Prende il patentino da allenatore Uefa B ma la panchina non fa per lui: prova al settore giovanile della Falk Galileo, prestigioso club reggiano, poi in quello del Cavriago. Nel 2012 lo chiama la Reggiana: serve un ‘maestro di tecnica’ per i Giovanissimi e lui accetta, anche perchè pure il figlio, in quegli anni, gioca con la ‘Regia’: “Ho fatto due anni, poi ho smesso perché non mi divertivo”., dice alla Gazzetta di Reggio.Probabilmente, anche perchè nel frattempo, con il suo locale, era diventato anche uno dei ristoratori più apprezzati di Reggio Emilia…

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Nandra sola pe li carzolari x 3nni de lavoro

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