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Ranucci: “Caro Lotito, qui non si lagna proprio nessuno”

Stefano Ranucci

Il presidente della Ternana risponde alle dichiarazioni del patron di Lazio e Salernitana: “Il ripescaggio? Non siamo andati a bussare a nessuno. La Figc ci ha cercato e chiesto pure le fideiussioni. Poi, se in una serata afosa cambia tutto…”.

“Non siamo stati noi, a lagnarci. Semmai, lo ha fatto qualcun altro. Per il ripescaggio, siamo stati chiamati. Noi non abbiamo cercato nessuno. Come un bando. Quindi, su questo aspetto, il ripescaggio diventa anche un diritto”. Il presidente della Ternana, Stefano Ranucci, interpellato da Radio Cusano Campus, risponde in maniera energica alle dichiarazioni di Claudio Lotito, patron di Lazio e Salernitana, il quale, ad una emittente, ha parlato della querelle sui ripescaggi, dichiarando tra le altre cose che non capisce “cosa ci sia da lagnarsi, dal punto di vista giuridico“, specificando pure che “la mancata iscrizione delle tre squadre in estate non è stata un atto voluto, ma figlia di mancati adempimenti. Se avessimo aspettato tutti i contenziosi, che ancora sono in essere, non sarebbe ancora partito il campionato“. Per il numero uno rossoverde, non è un lagnarsi, ma un portare avanti legittimi interessi. “Semmai – dice – quelli che si lagnano sono altri“.

NON ABBIAMO CERCATO NESSUNO, CI HANNO CHIAMATO. Ranucci, fa una battuta: “Eppure, mi sembra di aver più di una volta sentito il signor Lotito lamentarsi lui, in tv, per decisioni arbitrali, con quel suo slang da emiro del Tevere“. Poi spiega le sue ragioni: “Nessuno si è lagnato. Noi abbiamo solo partecipato a un bando (quello per i ripescaggi in serie B, ndr), ma evidentemente i bandi non sono abitudine, nel calcio di oggi. Siamo stati chiamati, ci hanno dato delle aspettative, ci hanno persino chiesto i soldi (i 700 mila euro di fidejussione, ndr). Ci hanno dato delle lecite e legittime aspettative. Poi, improvvisamente il 13 agosto è  cambiato tutto in una sola serata. Chissà, magari una cosa dovuta all’afa milanese… Ma come fa, il signor Lotito, a dire che ci siamo lagnati? Semmai, ad essersi lagnato è stato qualcun altro“.

DIRITTO ACQUISITO, POICHE’ C’E’ STATO UN BANDO. Risponde, Ranucci, a ciò che Lotito afferma sui contenziosi giuridici in corso e sul fatto che il ripescaggio sia un diritto o un’opportunità, cioè che “ci sono stati pronunciamenti della giustizia sportiva e amministrativa che hanno fugato ogni dubbio“. Il presidente rossoverde precisa: “Non so quale sia la preparazione di Lotito, se umanistica, o tecnica. Mi sembra, però, che ci siano lacune nelle sue deduzioni. I giudici, pur avendo ritenuto inammissibili i nostri ricorsi, in realtà non sono mai entrati nel merito. Per Ranucci, il ripescaggio, è diritto o opportunità? “E’ un diritto acquisito, poiché quando si fa un bando, l’opportunità diventa una legittima aspettativa e, quindi, diventa essa stessa diritto”. Ribadisce: “Noi non abbiamo bussato alla porta di nessuno e non siamo andati a cercare di essere invitati a cena. Ci hanno chiamato loro, prospettandoci la possibilità del ripescaggio“.

IL “GRILLO”-CELLINO. Ranucci ne ha anche per il patron del Brescia, Massimo Cellino: “Forse, Lotito si è confuso. A lagnarsi, è stato chi ha dichiarato che il ritorno della serie B a 22 squadre lo avrebbe costretto a rivedere i suoi investimenti perché la situazione sarebbe stata economicamente difficile. Quello, è lagnarsi“. Con una frecciata: “Esiste anche il grillo parlante… ma non ne voglio parlare“.

LA BATTAGLIA NON SI FERMA. La Ternana prosegue la sua battaglia di giustizia sportiva. Ranucci, alla radio dell’università telematica, ribadisce anche questo: “Noi andiamo avanti, muovendoci su un doppio fronte“. Vale a dire, i ricorsi agli organi preposti da una parte, il campionato di serie C appena cominciato dall’altra. Un campionato che la Ternana sta disputando ad oggi con la riserva che aveva essa stessa chiesto, “grazie alla collaborazione della Lega Pro e del presidente Gabriele Gravina“.

 

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