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Pagni, se gli indizi fanno una prova: risoluzione fra Ternana e ds

Danilo Pagni, ds rossoverde

Da tempo era nell’aria la possibilità della fine del rapporto fra il dirigente calabrese e i rossoverdi. Un ritorno ‘in sordina’ per l’uomo della salvezza

Ieri sera il comunicato, da noi anticipato, di Rocca Rossoverde che bruciando tutti, dava già il commiato ed il ringraziamento, stamattina il comunicato ufficiale della Ternana: Danilo Pagni non è più il direttore sportivo della società rossoverde. Risoluzione consensuale fra le parti.

Al D.S. – si legge in una nota della Ternana –  vanno i ringraziamenti per la fattiva collaborazione portata avanti in questi mesi e gli auguri per le migliori fortune professionali. Il Direttore Sportivo, da parte sua, ringrazia la Società, il Presidente Ranucci e, in particolare, il patron Bandecchi, per il sostegno e la comprensione ricevuta in un momento difficile a livello personale, non senza aver prima rivolto un saluto affettuoso a tutti i dipendenti ed ai tifosi, ai quali augura il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ternana Calcio e Danilo Pagni, infine, intendono ringraziare congiuntamente l’Avv. Massimo Minciarelli, per la preziosa collaborazione prestata, in maniera disinteressata, ai fini del perfezionamento del comune obiettivo consensualmente raggiunto“.

NELL’ARIA. Niente che stupisca, per carità. La cosa era nell’aria da tempo. Lo sfogo scomposto di Ranucci nel dopo gara dell’amichevole contro UniPomezia, dove nonostante le rassicurazioni di facciata era chiaro che le cose non andassero più come prima; le continue voci su un Pagni ‘ai margini’, ma anche il fatto che il team manager Tagliavento stia studiando da direttore sportivo fino ai due indizi più chiari: un Pagni che da noi interpellato sul possibile arrivo – poi sfumato – di Gilardino diceA me piace un altro tipo di calciatore” ed il comunicato societario dell’arrivo di Marilungo, in cui Pagni non è nemmeno citato e l’acquisto è definito “un altro grande colpo del presidente Ranucci”.

SORDINA. Un ritorno decisamente in secondo piano per l’artefice della miracolosa salvezza sotto la gestione Liverani. Sicuramente un uomo che piaceva alla piazza e che forse non ha trovato piena sintonia con un De Canio. Ma di tutto questo resta ora soltanto un tentativo  – non troppo riuscito, invero – di “operazione simpatia”.

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