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“A tu X tu” con Proietti: “Ternana squadra allegra”. A tutto campo fra Zeman, Juve e… Call of Duty (VIDEO)

Il centrocampista rossoverde è stato il primo ospite della nuova rubrica di videointerviste con i giocatori rossoverdi curata da Ivano Mari. Ripercorriamo i passi salienti dell’appuntamento

Mattia Proietti, centrocampista della Ternana è stato il primo ospite di ‘A tu X tu‘, il nuovo spazio curato da Ivano Mari per Calciofere, che ogni due giovedì porterà ad incontrare un giocatore della Ternana in una videointervista a cuore aperto. Ripercorriamo i passi salienti dell’intervista, che alla fine potete rivedere, in basso, in versione integrale.

La prima parte dell’intervista ha ripercorso alcune tappe della carriera di Proietti, prima di arrivare a Terni, cominciando dal settore giovanile della Juventus, che lo ha visto protagonista, lui torinese, per diversi anni.

Non è vero che alla Juventus cerchino di creare dei piccoli soldati, sono delle norme di educazione. Per me è stato un passaggio fondamentale, siamo stati educati e quello che ho imparato mi è rimasto: noto le differenze rispetto a quello che è stato insegnato a me rispetto ad altri. Noi avevamo una marcia in più, me ne accorgevo quando andavamo fiori: tutti vestiti uguali, ci aspettavamo in piedi per sederci. Allora mi sembrava pesante, ma oggi per esempio me le ritrovo: per dire, quando finisco di mangiare oggi metto sempre la sedia sotto al tavolo”.

 NEI SENIOR, DILETTANTI E PROFESSIONISTI  Quindi la sua carriera fra i senior, cominciata nella vicina Aosta, per poi passare a Bassano del Grappa, Pescara e Teramo:

“Quando mi hanno proposto di andare a giocare in serie D al Saint Christophe non ci ho pensato un attimo. Avevo 18 anni e la serie D è stata una occasione che ho colto subito e mi ha dato tanto e la rifarei. Piuttosto che stare a giocare in Primavera con poche prospettive era un’occasione. Per me poi è stato un momento importante perchè andavo per la prima volta fuori casa, in una squadra senior, dove i risultati contano  e ci sono dinamiche diverse. Sono passato dal centro di Vinovo ad un ambiente più familiare, ma è stato uno degli anni più divertenti della mia vita, non l’ho patito assolutamente”.

“A Bassano sono cresciuto molto, nel pieno della mia crescita, il tecnico D’Angelo avuto l’ultimo anno poi per me è stato un mentore, mi ha insegnato tanto. Sono stato sei anni che mi sono serviti tanti, nonostante il primo anno siamo retrocessi in  C2. L’anno dopo abbiamo stravinto il campionato, con una squadra fortissima, l’anno dopo abbiamo fatto una finale playoff dopo essere arrivati a pari punti col Novara a cui poi restituirono i punti tolti. In generale abbiamo sempre lottato per il vertice”

Ivano Mari con Mattia Proietti nel corso della nostra diretta

“A Bassano del Grappa c’era un gruppo anche li con un presidente importante, Renzo Rosso, che ora si è trasferito al Vicenza: anche lì non c’è mai mancato niente, non era nulla fuori posto. Oggi ci si stupisce di questo, ma è così che dovrebbe sempre essere”

“A Pescara ho avuto la fortuna di essere allenato anche da Zeman per un breve periodo. Sono partito con grande entusiasmo, anche se il gruppo veniva da una retrocessione dalla serie A dolorosa. Purtroppo ho avuto il mio primo infortunio al ginocchio che ha compromesso la stagione. Però ho un ricordo positivo, soprattutto del lavoro con Zeman, mi è rimasta una grande stima”

L’esperienza di Teramo è cominciato da parte mia con qualche mal di pancia, perchè venivo dalla serie B a Pescara: all’inizio è stata difficile però è stato un anno importante perchè venivo da una stagione in cui avevo giocato poco. Complessivamente abbiamo costruito molto bene e se il Teramo è quello di oggi dipende anche da quello che abbiamo costruito. Ora spero che quella della Ternana sia la mia ultima maglia…”

LE STAGIONI ROSSOVERDI Si passa poi a ripercorrere le tappe in rossoverde, cominciate con un periodo difficile a causa dei tanti infortuni.

Dopo il primo infortunio col Francavilla ebbi uno scontro di gioco nel match col Picerno, mi sono fatto male all’arcata sopracciliare ed ero tutto incerottato. E’ stata una stagione difficile e complicata, a parte l’inizio del campionato non sono mai stato veramente bene. Sono contento perchè mi è stata data la possibilità di continuare insieme e spero di poter far vedere che con me non si sono sbagliati”.

“Recuperare lavorando da solo, dopo l’operazione è stata dura, ma più duro è stato iniziare. Però scatta in automatico la voglia di tornare: quando sono tornato a Terni e mi allenavo a parte ma al campo coi ragazzi, questo mi dava stimoli e così a tre mesi dall’operazione lavoravo già quasi con il gruppo. A Pineto, contro il Pescara in amichevole sono tornato ed è stato molto bello”

“Chi dice che molleremo, che faremo un girone di ritorno difficile, a noi lascia indifferenti. Non commentiamo, sappiamo sempre che possiamo incidere solo pensando a noi stessi. Lavoriamo con la testa nel carro armato, come dice il mister, è l’unico modo. Stiamo unendo bel gioco a risultato, non è facile ma ci stiamo riuscendo: non cerchiamo l’estetica, è il nostro modo di giocare che ci permette di arrivare ai risultati. Sappiamo bene che non sarà sempre così, ma in fondo le vittorie in rimonta come Avellino, sono le più belle”.

“Siamo una squadra allegra, si è creata una bella alchimia, con entusiasmo ed allegria giuste per andare a fare qualcosa di bello, anche prima delle partite”.

LONTANO DAL CAMPO. Finale col Proietti uomo, per capire un po’ cosa fa lontano dal campo.

Sono diventando più casalingo di prima, vista la pandemia. Prima andavo a casa di Paghera, Palumbo, Defendi, ora si cerca di evitare i contatti. Diciamo che con i compagni gioco alla playstation, siamo un bel gruppetto, giochiamo a Call of Duty… Mammarella è il cecchino d’Abruzzo: fortissimo. Poi sono un amante dei film, mi piacciono i comici, De Sica e Boldi, Fantozzi, Aldo, Giovanni e Giacomo….”

“Dopo il calcio giocato….non so ancora…Per adesso sto facendo un ragionamento sul discorso scuola-università, poi ho aperto una società di cioccolato e caramelle a Torino. Per il resto non so se quando smetterò di mi andrà di restare nel calcio”.

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