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Top 11 rossoverde, Paolo Pochesci: “La Ternana nel destino, dai tempi di quella prova”

Il romano è il secondo centrale della vostra formazione ideale della Ternana. Viaggio sul filo dei ricordi, compresi quelli che riguardano il rapporto con i tifosi delle Fere

A oltre 25 anni di distanza è ancora uno dei più amati dal tifo rossoverde. Paolo Pochesci è uno degli ‘eroi’ della storica promozione dalla C2 alla C1 nella partita spareggio di Cesena, vinta ai rigori contro il Chieti e forse anche per questo, oltrechè per lo spessore umano ed il rendimento in campo, è rimasto tuttora nei cuori di tutti i rossoverdi.

Lo avete, del resto, confermato anche voi, affidandogli insieme a Mauro Mayer il controllo della difesa, nel nostro sondaggio per eleggere il Top 11 rossoverde di sempre. Per lui cinque stagioni in rossoverde, dal 1998 al 1993, con in mezzo appunto tante emozioni. Terni e la Ternana nel bene  e nel male, per Pochesci. Che arriva in rossoverde dal Brindisi nell’estate 1988, con una Ternana ad un passo di fallimento, vive l’intensa stagiona 1988-89 che culmina con la citata sfida di Cesena e vi resta  – centrando anche la promozione in B nel 1991-92, fino alla fine del disgraziatissimo campionato 1992-93, quello che prelude al fallimento – stavolta vero – dopo un campionato condotto dall’inizio alla fine a fondo classifica, mesto risveglio dal sogno di mezza estate.

A Terni chiuderà la carriera  a 33 anni per intraprendere quella di allenatore, nel settore giovanile della Lazio, Monterotondo, direttore tecnico del Frascati e di nuovo alla Lazio, dove è stato fino a qualche anno fa direttore tecnico del settore giovanile. Ora è fermo, in attesa di una chiamata.

RICORDI ROSSOVERDI.  “Ho trascorso cinque anni meravigliosi alla Ternana – dice Pochesci – anche perchè c’è stato un crescendo: sono arrivato che la squadra era in C2 e c’erano si e no i soldi per andare in ritiro, tanto è vero che arrivai a metà ritiro. Venivo da anni di serie A e serie B per cui la mia fu una scelta precisa: tanta gente in serie C non l’avevo mai vista. Non posso che avere ricordi bellissimi, è stato un periodo staordinario della mia carriera, la squadra è cresciuta insieme”

E spiega: “Scelsi Terni anche per stare vicino a Roma, ma la Ternana era un po’ nel mio destino: da bambino andai a fare un provino sul vecchio campo di viale Brin e c’erano le maglie rossoverdi fuori ad asciugare…rimasti colpito da quei colori, mi sono rimasti dentro. Poi non fui preso, andai alla Lazio e quando sono tornato è stato bellissimo“. Un pensiero ai tifosi: “Li ringrazio per avermi scelto nel top 11, ricordo che c’era un grande legame con loro, si cenava anche insieme era una calcio diverso. Tornai qualche anno dopo, in età matura, per una partita benefica e ancora con il Frascati, sentire l’abbraccio, il calore dei tifosi della Ternana è sempre una emozione”

 

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