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Rieti, calciatori in sciopero: gara di Lentini a rischio. Due ex Fere ‘sindacalisti’

Il presidente Curci sta per cedere il club e c’è disaccordo sugli impegni economici. Nominati nuovo amministratore delegato e direttore sportivo

Non c’è pace davvero per la Lega Pro. Doveva essere l’anno del rilancio dopo l’estate caldissima e invece niente. Prima il caso del mancato ripescaggio dell’Audace Cerignola, di fatto chiuso ‘d’imperio’ dopo i vari ricorsi con gli ofantini rimasti in serie D. Adesso scoppia il caso Rieti.

La squadra è ancora senza tecnico – o meglio, col tecnico della Berretti Lorenzo Pezzotti – dopo le dimissioni di Alberto Mariani, ma adesso questo sembra il problema minore. Da giovedì mattina infatti, i calciatori sono in sciopero. La squadra non si è allenata e con ogni probabilità continuerà a non farlo, tanto che addirittura si vocifera che possa non partire per la trasferta di Lentini in programma domenica pomeriggio.

ZERO STIPENDI. Il fatto è che il patron Riccardo Curci, che ha rilevato in prima persona la squadra nel corso del passato campionato dalle mani dell’imprenditore greco Matthaios Poulinakis, avrebbe trovato un compratore e nel frattempo, è in netto ritardo nel pagamento degli stipendi e una delegazione della squadra (gli ex rossoverdi Gigli e Zampa, Aquilanti e Marcheggiani) è andata a chiedere al patron un intervento. “Va pagato luglio e agosto, non ottobre. Non possiamo andare avanti e così, abbiamo figli e famiglia. Faremo quel che ci dirà l’Aic. Se ci dice di non giocare per tutelarci, non giocheremo a Lentini e le altre partite necessarie”, fa sapere un calciatore della rosa.

Curci risponde: “il pagamento degli stipendi non è cosa che mi riguarda, come da accordi, toccava ai miei successori adempiere“. Intanto però le casse societarie sono vuote ed il problema è che per adesso la cessione non è ancora stata ufficializzata. L’ammutinamento dei giocatori potrebbe essere il preludio alla messa in mora. Tutto questo, in attesa che il club venga certificato, visto che i tempi per il pagamento di stipendi e contributi è scaduto “tecnicamente inadempiente”, il che sta a significare che niente e nessuno riuscirà evitare che alla società venga inflitta una penalizzazione sportiva (-4 in quanto recidiva) da scontare nella stagione in corso.

Cristiano Leonardi (foto Lavoceapuana)

Cristiano Leonardi (foto Lavoceapuana)

CESSIONE IN CORSO. Curci, sino a due giorni fa, annunciava la cessione ad un gruppo cuneese, per il quale ha svolto opera di intermediazione l‘ex rossoverde Cristiano Leonardi, lo scorso anno alla Massese. Ma il closing è saltato. Il broker, d’intesa con la cordata che rappresenta si è tirato indietro per via di una serie di extra-costi  che in un primo momento non erano stati contemplati: “Si tratterebbe di un’operazione che supera i 2 milioni di euro, su una squadra attualmente ultima in classifica e con una situazione complicata sotto l’aspetto prettamente calcistico“, fa sapere Leonardi a Il Messaggero.

Come emergerà poi, Curci avrebbe chiesto a Leonardi di restare per due anni come supervisore, situazione che il manager già direttore marketing rossoverde (fu lui l’arterfice dell’operazione Nanà, la mascotte dall’aria triste) non avrebbe gradito. Saltata l’operazione anche con un gruppo bresciano che fa capo a Paolo Negro (Campione d’Italia con la Lazio ed ex tecnico dello Spoleto), ora ci sarebbe un gruppo campano.

Che ha già mandato a Rieti i primi emissari: il nuovo amministratore unico è l’ex attaccante Giuseppe Troise, con direttore sportivo Gigi Pavarese, già stretto collaboratore di Sibilia e Moggi e ds del Napoli. Il filo diretto con la Salernitana si sta per chiudere, ma il futuro è ancora incertissimo.

 

 

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