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Ricorsi, il vecchio Avellino non molla

Non si placa l’onda anomala delle udienze in Tribunale, il presidente della società irpina scomparsa dai radar oggi di nuovo al Consiglio di Stato e il 15 al Coni sulla questione della fideiussione

Passano i giorni, scorrono i turni di campionato ma l’ondata dei ricorsi nell’anomala estate del calcio italiano non si placa. È di ieri la notizia che il Tar del Lazio ha detto ‘no ‘alla sospensione delle delibere assunte dalla Lega di Serie B sul blocco dei ripescaggi, rigettando così i ricorsi di Siena e Catania e frustrandone le residue ambizioni di partecipare alla B. Mentre la presidente Germana Panzironi ha fissato l’udienza al 23 per esaminare l’ultimo ricorso della Ternana.

C’è anche un altro caso del quale si sta parlando molto meno, ma che merita il proscenio se non altro per la caparbietà: quello dell’ormai fallito Avellino di Walter Taccone. Il presidente del club irpino dopo le sentenze negative del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato nella fase di urgenza monocratica, si è di nuovo appellato al Consiglio di Stato. Il club irpino era stato escluso dall’organico della Serie B in seguito al rilievo della Covisoc sulla fideiussione rumena.

La successiva riapertura dei termini ha consentito di sanare le proprie posizioni ad altri club che avevano utilizzato simili fideiussioni, alimentando in Taccone aspettative di un analogo trattamento già negato dal Collegio di garanzia. Mentre davanti al Coni è fissata per lunedì 15 la discussione del nuovo ricorso promosso per l’annullamento del comunicato ufficiale del 30 agosto che ha concesso tempi più ampi per la sostituzione delle polizze anomale, prevedendo una sanzione in punti e non l’esclusione dal torneo.

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