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L'angolo del bomber

Fere, l’angolo del bomber, Zampagna con Mammarella: “Il mio modello? Riccardo Onorato” (VIDEO)

L’esterno della Ternana: “Smetto? Non lo so, devo capire se serve ancora un Mammarella al massimo. Decido dopo la Supercoppa”

L’esterno rossoverde Carlo Mammarella è l’ospite settimanale de L’Angolo del Bomber curato per Calciofere da Riccardo Zampagna.

Si parte facendo un consuntivo della stagione:  “Nel momento in cui questa stagione, per me la ventiduesima, la metto nelle primissime posizioni, se non in testa, si capisce che tipo di stagione è stata. Non è solo l’aspetto del campo, i risultati, ma qualcosa che si è costruito dall’interno, che mi porterò dentro tutta la vita. Si parla sempre di gruppo, soprattutto quando le cose vanno bene, ma non mi era mai capitato di vincere il campionato con una forza ed una mentalità così importanti. Abbiamo fatto qualcosa di irripetibile”.

Si è parlato anche dei suoi gol, di quello a Vibo e di quello realizzato contro il Catania: “che sento più mio, nell’altro c’è stato un errore del portiere e un po’ l’aiuto del vento”, ha spiegato. Su Lucarelli: “E’ riuscito a far rendere giocatori che venivano da una stagione nella quale non erano piaciuti, al 110% per tutta la stagione”.

RICORDI. La figurina di Riccardo Onorato, che vestì il rossoverde e che con Zampagna ha giocato a Catania sollecita un ricordo anche a Mammarella: “Per me è stato un mentore, una di quelle persone che ti aiutano. Io ero ragazzino, venivo dalle giovanili del Pescara, andai al Tolentino e lo trovai a fine carriera, che nonostante gli acciacchi era sempre lì in prima linea: è stato un esempio. I gol su punizione? Altro che Roberto Carlos, l’ispirazione per me è stato il suo sinistro”.

Altro ricordo, il gol di Mammarella contro la Juventus Under 23 nella finale di Coppa Italia: “Da parte nostra non c’è stata forse la voglia di andare fino in fondo e portarla dalla nostra parte, al di là del rigore discutibile e del nervosismo. Eravamo una spanna sopra la Juve e ci è mancata la spinta”.

DERBY. Ovviamente la testa va subito al derby ed alla prossima, di Supercoppa: “Conosco bene il Como, il suo spessore, con molti giocatori ho giocato contro: nonostante un gennaio terribile col Covid sono riusciti a vincere il campionato. Il match col Perugia si carica da solo, basta vedere cosa succede quando incontri la gente al bar…”.

FUTURO. La domanda chiave è quella relativa al suo futuro, visto che è un classe 1982: “Il rinnovo che è stato fatto a tutti noi a gennaio ha dato a tutti noi maggiori sicurezze e quindi io ho un altro anno di contratto, però devo riflettere perchè se c’è bisogno del miglior Mammarella ed io non potrò esserlo, alzerò la mano e deciderò di smettere. Ma sono valutazioni che farò soltanto alla fine delle prossime due partite. Ho vinto la mia sfida quando ho firmato un biennale, adesso vedremo”.

RIVEDI QUI LA VIDEO INTERVISTA

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