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La Ternana e la strana estate dei cambi societari in serie C

Mentre i rossoverdi sono uno dei club più solidi, altrove è partita la quadriglia delle cessioni societarie: uruguayani, armeni, spagnoli, argentini, statunitensi mettono le mani sui club. E qualcuno non ce la fa

La solidità della Ternana, con una proprietà che continua ad investire e che appare più solida che mai è una delle poche certezze di un campionato di serie C che anche quest’anno, con buona pace di chi sta cercando di salvarlo abbassando il livello, continua a vedere avvicendamenti societari e squadre che saltano.

Prima della conclusione della stagione regolare si era assisitito al passaggio di proprietà dell’Avellino, con il nuovo patron D’Agostino che di fatto ha inaugurato la sua gestione con il playoff contro la Ternana. Prima ancora, a San Benedetto del Tronto, si era registrata la cessione del club rivierasco dall’ex rossoverde Fedeli all’imprenditore e musicista italo-uruguayano Domenico Serafino, che proprio in queste ore ha annunciato l’arrivo come dt dell’ex Lecce Pedro Pablo Pasculli, suo allenatore al Bangor, in Galles.

Ancora, prima della fine della stagione è passato di mano il Piacenza, nelle mani di Roberto Pighi, che già faceva parte della compagine societaria.

ARMENI,  SPAGNOLI E STATUNITENSI. Poi la vicenda del Catania. La cessione alla Sigi, che ha di fatto salvato il titolo sportivo degli etnei potrebbe non essere l’ultimo atto. In società potrebbe entrare infatti anche Joe Tacopina, l’avvocato italo-americano proprietario del Venezia. Ma in queste ore, sta tenendo banco la vicenda di due club toscani.

Giorgio La Cava, patron dell’Arezzo, ha di fatto iscritto la squadra al campionato pagando la fidejussione ma la società è in vendita. Smentita dal diretto interessato la trattativa con l’avvocato Tognozzi, vicino al patron della Samp Ferrero, La Cava ha fatto sapere che c’è una cordata di tre imprenditori interessata a rilevare il club.

Alla Robur Siena invece, l’estate dei colpi di scena: la Fram group, che sembrava aver acquistato il club si è tirata indietro e adesso la presidente Anna Durio sembra aver trovato l’acquirente in Armenia: si tratta di Sarkis Gevorkyan, imprenditore nel ramo del gas, con investimenti turistici in Sardegna, che già qualche settimana fa si era fatto avanti per avere quote di minoranza.

L’imprenditore caucasico rileverebbe la società attraverso Infinet ed è il proprietario del FC  Noah Erevan, il più giovane club della serie A armena, fondato solo tre anni fa dalle ceneri di un altro club, vice campione nazionale e fresco vincitore della Coppa d’Armenia, situazione che gli consentirà di debuttare in Europa League.

Poi c’è il Livorno. Aldo Spinelli ha confermato che la squadra sarà al via della prossima serie C ma anche che non sarà lui al timone. Saltata l’operazione con Majd Yousif, anche perchè l’imprenditore olandese è stato coinvolto in una operazione antiriciclaggio della polizia locale ci sono ancora in ballo due cordate: quella più in vantaggio è capitanata dall’imprenditore spagnolo residente in Svizzera Manuel Fernandez. Poi ci sarebbe un gruppo italiano

CHI NON CE LA FA. In compenso, la lista dei club che rischiano di non iscriversi, si allunga: dopo  Campodarsego e Potenza, potrebbe essere la volta della Sicula Leonzio: la famiglia proprietaria del club è alle prese con grossi problemi giudiziari ma di recente ha rifiutato una proposta di cessione e quindi l’avventura potrebbe concludersi. La Turris ed il Matelica, che avevano problemi con lo stadio sono salve (giocheranno rispettivamente ad Avellino e Macerata), mentre per lo stesso motivo, non è ancora sicura l’iscrizione del Teramo.

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