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Giorgetti a ruota libera al CorSport: “Lega Pro e calcio, cambiare tutto ed in fretta”

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio

In una intervista al quotidiano sportivo romano, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio lancia l’amo a Gravina, prossimo presidente Figc e propone di attingere anche dal ‘modello inglese’

Subito la riforma del calcio, o interverrà il Governo”. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti parla a ruota libera in una lunga intervista pubblicata questa mattina sul Corriere dello Sport. Tanti i temi sul fuoco, ovviamente,  ma con un occhio particolare alla disastrosa estate del calcio che tra ricorsi e tribunali non è ancora finita.  E naturalmente si parla di elezioni federali, dopo l’annuncio che il prossimo 22 ottobre, il presidente della  Lega Pro Gabriele Gravina sarà candidato unico.

ANOMALIA E FIDUCIA Giorgetti parte proprio da questo tema: “Il candidato unico. Le sembra normale? – dice Giorgetti – Il calcio italiano non è in grado di offrire un’alternativa.I numeri, le quote, certo, e i piccoli potentati di settore. Servirebbero degli approfondimenti, delle inchieste, anche giornalistiche. E non solo dalle nostre parti ma anche all’estero.  Gravina l’ho incontrato, abbiamo parlato, mi ha spiegato che vuole cambiare, ha un programma ambizioso ma per fare la metà delle cose che ha inserito nel testo occorrerebbero 25 anni. La riforma della giustizia sportiva è uno dei punti chiave”

Poi però lancia un’ancora a quello che ormai sarà quasi certamente il prossimo presidente federale: “Spero davvero che sia nelle condizioni ideali per rifondare il calcio. Ha capito che siamo all’anno zero ed ha campo libero. Mi auguro si renda conto che devono cambiare anche molte facce. Gravina mi ha esposto le sue idee e conosce le mie” Bisogna aiutare questi signori, i piccoli mondi autoreferenziali non hanno più ragione di sopravvivere”.

GRavinaCAMBIARE LA LEGA PRO. Un primo punto di convergenza Giorgetti e Gravina potrebbero trovarlo nella riforma della Lega Pro. Il numero uno della  serie C proprio ieri parlava di un percorso per abbandonare il professionismo puro e tornare al semiprofessionismo degli anni 80, Giorgetti va ancora più a fondo: “La Lega Pro, così com’è concepita, non ha ragione di esistere, non può funzionare, non è sostenibile. E non ne faccio solo una questione economica, ma etica, di moralità“.

VIA LA GIUSTIZIA SPORTIVA. Non manca ovviamente un riferimento al recente Decreto Sicurezza chell’articolo 41 comma 3 stabilisce di riunire tutte le sentenze pendenti anche in materia sportiva  sotto la giustizia amministrativa quindi il Tar (che il 23 ottobre si pronuncerà anche sull’istanza della Ternana) come unico organo di appello, di fatto cancellando la giustizia sportiva: “Secondo lei  si poteva andare avanti così? Un’infinità di passaggi inutili, di ricorsi e di sentenze puntualmente annullate. Se il calcio italiano fosse in grado di garantire legittimità, fluidità, moralità e regolarità ai campionati nessuno si permetterebbe mai di intervenire con la politica. Quel decreto era ed è al momento l’unico modo per assicurare una decisione in tempi certi, come si conviene ad un Paese Civile“.

B A 19 E L’ESEMPIO INGLESE  Poi  calca la mano sulla serie B a 19: “Siamo gli unici con un campionato zoppo, a 19 squadre, roba da tornei aziendali, anche il Coni ha preso atto della situazione. Le società devono funzionare in modo ordinato, nel calcio e nello sport non possono esserci improvvisazione o comportamenti fraudolenti”. E da tifoso del Southampton e ammiratore della Premiership  spiega cosa a suo dire potremmo riprendere dal modello inglese: “Il controllo dell’accesso alla proprietà di un club. La Football Association ha regole precise ed è inflessibile, pensi soltanto a come è stato trattato Cellino a Leeds, l’hanno sostanzialmente costretto a vendere. Ricordo la manifestazione dei tifosi contro il proprietario italiano. Ecco anche da noi la selezione alla porta di ingresso dovrebbe essere severissima“.

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