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Ternana, la storia di Cardinali: un giramondo col vizio del gol

Nel dopoguerra un magionese cresciuto tra le Fere le portò a sfiorare la Serie A a forza di marcature. Poi nel massimo campionato ci sarebbe arrivato davvero…

E’ quella di un giramondo la storia di Franco Cardinali, ala destra col vizio del gol che crebbe nella Ternana, anche se arrivava da Magione, poco più in su, a ben vedere. C’era la guerra, che a Terni aveva colpito duro ma Franco Cardinali, che era venuto ad abitare proprio a Terni, decise di tentare proprio coi rossoverdi, in Serie B, che lo coccolarono per ben due anni, facendolo diventare la loro punta di diamante.

La guerra s’è detto, ha sconvolto la sua gioventù, lui era del 1921 e tra bombardamenti e servizio militare per giocare ebbe pochissimo tempo. Non erano momenti per campionati giovanili: quando si sbrogliò il campo dalle macerie, ecco che Cardinali fu messo in prima squadra. Era bravo e non fu difficile trovargli un posto in squadra in Serie B. In due anni mise a segno ben trentuno reti in una sessantina di partite, che significa una ogni due gare, la media più prolifica di qualsiasi giocatore della  Ternana nei campionati professionistici.

Nel 1946-47 la Ternana sfiorò la Serie A per un soffio, preceduta solo dalla Salernitana del maestro Gipo Viani. In quella squadra Cardinali fece un figurone e sembrava  che sia per lui che per i rossoverdi dovesse iniziare un periodo importante. Ed invece l’anno dopo la Ternana sprofondò in Serie C. In categoria lo osservò il Lecce, che gli propose un corposo contratto che a Terni non potevano nemmeno pensarlo. Così si trasferì coi salentini, per giocare al “Carlo Pranzo”. Anche coi giallorossi pugliesi fece la sua bella figura mettendo a segno la bellezza di diciassette reti nel campionato 1949-50.

Tanti gol che però non salvarono la sua squadra. Ma Cardinali a Lecce si trovava benissimo e così decise di continuare proprio lì per altri quattro anni, sempre in Serie C. Però giocava sempre bene e Paolo Mazza, immenso scopritore di talenti della Spal, lo portò a Ferrara, dove assaporò anche la Serie A, per undici partite ed un gol, nella giornata d’esordio. Il matrimonio coi biancoazzurri non funzionò e, nella sua fase discendente della carriera andò a Siena, in IV Serie. Solo una parentesi prima di ritornare a Lecce, sprofondato anch’esso nella quarta serie nazionale: un ultimo campionato con sole quattro reti ma con il piacere di terminare la carriera proprio nella sua seconda città di adozione dopo Terni.

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