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Quando il rossoverde lo indossava l’avversario: la Ternana e ‘l’altro’ derby

I quattro confronti straregionali che infiammarono le ultime due stagioni nei dilettanti delle Fere. Sfide dove la rivalità si è fatta sentire, nonostante tutto

C’è un periodo della storia rossoverde che in un modo o nell’altro ha segnato lo spartiacque della storia della Ternana: sono le due stagioni vissute dalle Fere in quello che una volta si chiamava Campionato Nazionale Dilettanti e prima ancora Interregionale, oggi denominato serie D.

La Ternana vi aveva giocato a lungo in passato, ma quelle due stagioni lì, le ultime della storia ternana, fra il 1993 e il 1995, hanno un gusto strano, perchè i rossoverdi vi giunsero dopo un fallimento, al termine di quell’assurda stagione 1992-93, partita con una delle squadre più forti mai allestite e finita col game over societario a Marzo, mentre la squadra, ben diversa da quella estiva, boccheggiava in fondo alla classifica.

RICOMINCIARE DA ZERO. Di quel gruppo, resta il solo Claudio Canzian, che diventa il capitano della squadra. Claudio Tobia guida per il resto un gruppo rinnovato, con qualche vecchio cavallo di ritorno, come Borrello e Pocetta.  Il girone della Ternana nella stagione 1993-94 comprende squadre laziali, abruzzesi ed umbre. Fra queste, c’è la Pontevecchio, di Ponte San Giovanni, la maggiore frazione di Perugia.

Che sia il Perugia o qualcosa che in qualche modo gli somigli, il derby è sempre il derby e la rivalità è sempre la stessa.  E in più stavolta c’è un fattore curioso: la Pontevecchio infatti ha la maglia a strisce rossoverdi come la Ternana e come si usava allora, era la squadra di casa che per una forma di ospitalità, indossava la seconda divisa.  Così  quando il 19 marzo del 1993 la Pontevecchio sale al Liberati per il primo storico confronto fra le due formazioni, i tifosi delle Fere, non abituati a veder giocare una squadra diversa con i loro colori, ci mettono un po’ di tempo per capire quale fosse la squadra da tifare. Oltretutto, sulla panchina ponteggiana, c’è Serse Cosmi, perugino doc.

LE PRIME SFIDE La Ternana vince 3-1 in casa (Cozzella su rigore, Toti e Canzian rimontano il gol di Proietto), mentre il ritorno si gioca allo stadio Renato Curi. A metà del secondo tempocome si può vedere dalle immagini di TeleGalileo qui sotto, vanno in scena incidenti ‘indegni’ come nella peggior tradizione dei derby contro il Perugia, ma l’assurdo avviene in sala stampa. A quei tempi infatti, la società del Perugia era solita concedere un accredito per quell’area anche ai capi del tifo organizzato e così colleghi ternani e perugini finirono per trovarsi tifosi del Grifo con tanto di sciarpa al collo, che avevano sfruttato il pass di accesso anche per quella sfida, anche senza i biancorossi. La Ternana vince 2-1 in rimonta (Cozzella su rigore e Bardi rimontano il gol di Firli), in panchina c’era però Paolo Ammoniaci.

LE SECONDE SFIDE. L’anno dopo, l’andata al Liberati finisce 2-1 per le Fere (Bignone e Antonio Iannetti prima del gol dell’ex di Favorini). Si gioca anche in questo caso a maglie invertite, con curiosamente due tecnici della provincia di Perugia in panchina: il perugino Cosmi su quella della Pontevecchio, l’assisano Leonardo Acori su quella rossoverde.

Il ritorno, sempre al Curi, è anticipato al sabato: finisce 1-1 (gran gol di Francesco Clementini che pareggia la rete di Martinetti, sulla panchina delle Fere c’è Massimo Silva) con finale roventissimo, rossi per lo stesso Clementini e Vanni al 90′ e al fischio finale, gli ultras del Perugia, giunti a sostenere Martinetti e compagni, si fanno sentire rumorosamente, con il classici cori del derby ‘maggiore’.

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