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Balata: “La Ternana e le altre? Se fossero in B, sarebbero dalla nostra parte”

Il presidente della Lega a RadioRai: “Niente caos e, se c’è, non è colpa nostra; l’iteresse dei campionati è prevalente, nessuna reazione furibonda, servono riforme”.

Mauro Balata continua a difendere l’operato della Lega di serie B, della quale è presidente. Dopo il comunicato apparso sul sito della Lega, ha parlato in un’intervista con RadioRai. Ribadisce le ragioni della Lega stessa e del campionato a 19 squadre già avviato. Risponde indirettamente al presidente del Collegio di garanzia Franco Frattini che si domandava come mai la Lega avesse reagito in maniera “furibonda” ai ricorsi della Ternana e delle altre. Rilancia il legittimo interesse delle diciannove società già in B, rispetto a quelle in attesa di ripescaggio (o, come nel caso dell’Entella, di riammissione). Ed è convinto di una cosa: se queste società fossero state tra quelle di serie B, sicuramente avrebbero appoggiato la linea della Lega B.

LA LEGA NON HA COLPE. Che c’è il caos, almeno, Mauro Balata lo ammette. Anche se precisa che non è stata la sua lega a generarlo. “Io non amo la definizione di caos, non si tratta di questo. E’ una scelta fatta da 19 società, regolarmente associate al campionato in virtù di diritti conquistati sul campo e sanciti all’atto delle iscrizioni. La situazione di incertezza non dipende certo dalla Lega di B. Se ci siamo trovati in questo vortice schizofrenico di ricorsi e controricorsi da parte di tutte le società coinvolte, non è colpa nostra“. Poi la replica a Frattini: “La nostra difesa, definita da qualcuno erroneamente ‘furibonda’, sono solo due nostri ricorsi che richiamano a principi giuridici granitici“.

IN B, SI SAREBBERO COMPORTATE DIVERSAMENTE. Secondo il presidente Balata, l’atteggiamento delle ricorrenti (Ternana, Pro Vercelli, Novara, Diena, Catania ed Entella) sarebbe stato differente se fossero già iscritte alla serie B e non si trovassero in serie C. Specifica che la sua azione non va contro nessuno. “Non ho assunto la mia posizione per mettermi contro qualsiasi società coinvolta. Se queste società fossero state regolarmente iscritte alla Serie B, avrebbero fatto lo stesso che hanno fatto le attuali squadre iscritte al campionato“.

IL NODO ENTELLA. Sulla riammissione della Virtus Entella, magari anche con un campionato a 20 squadre con l’aggiunta della sola società ligure, Balata dice di attendere le decisioni del Tar e di essere pronto ad attenersi a quelle. Ma allo stesso tempo, mette già le mani avanti e solleva delle riserve. “Non mi avventuro più in previsioni – dice – e nè in valutazioni giuridiche. Ho fatto un appello a Gravina, che stimo anche per la sua grande cultura, per trattare questo tema con attenzione. Gli avvocati mi dicono che c’è un problema pregiudiziale legato al fatto che la società passibile di sanzione, il Cesena, era già fallita e non più affiliata alla Lega, dunque con decisioni improcedibili per legge. C’è un vizio in radice, ma noi rispetteremo le valutazioni che farà il Tar“.

LA B A 20 E IL BLOCCO RIPESCAGGI: “LA FIGC CI HA AUTORIZZATO COSI'”. Parla della decisione del cambio del format del campionato da 22 squadre a 19, nonchè del blocco dei ripescaggi. Indicando la Figc come organo che ha autorizzato entrambe le cose. “Vorrei capire – dice – qual è il peccato originale della Lega di Serie B. Siamo stati autorizzati a fare i calendari e a iniziare il torneo. Assurdo che a metà del girone di andata si continui a parlare di stravolgimento. Noi non abbiamo bloccato i ripescaggi. C’è stata una decisione da parte della Figc che, analizzando tutto il caos dei ricorsi, dovendo salvaguardare i diritti dei tifosi e delle società che avevano il diritto di partecipare al campionato, ha deciso di non percorrere più quella strada“.

GRAVINA FACCIA ORA LE RIFORME. Balata chiede alla Figc interventi radicali per cambiare il calcio. Dal format dei campionati fino alla gistizia sportiva: “Io credo che il mondo del calcio abbia bisogno della politica, ma soprattutto per interventi legislativi. Il tema della giustizia sportiva è un valore per il calcio e lo sport in generale. Servono maggiori risorse e chiarire le regole. Abbiamo in questo momento un regolamento che ha delle criticità, altrimenti non saremmo in questa situazione. Ci dovrebbe essere una giustizia endofederale forte, che in tempi rapidi e con chiarezza risolva questi problemi. In questo momento non ci si vuole accontentare delle decisioni prese dalla giustizia sportiva, andando ad appellarsi a quella ordinaria“. Tende una mano, al presidente federale Gabriele Gravina: “Abbiamo deciso di appoggiarlo dopo una valutazione che ha coinvolto tutti. Lui, ora, deve fare delle riforme, partendo da quella dei campionati, perché i fallimenti derivano da questo. Dobbiamo anche individuare chi ha diritto e chi non ce l’ha a partecipare il mondo del calcio“.

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