Clinica, non c’è intesa fra Ternana, Stadium e Unicusano per il ramo d’azienda

Il mancato accordo sul contratto di compravendita del ramo d'azienda clinica mette a rischio l'equilibrio finanziario dell'intera operazione e aggrava la crisi patrimoniale del club rossoverde

Il closing previsto per la mattina di venerdì 27 marzo negli uffici dello studio Clericò di Terni non ha prodotto l’esito atteso. Stadium Spa, società veicolo interamente controllata dalla Ternana Calcio, e l’Università Niccolò Cusano non hanno raggiunto un accordo sul testo definitivo del contratto per la cessione del ramo d’azienda clinica, asset centrale del project financing stadio-clinica promosso dal club rossoverde. Ne riferisce Tag24 Umbria, testata del gruppo Unicusano

A dividere le parti non è stato il prezzo dell’operazione — fissato in 14 milioni di euro, di cui 2 già versati dall’ateneo telematico alla Ternana nella scorsa estate — bensì le condizioni sospensive necessarie a regolare gli effetti del contratto in attesa del verificarsi di eventi futuri da cui dipende l’equilibrio complessivo della transazione.

L’annuncio di una possibile chiusura dell’accordo era arrivato dallo stesso Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e patron di Unicusano, intervenuto in mattinata all’inaugurazione del Festival del giornalismo e dell’editoria emergente al Palasì. Un’anticipazione rimasta poi senza conferma nei fatti.

ll nodo del piano economico-finanziario

La cessione del ramo d’azienda clinica non è un elemento accessorio dell’operazione: ne costituisce il presupposto economico essenziale. Il Piano Economico e Finanziario (PEF) aggiornato nel 2025 — e quindi diverso da quello analizzato dalla recente sentenza del TAR dell’Umbria, che faceva riferimento all’architettura progettuale uscita dalla Conferenza dei Servizi del 2022 — si regge sulla possibilità di realizzare una plusvalenza di 14 milioni di euro dalla vendita del progetto clinica, indipendentemente dal suo futuro accreditamento al servizio sanitario regionale.

Il ricavato di questa cessione, versato in 10 rate annuali, rappresenta il nucleo del capitale proprio di Stadium e consentirebbe di ridurre il debito necessario a circa 27 milioni di euro, rendendo il progetto bancabile. L’efficacia della cessione era condizionata alla stipula della Convenzione per lo stadio, che la stessa sentenza del TAR non mette in discussione.

Il contratto preliminare tra Ternana e Unicusano risale a marzo 2025, quando non era ancora stata costituita Stadium Spa. A dicembre 2025 una prima cessione del preliminare al gruppo sanitario romano — favorita dalla disponibilità di Bandecchi all’ingresso dei Rizzo in Ternana — non si era concretizzata, riportando l’ateneo telematico nella posizione di pieno titolare del preliminare di acquisto.

La crisi finanziaria della Ternana

Il mancato perfezionamento dell’accordo aggrava una situazione patrimoniale già critica per il club di via della Bardesca. La tensione finanziaria della Ternana si manifesta su più fronti: dal pressing di fornitori e creditori alle difficoltà nel pagamento delle utenze, dalle mancate manutenzioni dello stadio — con i calciatori costretti a fare la doccia altrove — fino al mancato pagamento dei dipendenti non tesserati, che sarebbero prossimi a richiedere il sostegno delle istituzioni. La cessione del ramo d’azienda clinica avrebbe garantito una doppia funzione: evitare la svalutazione del capitale di 6 milioni di euro di Stadium e generare una plusvalenza capace di sostenere l’equilibrio contabile dell’intera struttura societaria.

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