Dopo la sentenza del TAR dell’Umbria sul progetto stadio-clinica, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è intervenuto per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale, contestando alcune interpretazioni emerse e rilanciando la possibilità di proseguire l’iter. La vicenda riguarda uno dei progetti più discussi in città, al centro del confronto tra Comune e Regione, con sviluppi che restano aperti nonostante la decisione del tribunale amministrativo.
Intanto, annuncia: “L’Università Niccolò Cusano andrà a fare l’atto per la cessione del ramo d’azienda della clinica”, dunque sottolineando come andrà avanti in questo percorso per costruire nonostante tutto la clinica.
E rilancia: ““La conferenza dei servizi resta valida, è valida ed è inannullabile. Questo è un dettaglio estremamente importante. Il TAR non ha analizzato il progetto stadio-clinica con la legge stadi. Questo è un errore grave, perché per fare lo stadio, con una conferenza dei servizi valida, il Comune non ha bisogno della Regione se procede autonomamente”.
Uno dei nodi principali resta quello dei posti letto previsti per la struttura sanitaria, elemento che secondo Bandecchi non sarebbe stato adeguatamente considerato nella sentenza. “All’epoca venne detto che non c’erano posti letto. Ma a fine 2023 sono stati previsti 80 più 40 posti. Questo il TAR non lo ha analizzato”, ha spiegato, indicando un possibile punto di revisione nella valutazione complessiva del progetto. Alla luce di questi elementi, il sindaco ha ribadito che il percorso amministrativo non può considerarsi concluso. “La sentenza lascia aperte almeno quattro soluzioni diverse, compresa la riapertura della conferenza dei servizi, che è valida e si è chiusa in maniera positiva”,



CHI E’ STATO IL PRIMO AD AVER INSERITO IN SOCIETA’ CONTRATTI E SPESE FARAONICHE ??? TROPPO COMODA LA PROPAGANDA CHE PERUGIA HA E TERNI NO. LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE COME LE GARANZIE SUL FUTURO DELLA TERNANA. I PROGETTI DI BUON SENSO E CHE STANNO IN PIEDI NON LI BOCCIA NESSUNO. POI AD UNA CERTA UNO DOVREBBE DECIDERSI SE FARE L’IMPRENDITORE O IL SINDACO.
Daje qui e daje là. Il detto dice “la cera se consuma e Lu morto non cammina.” Daje Bande’ arprovace.