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Gli stranieri delle Fere – Adeshina, il giovanissimo giocoliere nigeriano

Da grande promessa, presto il funambolico attaccante africano amico di Martins è diventato una meteora del calcio

Nella stagione 2000/01, quella con Agostinelli in panchina, a fianco ad attaccanti affermati come Borgobello, Grabbi, Dell’Anno ed un Miccoli in rampa di lancio, nella rosa della Ternana c’è anche un 17enne nigeriano, appena acquistato dalla Reggiana.

Saidu Alade Adeshina, nato a Lagos il 4 aprile del 1983, faceva parte della fortunata generazione di calciatori provenienti dal Paese africano portati a Reggio Emilia, in quel periodo, dal dirigente Franco Dal Cin, tra i quali spicca l’ex interista Obafemi Martins. Dopo aver debuttato tra i professionisti con la maglia granata, in Serie C1, Paolo Borea fa sborsare ad Agarini 2 miliardi di lire, più il cartellino di Turato e Onorato, convinto di aver preso un gioiellino, che va solo sgrezzato. Ed il campionato di esordio in maglia rossoverde, infatti, è molto incoraggiante, visto che Adeshina mette subito in mostra le sue qualità: velocità, potenza e fantasia.

Agostinelli dà fiducia al 17enne Saidu, che in un reparto stellare per la Serie B si ritaglia comunque un ruolo importante, collezionando 24 presenze e segnando 3 gol (che rimarrà il suo record personale di reti in un campionato con le Fere). Ma nell’immaginario collettivo dei tifosi della Ternana, Adeshina verrà sempre ricordato per quel gesto tecnico funambolico, la cosiddetta “bicicletta“, con il quale si liberà del difensore Grassadonia in un Ternana-Cagliari, (vittoria rossoverde 1-0, gol di Ripa). Quell’esuberanza mista ad incoscienza, dettata dalla giovane età, fece sognare il pubblico del Liberati, fiducioso di avere tra le mani un potenziale campione da applaudire in futuro.

Purtroppo, però, l’esplosione definitiva non arriva e nei successivi anni fatica ad affermarsi come giocatore di riferimento. Dopo un paio di stagioni da comprimario, senza lasciare particolari tracce, un brutto infortunio al legamento crociato del ginocchio compromette fortemente la sua carriera. Lascia temporaneamente Terni per tornare alla Reggiana in prestito, ma dopo soli 6 mesi la società emiliana fallisce e rientra alla base. Ma, ormai, il  destino dell’attaccante è lontano da Terni e a gennaio si trasferisce ad Arezzo, dove però non gioca praticamente mai. Così abbandona definitivamente l’Italia ed emigra in Svizzera con la speranza di rilanciarsi, ma, di fatto,  a soli 23 anni l’esperienza nel calcio che conta è già terminata. Bellinzona, Sion e Sciaffusa, per poi chiudere mestamente la carriera al Chiasso a 30 anni.

 

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