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Ternana, quando per Elio Giulivi nulla era impossibile

Nomina tra Beretta e Matarrese, escalation e crepuscolo (causa Tavecchio) di uno dei dirigenti più illustri del nostro calcio. Portò le Fere in C da seconde e la Nazionale al Liberati

Riuscì, da solo, a promuovere la Ternana facendola uscire dall’inferno della Serie D, nonostante la classifica l’avesse relegata al secondo posto dopo la Viterbese. Ma per Elio Giulivi, presidente della Lega nazionale Dilettanti per molti anni, niente era impossibile e ottenne dalla apposita commissione federale, il salto della categoria.

Era una potenza Elio Giulivi, che amava la sua terra ed era invece poco riamato specie a Narni, dove gli avevano dedicato uno striscione allo stadio, “Vinceremo nonostante tutto” e il nonostante era indirizzato proprio a lui. In realtà fece di tutto per esaltare il calcio nella provincia, a cominciare dalla unica partita della nazionale maggiore giocata al Liberati, un match noiosissimo contro il Belgio che finì a reti inviolate. Elio Giulivi è stato proprio l’esempio del “fai da te”. Era entrato giovanissimo nella fabbrica di Narni, l’Elettrocarbonium, sventolando il suo diploma di ragioniere. E quello fece per tantissimi anni sino a quando la società non decise di entrare nel “sociale”, sponsorizzando una sua squadra di calcio.

Era il mondo di Giulivi e, pur continuando nel suo lavoro, prese in mano quella società sportiva e la iscrisse al campionato di Terza categoria. La vinse iniziando una escalation che lo portò sino in Serie D. La sua seconda fortuna è stata la spartizione geopolitica della cariche del calcio: a presiedere la Lega Nazionale c’era un torinese, Beretta, uno del Nord quindi, mentre alla presidenza della Federazione nazionale gioco calcio si era seduto Matarrese, uno del Sud. Le regole erano, e sono ancora, rigidissime, per la presidenza della Lega Nazionale Dilettanti ci voleva un dirigente sportivo del Centro Italia e la scelta si appuntò su Elio Giulivi, che da quel momento divenne uno dei dominus del movimento calcistico nazionale.

Nella sua Lega vi erano sedicimila società e quando c’era da fare le omologazione dei campi, partivano frotte di geometri ed ingegneri della provincia di Terni per quelle pratiche, significando che lui non dimenticava mai il suo territorio. Cadde per una sciocchezza: un arbitro in un incontro di fine stagione tra squadre laziali, Rieti e Pomezia, non si era ricordato di interrompere una partita dopo che aveva espulso cinque giocatori in una squadra. Non sarebbe accaduto nulla se quella non fosse stata una partita inserita nel totogol. Giulivi dette una accelerazione alla omologazione della gara, saltando sopra la regolarità ed invitando l’arbitro a cambiare il referto. A ben vedere un dettaglio ma forse il suo tempo era passato e la spinta del suo vice Carlo Tavecchio per prendere il posto da presidente era diventata insopportabile.

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11 giorni fa

Grande presidente sempre nel mio cuore ❤️

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