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Dianda: “Anche alla mia Ternana dicevano che era solo fortuna, poi…”

L’sterno burkinabè, protagonista della cavalcata sotto la guida di Toscano, racconta a ‘Fere di sera’, alcune similitudini con la squadra di Lucarelli

Salif Dianda, esterno della Ternana che conquistò la serie B sotto la guida di Mimmo Toscano, oggi giocatore e allenatore nelle giovanili del Ferentillo Valnerina, è stato ospite a Fere di Sera su TeleGalileo.

Fra le altre cose, si è parlato della situazione attuale che vede diversi commenti di avversari rossoverdi sperare in un crollo delle Fere o additare il primato soltanto alla fortuna oppure a diverse situazioni. Dianda in particolare, ritorna sulla stagione 2011-12, quando a contendere la vetta ai rossoverdi c’era un Taranto sul quale gravava una penalizzazione.

I rossoblù, come il Bari in questa stagione, erano dati per favoriti da tutti: Dianda allora avverte Lucarelli e il suo gruppo. “I gufi ci sono sempre, la Ternana deve guardare avanti – spiega – quando eravamo in testa noi, ci dicevano che eravamo primi solamente perchè il Taranto aveva una penalizzazione, ma a noi queste cose entravano da un orecchio ed uscivano dall’altro”.

SENZA BOMBER. Proseguendo sulle analogie, anche la sua Ternana era priva di un vero bomber:  “Sono d’accordo con Lucarelli – sottolinea il burkinabè- sempre meglio avere più di un solo riferimento offensivo. Se poi si punta su un solo giocatore e questo dovesse andare incontro ad una stagione negativa, può diventare un problema”

PARAGONI. Una Ternana insomma, che ha tutte le carte in regola per dominare, come quella di Toscano, il campionato. Anche se Dianda sottolinea qualche differenza: “La mia Ternana era una squadra da battaglia. Non dico che questa non lo sia, ma sicuramente questa squadra è molto più forte rispetto alla nostra, noi eravamo guerrieri. La differenza fra i rossoverdi ed il Bari? Il gruppo, perchè è inutile avere una squadra forte se non c’è compattezza. Il cerchio che viene fatto alla fine è un simbolo di questo affiatamento, si vede che è come una famiglia”

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