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Ternana, non solo Lucarelli: il ‘borsino’ dei papabili allenatori

Lo sprint per il tecnico livornese è già partito, ma intanto circolano diverse altre alternative, alcune possibili, altre lontane, altre ancora molto suggestive

Cristiano Lucarelli è in pole per la panchina della Ternana del dopo-Gallo. Lo abbiamo scritto e va ribadito: le sue quotazioni sono sempre altissime, sia perchè con il patron Bandecchi condivide città di origine e perfino il quartiere, sia perchè le due parti si sono già sentite. Lucarelli non darà nessuna risposta fino al 23 luglio, giorno in cui dovrebbe – si spera – partire l’asta per la cessione del Catania che a meno di sorprese formalizzerà il passaggio alla Sigi e quindi in quel caso scriverà sicuramente la parola fine sull’esperienza rossazzurra dell’ex centravanti di Livorno e Parma.

Lucarelli è il profilo ideale perchè non ha ancora vinto nulla – e quindi ha fame, in questo senso – ed ha fatto un mezzo miracolo portando ai playoff un club allo sfascio, uscendo peraltro senza meritarlo proprio contro la Ternana. Oltre a tre giocatori (Silvestri, Mbende e Barisic), porterebbe con sè il responsabile dell’area tecnica Mario Marino.

Ma il club si sta cautelando, perchè naturalmente non può tirarla troppo per le lunghe. Serve un tecnico e serve subito, perchè poi c’è da programmare una stagione che è già alle porte. Dunque è partito, come sempre, il toto-allenatori.

NEL MIRINOPino Scienza è il secondo nome. Piace molto a Bandecchi, fa giocare bene le sue squadre e sta aspettando di liberarsi dal Monopoli.  Qui la suggestione è quella di riformare la coppia con l’ex ds Massimo Cerri, ma con Leone riconfermato, almeno sulla carta e al quale Bandecchi ha dato mandato di risolvere la cosa è chiaro che almeno per ora, il mirino è puntato sul solo scienza.

Non è un mistero poi che a Leone piacerebbe portare a Terni Fabrizio Castori. Il tecnico tolentinate non esattamente uno tranquillo (prese due anni per una rissa ai tempi del Cesena), ma in C è una garanzia: i due hanno vinto due campionati sfiorando la B a Lanciano, lui ne ha vinti quattro, portando anche in serie A il Carpi. Castori però è impegnato ora in una difficile stagione col Trapani, a caccia della salvezza e quindi non è un nome spendibile in tempi brevi.

Gianluca Grassadonia, ex Catanzaro è un altro nome sul taccuino. L’ex difensore del Foggia di Zeman però viene da quattro esoneri. Troppi, per una squadra che deve assolutamente puntare a vincere il campionato. Luciano Zauri, dimessosi dal Pescara poche settimane fa, è un altro nome ben noto a Leone, che lo aveva alla Primavera abruzzese: anche qui sarebbe una scommessa, vista la giovane età (42 anni) e il fatto che Terni sarebbe la prima panchina vera dopo quella del Delfino. In più sa valorizzare i giovani, cosa che potrebbe tornare utile alla società.

PIU’ INDIETRO. Stefano Sottili parte di rincorsa, ma non è detto che non riprenda quota. Viene da una buona stagione alla Feralpisalò  e due annate complesse a Viterbo, più per via della presidenza turbolenta che altro.  Poi c’è Roberto Boscaglia. Il tecnico di Gela ha tanti estimatori, perchè ha fatto spesso bene in piazze difficili, come Trapani e Brescia. E’ sicuramente un vicente: ha portato i siciliani dalla D alla B e la Virtus Entella dalla C in B ed ora sulla panchina ligure è in corsa per i playoff.

Suggestione? Forse, ma il tecnico – che ha come vice l’ex rossoverde Giacomo Filippi – potrebbe trovare stimolante una nuova stagione a vincere, anche se in terza serie. Certo è che pure questa non è una operazione che si può chiudere in tempi brevi: il campionato chiude il 31 luglio con la regular season e il 20 agosto coi playoff. Stesso discorso per Fabio Caserta, attuale tecnico della Juve Stabia, per nulla sicuro di salvarsi.

Più sfumate le situazioni relative a Ciro Ginestra, ex rossoverde che quest’anno era alla Casertana, che però ha un curriculum terribile (l’ultima stagione è stata per lui la prima conclusa, visto che prima veniva da quattro dimissioni) e di Fabio Pecchia, fresco di vittoria della Coppa Italia di C con la Juve Under 23 e che è in cerca di rilancio.

LA SUGGESTIONE. Fuori da questo lotto, c”è un nome che evoca ricordi importanti e belli in tutti gli italiani, vale a dire Daniele De Rossi. L’ex ‘capitan futuro’ della Roma si è appena ritirato dal calcio giocato dopo l’esperienza al Boca Juniors e vuole seguire le orme di papà Alberto. Leone ha contatti con Bruno Conti, il capo del settore giovanile della Roma, ma su De Rossi ci sarebbe già la Fiorentina: il patron Rocco Commisso lo vorebbe per l’anno prossimo. Piccolo dettaglio: non ha ancora il patentino da allenatore e quindi avrebbe bisogno di un tutor.

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