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Coronavirus, continua il braccio di ferro in Lega Pro: “Retrocessioni e playout sul campo e non a tavolino”

Molte squadre che lottano per rimanere in Serie C concordano: la stagione si deve finire, no spareggi e verdetti d’ufficio

A pochi giorni dal Consiglio federale, che dovrebbe mettere a tacere ogni dubbio su come e quando verrà conclusa la stagione di Serie C, la Lega Pro è ancora spaccata. A tenere banco non c’è soltanto la discussione su chi farà i playoff, ma anche quella che riguarda i playout.

CAOS IN CODA. L’ultimo Consiglio direttivo della terza serie ha delineato la possibilità di disputare soltanto gli spareggi-salvezza, con le ultime classificate dei tre gironi retrocesse d’ufficio. Ma molte delle società coinvolte non ci stanno. Nei Gironi A e B Fano, Gozzano, Rimini e Ravenna concordano sul fatto che si debba finire la stagione regolare e non emettere verdetti a tavolino. Addirittura i tesserati dei romagnoli giallorossi hanno inviato un lettera all’Associazione calciatori, con cui si afferma di “rischiare di perdere il lavoro a causa delle scelte discutibili della Lega Pro e di essere stati privati dei loro diritti di lavoratori sportivi“. Nel Girone C, quello della Ternana, dove le posizioni in classifica sono già ben delineate, Bisceglie e Rende spingono per disputare i playout, anche se i distacchi da Picerno e Sicula Leonzio, se venisse rispettato il format attuale, condannerebbero pugliesi e calabresi alla retrocessione diretta.

 

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