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Meteore rossoverdi: Jean Paul Van Gastel, il Tulipano che arrivò sfiorito

Torna l’appuntamento con i giocatori che al Liberati sono passati… per fare presenza. Agli albori del millennio giunse nella Conca il primo olandese della storia delle Fere. Che rimasero tradite dal curriculum

Più che di meteora, si dovrebbe parlare di bidone. Ma il fatto è che in quegli anni, la Ternana, di bidoni ne prese molti. Nella stagione 2001-02, quando giunse l’ultimo, i i rossoverdi galleggiavano nei bassifondi del campionato di serie B e sono già cambiati tre allenatori: dopo Andrea Agostinelli, era stata la volta di Claudio Tobia per poi lasciare il passo, alla fine del girone di andata, a Bruno Bolchi.

Che fosse un’annata storta, lo si era capito da molti colpi – si fa per dire – di mercato. Era l’anno di Nick Rizzo, già ospite di questo spazio, ma anche di Dani Chigou, misconosciuto attaccante del Camerun. Quando però a gennaio 2002  il consulente di mercato Ernesto Bronzetti consegna a Bolchi il centrocampista Jean Paul Van Gastel, la notizia finisce su tutti i giornali.

Perchè il centrocampista olandese, primo tulipano della storia delle Fere,  veniva da 6 stagioni da titolare nel Feyenoord, aveva giocato in Champions ed aveva collezionato persino 5 gettoni in nazionale. La “magistrale operazione di mercato”, come la definiscono i giornali di allora era stata resa possibile “grazie ai buoni rapporti fra Bronzetti e il tecnico del club di Rotterdam, l’ex milanista Frank Rijkaard”. 

CURRICULUM E INFORTUNIO. Le caratteristiche per il colpaccio, ci sono tutte: Van Gastel ha 29 anni, si è appena svincolato, arriva quindi a parametro zero, firmando due anni di contratto “E’ un calciatore dotato di ottima visione di gioco e la sua esperienza potrà dare una grande mano alla formazione di Bolchi”, scrivono. Ma perchè uno come lui allora aveva accettato un club di bassa serie B? Il perchè la Ternana lo scopre quasi subito. Van Gastel, in quell’anno non aveva ancora giocato, aveva una flebite alla gamba che si trascinava da mesi e dalla quale per inciso, non guarirà mai, portandolo da li a breve, a smettere col calcio.

Il risultato è che quella visione di gioco- che in effetti c’era –  Van Gastel l’avrà sempre dallo stesso punto di vista, vale a dire il triangolo di campo nel quale si sistema. Fermo, quasi immobile, incapace di correre e di lasciare il segno. Anzi, un segno lo lascia, perchè alla seconda apparizione, si fa persino espellere, rimediando un turno di squalifica.

Dopo l’esordio (Modena-Ternana 2-0 del 10 febbraio), non giocherà mai più una partita intera. Colpa di quell’infortunio che lo perseguita e anche di un rendimento molto al di sotto delle attese. Rientra dalla squalifica, mette insieme altri cinque spezzoni più sei panchine e riappare per l’ultima volta, a Maggio inoltrato, per 9 minuti.

PRETESE LACUSTRI.  A fine stagione la Ternana cerca un acquirente per il giocatore e lo trova nel Como. La società porta avanti la trattativa, ma l’olandese in riva al Lario non arriverà mai. Raccontano le cronache locali che il giocatore fece le bizze, chiedendo una villa sul lago e una baby sitter per il figlio, benefits che la società lombarda non era in grado di garantirgli. Così dopo essersi svincolato, Van Gastel torna nei Paesi Bassi, al modesto De Graafschap Doentichem, dove a fine stagione, giocando ancora solo spezzoni per colpa della solita gamba infortunata, chiuderà col calcio giocato, a soli 31 anni.

DOPO IL CALCIO. Gli è andata meglio, ma non tanto, come allenatore. Dopo aver cominciato con alcuni club minori, è tornato in quel Feyenoord che lo aveva lanciato, facendo tutta la trafila nelle giovanili, fino a diventare, per sei stagioni, l’assistente del tecnico Ronald Koeman. Incarico che ha ricoperto sino a due mesi fa, quando sulla panchina del team di Rotterdam è arrivato un nuovo allenatore, Dick Advocaat.

Foto di copertina www.rijnmond.nl

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