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Ternana, Guerini disse: “Andate a vedere il Barcellona!”

L’episodio recente tra Gallo e il tifoso “in giallo” riporta alla mente passati battibecchi tra tecnici e sostenitori in tribuna. Ricordiamone alcuni

Mister Fabio Gallo che alla fine di Ternana-Catania se la prende con “il signore vestito di giallo” che dalla tribuna lo critica, per poi raccontare di averlo incontrato e di averci fatto una bella chiacchierata. Un battibecco a distanza, finito poi con una stretta di mano e tanti sorrisi, tra un allenatore della Ternana e un tifoso dagli spalti. Il recentissimo episodio legato a Gallo, non è il primo. La cosa riporta alla memoria fatti analoghi avvenuti in passato, con protagonisti altri tifosi ed altri allenatori. Approfittiamo di questa cosa per andare a ricordare gli aneddoti del passato con le reazioni di allenatori criticati dalle tribune, in occasione di partite ma anche durante sedute di allenamento.

L’INVITO DECISO DI GUERINI. L’episodio più eclatante che torna alla mente è quello che nella stagione 1999-2000 vide protagonista Vincenzo Guerini (foto di copertina), allora allenatore delle Fere, esonerato però nei mesi autunnali. Avvenne in occasione di un Ternana-Atalanta giocato allo stadio Liberati e terminato in parità. Erano le prime giornate di campionato e la squadra rossoverde, allora partita forte ma poi costretta ad arrancare per salvarsi a due giornate dalla fine, era addirittura prima in classifica. Incontrava l’Atalanta, seconda. Dunque, scontro al vertice. Dalla tribuna, alcuni tifosi contestarono lo stesso Guerini, accusandolo di non dare un bel gioco alla squadra. Il tecnico di Ponte Zanano, a  fine gara, si presentò in sala stampa per le interviste ed esordì proprio con un messaggio a questi tifosi. “Vorrei fare un invito – disse – a quei signori che criticavano e fischiavano tanto: se non vi piace come giochiamo, vi consiglio di andarvene a vedere il Barcellona, che sicuramente gioca meglio di noi!“.

LA REAZIONE DI DE CANIO. Più recente, invece, è l’episodio che ha riguardato Luigi De Canio. Nella stagione 2018-2019, prima stagione in serie C dopo la retrocessione dalla B, cominciata con il mancato ripescaggio e il proposito di vincere il campionato ma arrivata in inverno con la squadra in crisi; il tecnico di Matera ebbe a che ridire con alcuni tifosi, tra i quali una donna, che dagli spalti lo contestavano, in seguito a delle scelte operato nella trasferta di Bolzano contro il Sudtirol. Lui si girò verso di loro e li mandò palesemente a quel paese. La cosa suscitò la reazione stizzita degli stessi tifosi. Si accese una polemica che vide poi alcuni calciatori, tra i quali il difensore Modibo Diakité, salire sugli spalti per cercare di riportare la calma. Quell’episodio, però, fu uno dei tanti segnali di un feeling mai sbocciato tra lo stesso De Canio e la tifoseria rossoverde, che avrebbe portato da lì a pochi giorni alla grande contestazione a Campitello nel giorno della Vigilia di Natale e all’esonero dello stesso tecnico in gennaio dopo la sconfitta interna contro il Fano.

BRINI E LA PISTOLA. Adesso, passiamo gli allenatori bersagliati ma che mai polemizzavano palesemente con chi li contestava dalle tribune. Cominciando con Fabio Brini (foto dal canale Youtube Occhio alla Notizia), tecnico delle Fere negli anni Duemila e nei primi tempi della gestione Longarini. Anche lui, come Guerini, non piaceva ad alcuni sostenitori perché il suo calcio non era spumeggiante. per di più, alcuni gli contestavano sistematicamente scelte e sostituzioni. Anche Brini, mentre era in panchina durante la partita, sentiva le contestazioni che piovevano dalla tribuna al suo indirizzo. Contestazioni non risparmiate da qualcuno neanche nel corso degli allenamenti, con qualche gridolino di disappunto lanciato proprio all’indirizzo dell’allenatore marchigiano. Brini, una volta, sollecitato sull’argomento dai cronisti, rispose in maniera tanto singolare quanto ironica: “Ho allenato in piazze – raccontò – in cui avevo contestazioni pure più aspre. Addirittura, una volta, mi vennero a parlare dentro gli spogliatoi e uno di loro aveva una pistola in mano. Dunque, pensate voi se possono preoccuparmi o spaventarmi le cose che mi sento dire qui“.

DELNERI E LA QUESTIONE DEI RUOLI. Un altro che sentiva le contestazioni senza rispondere, era Luigi Delneri. Lui, a Terni, ha vinto due campionati di fila, riportando la Ternana in soli 24 mesi dalla serie C2 alla serie B, dal 1996 al 1998. Eppure, anche l’allenatore di Aquileia non era risparmiato da critiche e contestazioni, sempre perché fautore di un calcio non bello a vedersi per quanto molto redditizio (i risultati lo dicono in maniera inconfutabile). E’ successo, qualche volta, che dalla tribuna piovessero critiche pure a lui persino quando la sua Ternana vinceva e trionfava, quasi sempre per sostituzioni non condivise. Lui sentiva tutto, ma non polemizzava mai con nessuno. Come nel caso di Brini, pure Delneri è stato più volte interpellato dai giornalisti proprio su qualche contestazione che si sentiva dalla tribuna, indirizzata a lui. La ua risposta, con il suo caratteristico slang friulano, era su per giù questa: “Per carità. Loro sono lì, contestano e fanno i tifosi. Altrimenti avrebbero fatto gli allenatori e sarebbero stati al posto mio“.

PANUCCI… A PARTI INVERTITE. Chiudiamo con l’esempio… opposto. In questo caso, curiosamente, siamo di fronte a un allenatore che “contestava”  i tifosi. La cosa è successa più volte nei pochi giorni in cui è stato allenatore della Ternana Christian Panucci, nell’estate del 2016. Il tecnico savonese, ingaggiato ai primi di luglio ed esonerato poco prima di Ferragosto dopo il noto sfogo nei confronti della società, era sempre molto attento al silenzio nel corso dei suoi allenamenti. E quando i tifosi sugli spalti parlavano con voce un po’ troppo alta e si confrontavano in maniera pure veemente, più di una vota lui ha interrotto la seduta per avvicinarsi agli spalti e per richiamare all’ordine i tifosi stessi, chiedendo loro di fare silenzio. Situazioni che si verificarono sia allo stadio Liberati che nel ritiro di Roccaporena.

 

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