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Ternana, a trent’anni da un’emozione

L’11 giugno 1989, a Cesena, la squadra rossoverde riconquistava la promozione in serie C1 davanti a quindicimila tifosi. Le emozioni di quel pomeriggio.

E chi se lo domentica più? Basti penare che, allora, chi potè organizzarsi partì in trasferta. Chi non poté, si organizzò con radioline, a casa oppure all’aperto, in corso Tacito, sulle piazze, nei bar, nelle parrocchie. Per chi non potè andare a vivere quelle forti emozioni allo stadio Dino Manuzzi di Cesena, le visse radiofonicamente con la voce di Ivano Mari che raccontò in diretta la partita su Radio Galileo. E pensare che non era altro che una promozione… in serie C1. Ma era un anno chiave. Un anno in cui l’orgoglio rossoverde rialzava la testa. Dopo la retrocessione dalla serie B avvenuta appena nove anni prima, era sguito un decennio, quello gli anni Ottanta, fatto di amarezze, anonimato inserie C, retrocessione in C2 e persino un fallimento con la gestione Migliucci in un anno in cui si sfiorò addirittura la retrocessione in Interregionale.

UN TORNEO DA PROTAGONISTA. Quella Ternana lì, la Ternana di Claudio Tobia, di Giulio Forte, di Paolo Doto, di Giorgio Eritreo, di Lello Sciannimanico, di Sossio Perfetto, di Roberto Renzi, di Salvatore Garritano, di Paolo Pochesci… di un gruppo meraviglioso ed unito; restituì dignità ed orgoglio alla Terni sportiva. Fuori dal campo, era una squadra che viveva la città, che stava vicino ai ternani, ai tifosi, mischiandosi tra la gente. In campo, giocava un ottimo calcio, divertiva, esaltava. Avrebbe meritato di vincere il campionato, quella Ternana. Ma qualcosa glielo impedì. Non entriamo nel merito, limitandoci a sottolineare errori arbitrali subiti dai rossoverdi, che li hanno costretti a perdere per strada qualche punto e a ritrovarsi nelle ultime giornate costretti ad un testa a testa all’ultimo sangue con Fidelis Andria e Chieti, con le quali condivise la vetta della classifica. Queste tre, risultarono prime tutte insieme anche a fine torneo. E per la classifica avulsa, l’Andria si ritrovò a salire direttamente in C1 (a Natale, era a metà classifica, autrice di una rimonta e ritrovatasi a beneficiare di qualche erroruccio arbitrale), mentre Ternana e Chieti, forse quelle che avrebbero insieme meritato di salire in C1 per la costanza dimostrata in tutto il campionato, firono costrette a giocarsi un drammatico spareggio.

EQUILIBRIO. Lo spareggio, si giocò a Cesena, nel caldo e soleggiato pomeriggio di domenica 11 giungo 1989. Sugli spalti del Manuzzi, un colpo d’occhio da serie A. Solo da Terni, i tifosi accorsi furono sui 15 mila. Tutti ricordano ancora l’atmosfera di grande festa prima di quella gara, con la bolgia della tifoseria rossoverde. In campo, le due squdare dettero vita ad una lunga e dura battaglia per 120 minuti. Partita senza gol, due squadre molto attente, mai sbilanciate, prudenti. Quasi una partita di scacchi. Insomma, una vera finale, chiusa, caratterizzata dall’attenzione da ambo le parti. Quelle partite che, per risolverle, serve un episodio, o un lampo di genio.

LA SEQUENZA CHE FECE LA STORIA.  Non arrivarono nè l’episodio e nè il lampo di genio. 0-0 dopo i 90 minuti, 0-0 dopo i 120. Calci di rigore. Mentre le ombre si facevano più lunghe ma il caldo di giugno continuava a farsi sentire, le due squadre arrivarono ai tiri dal dischetto. La sequenza, fu qualcosa che resterà per sempre nella storia della Ternana. Molti tifosi, dopo trent’anni esatti, ancora se la ricordano a memoria. Primo rigore tirato dal Chieti, con Carmelo Genovasi dal dischetto, ma con il portiere rossoverde Roberto Renzi a parare. Risposta della Ternana con Doto, vincente sul portiere teatino Sergio Spuri. Secondo rigore: Corrado Baglieri per il Chieti e gol, rispose la Ternana con la rete di Sciannimanico. Terza sequenza: errore di Fabio Fiaschi per il Chieti e gol di Perfetto per la Ternana. Alla quarta sequenza, l’apoteosi, con l’errore di Luca Leone (sì, proprio lui!) e il tripudio rossoverde al Manuzzi.

LA GRANDE FESTA. A Terni, i festeggiamenti cominciarono subito dopo la notizia dell’avvenuta vittoria, nel tardo pomeriggio, per poi proseguire fino a notte fonda, tra i bagni nella fontana di paizza Tacito, il solito bandierone rossoverde in cima al pennone, lunghe file di caroselli con clacson festanti, bandiere sventolate, sciarpate. E poi, baci, abbracci, baldoria. Festa grande anche al momento dell’arrivo da Cesena dei pullman dei tifosi. Terni aveva riconquistato una promozione dopo tantissimi anni e dopo quasi un decennio fatto di retrocessioni, amarezze e sofferenze. Cesena, molto probabilmente, portò i ragazzi di Tobia a girare pagina sul grande libro della storia dei colori rossoverdi.

CURIOSITA’: DAL GIOVANE OGGI DIESSE, AL QUESTORE. Riportiamo due curiosità, legate a quella partita di Cesena tra Ternane e Chieti. Una riguarda il calciatore che fece l’errore finale e decisivo sui calci di rigore, l’altra riguarda l’arbitro di quell’incontro. Cominciamo dal giocatore. Uno strano scherzo del destino, vuole che oggi quel calciatore sia alla Ternana, con il rulo di direttore sportivo. Proprio Luca Leone, infatti, allora diciannovenne e in campo con la maglia del Chieti, tirò l’ultimo calcio di rigore e lo sbagliò. Fu l’errore che consegnò la C1 alla Ternana e fece gioire un città intera. “Ci ho pianto per due giorni – racconterà in seguito l’attuale diesse delle Fere – e per tutta la carriera non volli mai più battere un rigore. Mi costrinsero a tirarne uno a fine carriera, con la mia squadra già in netto vantaggio. Lo segnai. E fu una liberazione“. Dal calciatore, all’arbitro: a dirigere la delicata sfida, venne chiamato il signor Marcello Cardona, agente di polizia di Milano, che poi non solo arrivò ad arbitrare in serie B e in serie A negli anni Novanta, ma recentemente è stato questore di Milano, incarico ricoperto fino a qualche mese fa.

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Io ero a Cesena.

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c’ero anche io—-

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Che emozioni che ci regalavano💓

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Presente. Tifoseria d’altri tempi.

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❤💚

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io c’ero mi ricordo una signora svenuta dal gran caldo e dall’emozione giornata bellissima

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Che bel ricordo 15000 tifosi

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Me lo ricordo come se fosse oggi. Io c’ero

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Io c’ero!

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C’eravamo anche noiiiiii !!!!!!

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Erano altri tempi che oramai non tornano più

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Che squadrone

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