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Ternana e ripescaggi, dove è finita la proposta delle 7 promozioni?

Ternana Latina partitta

A settembre il presidente di Lega Pro Gravina aveva detto di voler provare a riportare il format cadetto a 22 aumentando le promosse. Tutto è rimasto lettera morta e nessuno ha annunciato il numero esatto delle squadre che saliranno

Il campionato di serie C  è partito, ma con pochissime certezze. Fra squadre in campo con riserva, come per esempio la Ternana, altre che non sono ancora scese in campo (Viterbese), o lo hanno fatto una sola volta (Virtus Entella), gare da recuperare, non si può dire che questa stagione sia nata sotto una buona stella, tutt’altro.

Ed a ben vedere, di incertezza ce n’è un’altra, che più che altro per ora sembra più una marcia indietro, ma che comunque contribuisce ad alimentare la confusione: lo scorso 13 dicembre, il presidente di Lega Pro Gabriele Gravina aveva detto che se non fosse stato ripristinato il format a 22 squadre avrebbe proposto ufficialmente le 7 promozioni per riportare il campionato dall’anno prossimo al numero canonico.

Questa affermazione però è rimasta solo sulla carta  e quindi, se non interverranno fattori esterni, le promozioni dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – restare una per girone più la vincente unica dei playoff. Non è stata data tuttavia alcuna comunicazione in merito. E dire che sarebbe bastato poco, anche soltanto due righe ufficiali che avessero confermato ciò che si darebbe per scontato, ma che con questa pazza estate, non è lo è più. Invece niente, si gioca in uno strano clima dove il probabile è l’unica cosa certa, ma di certo davvero non c’è niente.

CAMBIO DEL FORMAT Se davvero Gravina si candiderà alla presidenza della Figc alle elezioni del 22 ottobre prossimo potrebbe inserire il ripristino del format nel suo programma, ma come è noto le decisioni che vengono adottate dal consiglio federale, entrano in vigore due stagioni dopo, quindi al massimo, in caso di elezione, se ne parlerebbe dalla stagione 2020-2021.

Mettere sul piatto la proposta delle sette promozioni al commissario Fabbricini, oltrechè un segnale chiaro, avrebbe potuto essere un argine alla possibile ulteriore riduzione del format cadetto. Ma occorreva farlo subito. Invece si è scelto di continuare a navigare a vista, sperando di incrociare il vento di bonaccia. A rimetterci, come sempre, sono le squadre e con esse i tifosi. Un’altra pagina nera per il nostro calcio, sempre più malandato.

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