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Rocca Rossoverde, pranzo coi tifosi del Cesena: “Questo è il nostro calcio”

In viaggio verso Avezzano dove il nuovo club bianconero debutterà in D, incontro fra le tifoserie. “Amicizia e collaborazione. Questo calcio? E’ lo specchio del nostro Paese, non decide nessuno”

Accomunati nelle ‘disgrazie’ sportive, ma soprattutto da una grande amicizia. Il club  di tifosi della Ternana Rocca Rossoverde ed un gruppo storico di tifosi del Cesena riunito sotto la sigla “Insieme per il Cesena” (tre storici club bianconeri) si sono ritrovati oggi a pranzo insieme presso i locali della polisportiva Rocca San Zenone.

Motivo del meeting: il rinnovato Cesena RC, ripartito dalla serie D dopo il fallimento e l’acquisizione del titolo del Romagna Centro, debutta oggi ad Avezzano nel Girone F di Serie D: “Così come ci capita sempre quando ci si incrocia nel percorso delle trasferte, stiamo a pranzo insieme – spiega Gianluca Petigliani del Club Rocca Rossoverdeoggi loro sono venuti da noi, altre volte siamo stati noi a passare da loro nel corso delle nostre trasferte“.

Un sodalizio che si rinnova di anno in anno: “Ci si sente sempre, c’è un’amicizia nata col calcio ma sviluppatasi al di fuori dello stadio – spiega Simone, uno dei leader del tifo cesenate – questo è il lato bello del calcio, che vogliamo portare avanti. Nessuno scontro: tifo ciascuno per i propri colori, ovviamente, ma poi amicizia e collaborazione“.

RIPARTENZE. Il Cesena dopo tanti anni di onorata militanza nei professionisti riparte da un girone che lo vedrà affrontare squadre romagnole, marchigiane, abruzzesi e persino molisane, con trasferte ad Isernia, Agnone e Campobasso: “Però abbiamo fiducia in questa nuova società –  dice Johnny Pastorelli, altro tifoso cesenate – abbiamo superato i 5000 abbonamenti: speriamo che sia il primo passo per tornare verso le categorie che ci competono, minimo la Serie B!“.

CALCIO MALATO. “Almeno loro giocano – chiosa Gianluca Petiglianie vanno in 500 in trasferta anche in Serie D. Noi invece siamo qui ad aspettare… sino al 9 ottobre. E non c’è nemmeno con chi giocare in amichevole, se non le altre squadre coinvolte nel ripescaggio. L’attesa è snervante, speriamo di essere ripagati“. La chiosa è ancora di Simone: “La situazione del calcio italiano rispecchia quella del Paese: nessuno che decide. E anche quando avranno deciso, quali saranno le conseguenze per le squadre? Dovranno giocare a Natale, a Pasqua, sempre, per rimettersi in pari… Non fa bene al calcio...”.

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