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Catania: “No a complotti! Nessun illecito sportivo, sentenza non retroattiva”

Mentre la Ternana torna a sperare dopo le notizie su una non ripescabilità degli etnei per una condanna del 2016, il club siciliano replica.

Il Catania si rifugia nella non retroattivà. Quella che Tnf e della Caf avevano elencato tra le motivazioni della oramai arcinota sentenza-Novara. Risponde alle notizie trapelate nelle ultime ore che azzererebbero le speranze di ripescaggio dei siciliani e rilancerebbero quelle della Ternana. In riferimento alla eventuale non ripescabilità per una sentenza di illecito sportivo dell’ottobre 2016, la società etnea, attraverso un comunicato apparso sul suo sito ufficiale, parla di “assoluta infondatezza” della cosa. Specificando pure che “nessuna delle parti del giudizio ha prospettato tale questione a giudici del Collegio di garanzia, sicché la questione è del tutto estranea al thema decidendum“; affermando inoltre che il contenuto di quanto è stato diffuso “seppure privo di alcun pregio giuridico, conferma tuttavia un laborioso lavoro di poteri, apparentemente occulti, finalizzato esclusivamente ad arrecare nocumento al Calcio Catania“.

IPOTESI COMPLOTTO. Il Catania se la prende con alcuni articoli giornalistici che hanno riportato la cosa, nei quali si tenterebbe di sottolieneare in sostanza come la società abbia alzato il livello del dibattimento con la denuncia presentata nei confronti del commissario straordinario Figc Roberto Fabbricini. Quasi a voler sottolienare che “la naturale punizione per la grave azione di lesa Maestà compiuta dal Catania – si legge nel comunicato – quindi, è quella di escluderlo dai ripescaggi“.

EPISODIO IRRILEVANTE. La società esclude – riguardo alla sentenza che condannava il presidente, il direttore sportivo e la società stessa – l’illecito sportivo. Scrive: “La sanzione comminata al Calcio Catania nella stagione sportiva 2016/2017 non attiene ad un illecito sportivo, così come tra l’altro confermato dalle sezioni unite della Corte Federale di Appello, e, comunque, si riferisce a fatti occorsi nell’anno 2015“. Da qui, il richiamo alla non retroattività sancita dalle sentenze federali (poi, comunque, sospese dal Coni in attesa della decisione finale), sostenendo l’irrilevanza della cosa ai fini di un ripescaggio: “Non possono sfuggire al riguardo i principi sanciti dai Giudici del Tfn e poi confermati dalla Cfa, nelle sentenze emesse nel giudizio promosso dal Novara Calcio, secondo i quali occorre avere riguardo al momento della commissione del presunto illecito e non già al momento della comminazione della sanzione ed inoltre non risulta possibile la configurazione di sanzioni retroattive“.

QUALI SCENARI. Se la tesi del Catania regge o no, lo deciderà a questo punto il Coni nella sua decisione, legata anche al ricorso della Ternana contro quelle due sentenze federali. Sentenze che – va comunque precisato – si riferiscono nello specifico al comma D4 del quale è stata disposta la cancellazione, legato agli illeciti amministrativi; mentre la cosa non è affatto specificatamente riferita al comma D3, legato invece agli illeciti sportivi, che è ancora in vigore così come era stato redatto sul regolamento deliberato lo scorso maggio.

PRONTI DI NUOVO ALLE DENUNCE. La società siciliana ora è pronta a tutelersi nelle sedi opportune. Scrive: “Ci si pone alcuni interrogativi che siamo certi non sfuggiranno ad un’attenta Autorità giudiziaria alla quale la società sta valutando di rivolgersi, depositando una integrazione della denuncia presentata nei confronti del signor Fabbricini“.

“CHI CE L’HA CON NOI?”. A chi e perché – si domanda la società etnea – interessa così tanto danneggiare il Catania? Qual è la fonte di tale ‘clamorosa indiscrezione’, che addirittura riferirebbe di un orientamento di Giudici riuniti in Camera di Consiglio e, quindi, tenuti all’osservanza di un rigoroso silenzio?

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