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Ripescaggi, nervi tesi fra Bandecchi e l’ad del Catania Lo Monaco

Bandecchi e Lomonaco

Il dirigente etneo replica al patron rossoverde: “Non facciamo casino, tuteliamo i diritti”. Ma si dimentica di citare la sospensiva e lui glielo ricorda: “Il giorno 7 sapremo quanto vale la sua lezione di diritto”

Botta e risposta non esattamente signorile fra l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco e il patron della Ternana Stefano Bandecchi. Casus belli le prime dichiarazioni di Bandecchi  a Radio Cusano Campus relativamente al fatto che ‘due squadre che non potevano essere ripescate in B. Novara e Catania hanno iniziato a creare casino”.

AD CATANESE SUGLI SCUDI Lomonaco, rilancia sulla sentenza del Tfn: “Ricordiamo al frettoloso patron della Ternana che il Tribunale Federale Nazionale prima e la Corte Federale d’Appello poi, con argomentazioni stringenti ed inoppugnabili sul piano della logica e del diritto, hanno confermato l’illegittimità della disposizione che impediva al Novara ed al Catania di rientrare tra le società “ripescabili”. Non è stata cambiata alcuna regola, quindi, anche perché in Italia un giudice non cambia le regole ma applica il diritto: sorprende, e non poco, che il fondatore di un ateneo ignori questa differenza. In questo caso, è provato dai due gradi di giudizio citati che la FIGC, proprio secondo i suoi organi giudicanti e non secondo le dirigenze ed i tifosi di Novara e Catania, non aveva il diritto di prevedere una sanzione retroattiva nella stesura della disciplina dei “ripescaggi” (…)

Il Catania è una società virtuosa, espressione di una città tra le prime dieci in Italia, forte di 226.215 presenze in occasione delle gare casalinghe in Serie C nella stagione 2017/18, con quasi 5.500 abbonati a prescindere dalla categoria in vista del prossimo campionato, con i conti in ordine come risulta a tutte le autorità preposte, con un centro sportivo ritenuto tra i più belli e funzionali in Europa, con un’organizzazione societaria da massima serie e con una qualità tecnica della prima squadra già provata al cospetto di due formazioni di Serie B. A proposito di penalizzazioni, il Fondi, quando era Unicusano, venne penalizzato per inadempienze amministrative: non crediamo sarebbe giusta, oggi, una pregiudiziale in chiave ripescaggio nei confronti del Fondi, che peraltro non è più Unicusano. La nostra condanna a scontare quel punto di penalità per un ritardato pagamento IRPEF risalente a più di due anni addietro, peraltro, fu espressione delle difficoltà causate da una retrocessione che non maturò sul campo ma venne inflitta d’ufficio per cause che, tre anni dopo, non sono ancora chiare: noi abbiamo scontato le nostre sanzioni, giuste ed ingiuste, abbiamo risanato e siamo sempre più forti. Il Novara ed il Catania non “fanno casino” ma tutelano, entro la cornice normativa e nell’ambito delle azioni concesse dall’ordinamento, i propri diritti

IL PATRON ROSSOVERDE SI DIFENDE L’Ad etneo si ‘dimentica’ però di citare la sospensiva di quella sentenza da parte del Collegio di Garanzia del Coni è su quello che Bandecchi fa leva nella risposta: “E’ vero che quando la squadra del Fondi si chiamava UniCusano Fondi ed era di mia proprietà ha avuto una penalizzazione, mi sembra di un punto, per contributi pagati tardivamente, questa faccenda risaliva a due anni prima che io comprassi la squadra, ma faccio presente al signor Lo Monaco che, silenziosamente, quando io ho comprato la squadra sapevo già di aver comprato diritti e doveri, cose buone e cose cattive e nelle cose cattive ci stava anche la penalizzazione, che io mi sono preso e che abbiamo scontato durante il campionato, silenziosamente, attenti e prudenti, come d’altronde mi sono anche preso carico di oltre un milione e settecento mila euro di debiti che ho regolarmente pagato. Poi c’è un secondo punto che vorrei chiarire a Lo Monaco, visto che mi ha dato lezioni di diritto. Io non sono avvocato, mi servo di insigni avvocati che mi hanno ricordato, dopo le sue puntualizzazioni, che c’è stata anche una sospensiva ai due gradi di giudizio da lui citati. La sospensiva, momentaneamente, ha azzerato questi due gradi di giudizio, ed è basata su un altro ragionamento giuridico, quindi il giorno 7 sarà sviscerata dai giudici. Quel giorno sapremo se la lezione di diritto che mi ha dato Lo Monaco ha valore oppure no. E’ una dimenticanza quella di Lo Monaco o degli avvocati che gli hanno suggerito di rispondermi, ma è una dimenticanza molto grave, perché ad oggi le disposizioni alle quali lui si riferisce non sono in vigore e noi avremmo avuto in questo momento tutto il diritto di essere ripescati ed essere inseriti per l’inizio del campionato, ma non l’abbiamo nemmeno chiesto, rispettosamente davanti alla legge aspettiamo ormai il giorno 7“.

Nervi tesi, insomma e la sensazione è che anche dopo il giorno chiave, non sarà facile cominciare a pensare solo al calcio giocato

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