Il Liberati e le verifiche sull’idoneità statica: “Controlli previsti dalla legge, basta allarmismi”

Sulla vicenda abbiamo interpellato Marco Barluzzi, responsabile del Servizio Geologico e Sismico Responsabile Sezione Normativa Antisismica e Rischio Sismico della Regione

Sulla vicenda dell’agibilità statica dello stadio Liberati in scadenza a Giugno 2026, abbiamo interpellato Marco Barluzzi, responsabile del Servizio Geologico e Sismico, Responsabile Sezione Normativa Antisismica e Rischio Sismico della Regione.

Ma dunque la Ternana rischia davvero di restare senza stadio nel 2026? Barluzzi frena: “Preoccuparsi adesso è eccessivo. Bisogna attendere l’analisi dei tecnici che è in corso e sarà meticolosa.  La verifica dipenderà da come i tecnici troveranno i materiali. Ma in ogni caso, questo percorso è assolutamente normale per tutti gli stadi d’Italia, non soltanto per il Liberati. Una soluzione si troverà sicuramente e i tempi sono gli stessi che si avrebbero anche con un impianto nuovo”.

La verifica era stata avviata da una società romana nel 2024, ora è in campo una società di Rieti per completare il servizio, con una verifica appunto sui materiali: “Queste verifiche – spiega Barluzzi- sono normali e vanno fatte ogni 10 anni dalla data del certificato di collaudo statico, in modo da fornire alla Prefettura competente per territorio, ed al comune, un certificato di idoneità statica dell’impianto”

Lo stadio Liberati ha più di 50 anni e per questo sarà sottoposto a nuove verifiche (valutazione della sicurezza globale dell’intero impianto) volte a determinare se la struttura abbia bisogno di interventi per renderla utilizzabile. “Preoccuparsi è fuori logo, lo stesso Coni ha proposto attività di verifica di sicurezza costante ogni 10 anni e questo è positivo, è un controllo continuo che si fa, a seguito della verifica si decide quali interventi fare dai più semplici ai più complicati. Ripeto: la norma prevede verifiche sulle strutture pubbliche, è un’attività ordinaria che non deve suscitare scalpore”

Il nodo del Liberati ruota tutto attorno al fatto che come tutti gli edifici costruiti prima del 1974, necessita di una messa a norma sopratttutto dal piano antismico. Il fatto che sia realizzato in cemento armato e non in altro materiale (come ad esempio il Curi che è realizzato in tubi Innocenti) pone la questione su come adeguare la struttura. Ma saranno proprio i tecnici con il rapporto al termine delle verifiche ad individuare la strada.

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