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Ternana, Palladinetti: “Vogliamo formare uomini prima ancora che calciatori”

Nostra intervista al direttore generale del settore giovanile: “La Primavera si salverà, ma noi lavoriamo in prospettiva. Faremo progetti anche sul piano culturale”.

Un settore giovanile in crescita, che guarda a lungo termine anche a costo di pagare in termini di risultati nell’immediato. La sfida della Ternana per il vivaio è riassumibile in questo concetto, che il direttore generale Antonio Palladinetti, arrivato a marzo in società spiega più in dettaglio a Calciofere.

Per me sono stati mesi di studio – spiega – ed ho trovato un buon lavoro anche sul fronte tecnico. Da parte mia sto cercando di fare un lavoro di consolidamento per sviluppare quello che di buono è stato fatto, per sviluppare poi altri progetti, anche al di fuori dell’ambiente sportivo”.  Questa è una delle chiavi nuove: cultura al fianco dello sport. Palladinetti entra nel dettaglio: “Il fatto che la proprietà dalla Ternana sia di una università è solo un aspetto – spiega –  Noi vogliamo lavorare anche sul fronte culturale, ben consci che una minima parte dei calciatori che passano dal settore giovanile poi riusciranno a vivere di calcio. Oggi pensare di poter fare il calciatore giocando in serie C o addirittura in serie D o più in basso, è una illusione, a meno che non lo fai in grandi piazze.

Tanti ragazzi si perdono, anche nelle società maggiori. Tanti calciatori anche della Ternana, lasciata la Primavera sono scesi in Eccellenza, ma non perchè non hanno le doti per giocare in serie superiori, ma magari perchè invece del grande salto hanno scelto una carriera universitaria. Allora noi vogliamo costruire, di pari passo con la tecnica calcistica, anche un piano B culturale: teniamo molto al binomio sport e cultura. Uomini, prima dei calciatori. Se poi diverranno calciatori professionisti ovviamente siamo ben contenti, ma comunque saremo orgogliosi di aver contribuito alla loro crescita”.

La Primavera di Mariani

Sul piano squisitamente sportivo, il dato più evidente è però il gap tecnico della Primavera rossoverde con gran parte delle formazioni del girone. La squadra va leggermente meglio rispetto allo scorso anno, anche grazie ad alcuni innesti stranieri che hanno alzato il tasso tecnico, ma l’ottimo lavoro di Ferruccio Mariani, non pare sin qui sufficiente o almeno così ha detto il girone di andata, che vede i rossoverdi penultimi con 10 punti, davanti solo alla Reggina.

Più che di gap tecnico – spiega Palladinettidirei che è una questione legata ai tanti calciatori nuovi. Per cui questo è stato un periodo di assestamento e l’ultimo mese e mezzo, coi risultati in crescita dimostrano che il gruppo si sta ritrovando. Sono preoccupato per la possibile retrocessione? Direi di no, ho fiducia nel lavoro di Mariani e sono certo che il girone di ritorno sarà molto diverso. Però ci tengo a dire che non sono i risultati immediati quelli che ci interessano, noi lavoriamo in prospettiva per poter arrivare a fornire giocatori alla prima squadra.  Questo è legato alla classifica? Non è detto. Si possono avere giocatori di potenzialità per arrivare a quel percorso, ma una rosa che non aspira a vincere il campionato”.

Le categorie inferiori

Migliori sicuramente i risultati delle categorie dall’Under 17 a scendere. Palladinetti conclude: “Sono il frutto di quello che dicevamo, il lavoro di costruzione delle basi che nelle intenzioni dovrebbe portarci entro un paio di anni ad avere una Primavera maggiormente omogenea e  competitiva”.

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