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Ternana-Pordenone, Lovisa attacca Rastelli: “Quella mentalità, con me, non ha spazio”

Il presidente: “Roba da vergognarsi e ritirare la squadra. Tedino? Parlerò anche con lui, voglio uno che abbia un’idea di calcio”.

Scuro in volto, con gli occhiali da sole a renderlo ancora più scuro. Dopo la sconfitta con la Ternana, il presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, ha parlato nel dopopartita ed ha lanciato strali che non hanno risparmiato il tecnico, esonerato, Massimo Rastelli. Grande delusione per la prova della quadra nel primo tempo, ma delusione soprattutto per una mentalità che a lui non è piaciuta. Lui che, in settimana, aveva indicato quella con la Ternana come la partita della svolta, per il campionato della sua squadra.

“CON ME, NON SI GIOCA A CINQUE”. Ecco come si è espresso, Lovisa, nell’intervista diffusa dal canale Youtube del Pordenone calcio: “Abbiamo toccato il punto più basso. Nel primo tempo ho avuto vergogna, per la prima volta. Negli spogliatoi ho parlato coi ragazzi e  poi abbiamo visto una ripresa migliore. Per la prima volta, è arrivato un mister che ha voluto giocare a 5 dall’inzio. Cosa che non si fa, da quando sono presidente io. In 14 anni di presidenza, mai nessuno lo aveva fatto e mai nessuno lo farà in futuro. La squadra adesso c’è. E nel secondo tempo ha dimostrato di esserci, quando vuole giocare in intensità. Ma il problema è che non abbiamo idee, non c’è un’idea di gioco. La colpa? Me la perendo io. Ma come sono sempre uscito da queste situazioni, ne usciremo pure stavolta. Ora sceglierò un allenatore che porti entusiasmo e una certa idea di calcio, non questa roba qua. Oggi, nel primo tempo, era da ritirare la squadra per la vergogna. Chiedo scusa a tutti, ma nel secondo tempo si è visto che il Pordenone è vivo. Adesso cominceremo un ciclo nuovo, con idee nuove. Già da lunedì“.

SI RIPARTE DA TEDINO? Il primo indiziato, per sostituire Rastelli sulla panchina del Pordenone, sembra essere Bruno Tedino. Per lui, tra l’altro, sarebbe un ritorno. “Vorrei parlare con lui – conferma il presidente Lovisa – visto che con Bruno, c’è sempre stato un ottimo rapporto. E ha un’idea. Abbiamo due o tre nomi su cui lavoriamo, ma anche lui è un candidato. Conosce la piazza e conosce l’ambiente. Dunque, perderemo meno tempo. L’importante è che non ci sia più questa mentalità imbarazzante vista oggi. Perché noi abbiamo un’organizzazione da serie A, un centro sportivo da serie A, ora ci metteremo in mezzo anche in discorso dello stadio… e dobbiamo vedere questi spettacoli qua? Io, lo ho detto in settimana: se un allenatore pensa di giocare a 5, è destinato a non lavorare qui. Io ho grande rispetto dei tifosi. Il Pordenone che vedrete nelle prossime settimane e nei prossimi mesi è quello che abbiamo visto nel primo quarto d’ora del secondo tempo. I giocatori ci sono e sono di categoria. Abbiamo fatto noi, come società, un po’ di confusione sulle scelte tecniche. Ma adesso cercheremo di riparare“.

FLOLORUNSHO IN CASTIGO. Il presidente del Pordenone svela anche i motivi per cui non era presente Folorunsho. Dice senza mezzi termini che è stata una scelta ben precisa. “E’ una scelta di comportamento. Nelle ultime uscite aveva un atteggiamento non giusto. Quella è stata una decisione in massima sintonia. Una giornata di riposo, gli fa bene e lo fa riflettere. Recuperiamo anche lui. Come recuperiamo tutti per la trasferta di Pisa, che credo che sia difficile, contro la prima in classifica. Ora, dobbiamo giocare partita dopo partita come se fossero tutte finali. Perché abbiamo i giocatori per poterlo fare“.

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