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Pordenone-Ternana, Lucarelli: “E’ la partita più difficile che ci potesse capitare”

Il tecnico rossoverde parla in conferenza stampa, prima della partenza per il Friuli: “Siamo in un percorso di crescita, spero di far felici i tifosi”

Il campionato della Ternana riparte da Pordenone e in vista della gara di sabato a Lignano Sabbiadoro, mister Cristiano Lucarelli ha parlato in conferenza stampa:

“Il nostro campionato inizia ora? No, è cominciato a fine agosto. Io ho sempre detto che le prime 7 partite erano molto difficili, ma poi nella realtà partite semplici non ce ne sono. Ho letto la dichiarazione di Falletti che mi è piaciuta, è la peggior partita che potessimo affrontare. Il Pordenone ha un solo punto in classifica e viene da un’altra sconfitta in casa, non abbiamo grossi riferimenti a livello tattico. Hanno una seconda opportunità in casa e non capita molto spesso che una squadra ne perda due in casa. Lottano per non retrocedere, per loro probabilmente inizia il campionato, ma per no no, non è che se hanno un punto vuol dire che vinceremo facile. Hanno un organico di livello per la Serie B, sono al terzo anno in questa categoria. Hanno perso Ciurria che gli ha fatto la differenza, ma è vero che sono arrivati giocatori come Flororunso, Ciciretti che viene dal Chievo, l’altro attaccante di proprietà del Milan, così come Petriccione. Hanno tutti tante presenze in B, è un brutto cliente e ho visto che ritrovano i loro tifosi allo stadio. Ci sono tutti gli ingredienti per non trovare un sabato tranquillissimo. Ma noi vogliamo crescere sotto tanti punti di vista, con i tempi che ci vogliono, ma che siamo sicuri di poter riuscire a raggiungere, allineando tutti i calciatori dal punto di vista fisico. L’unico che arriva da 35 partite è Martella, gli altri vengono da esperienze di alti e bassi. La Ternana viene prima di tutto, abbiamo bisogno di gente che a livello fisico possa reggere i 95 minuti. L’anno scorso siamo riusciti a recuperare tutti, molti di loro non erano proprio benvisti e che si pensava che dovessero andare via. Anche per merito loro siamo riusciti a recuperare tutti, ora c’è un lavoro da fare, ma ci vuole tempo, alcuni vengono da un’annata difficile, questa è la sfida più bella per noi. Sono giocatori che in passato hanno dimostrato di essere importanti per la Serie B, vogliamo riportarli a quel livello. Allora potremo dire che inizierà un altro campionato, non per il calendario”

“Sperimentazioni? Quelle le fanno gli scienziati, non sono abilitato. Nel secondo tempo abbiamo giocato con il doppio attaccante con l’Empoli, non siamo stati concreti ma ho avuto buone risposte, ma sicuramente c’è da migliorare e un’amichevole è poco indicativa. Io credo che spesso l’errore tecnico sia causato da una serie di situazioni, la più importante è l’equilibrio psico-fisico, che è decisivo nel calcio. Al di là dei moduli, l’equilibrio tattico è importante, per poter fare bene le due fasi. Il calcio, in ogni sua espressione al di là dei moduli, c’è una regola che vale sempre: vince chi fa gol e chi non li subisce. Noi dobbiamo migliorare in questo aspetto, se uno analizza i dati per produzione di gioco siamo nelle primissime posizioni, per altre situazioni siamo tra le ultime. L’unica partita che abbiamo sbagliato, dal punto di vista mentale, è stata la prima con il Brescia, non ci aspettavamo di trovarli già così rodati. Ma nonostante tutto la squadra nel momento più difficile ha tirato fuori le unghie e i denti, conquistando un bottino di punti che ci fa stare un po’ più tranquilli. Abbiamo avuto qualche difficoltà in più contro le squadre che si sono chiuse, piuttosto che contro squadre che giocano aperte. Se crei 10 occasioni da gol, hai più possibilità di vincere rispetto a se ti metti lì solo con le ripartenze”

“Pettinari e Donnarumma insieme? Sono convinto che alla lunga ci faranno fare il salto di qualità, ma in questo momento non stanno bene e non posso sacrificare qualcuno che sta meglio. Questo discorso rientra nella crescita di cui parlavo prima, dell’equilibrio. E’ sotto gli occhi di tutti che devono crescere e non sono questi qui, io ora gli chiedo intensità per quanto possono. Le due vittorie ci hanno dato un po’ di serenità, ma non hanno cancellato i nostri problemi. Ci vorrà molto tempo, magari anche un anno o due, per cercare magari di fissare obiettivi più alti. Nell’arco della loro carriera hanno avuto sempre un attaccante centrale accanto, non sono veri e propri centravanti, sono uomini di area di rigore ma con altre caratteristiche, l’unico centravanti puro che abbiamo è Mazzocchi

“Contro la Cremonese abbiamo sbagliato alcune situazioni tattiche. Palumbo sul primo gol non è andato ad accorciare e poi si è girato, una lettura sbagliata a livello di tattica individuale, su come affrontare l’avversario. Siamo stati poco reattivi a ridurre spazio e tempo sull’avversario dopo il calcio d’angolo. Si tende a dare intensità al centro, ma siamo usciti in ritardo sulla loro giocata, facilmente leggibile. Dà fastidio che dopo il primi 25 minuti, in cui ci hanno pressato bene, sembrava passata la tempesta, avevamo preso campo alzando Palumbo e pensavo che da lì la partita prendesse una piega a nostro favore. Eravamo stati bravi a riprenderla, ma anche sul 2-0 siamo stati bravi a cercare il gol per riaprire la partita, a livello motivazionale ci siamo, anche lo scorso anno lo avevamo”

“Quando ho deciso di metter un uomo in più a centrocampo sono arrivato allo stesso obiettivo che ho raggiunto con il 4-2-3-1, non esiste il modulo perfetto, altrimenti lo adotterebbero tutti. Io so che la mia squadra può far gol a chiunque in qualsiasi momento, ma dobbiamo cominciare ad essere solidi. Psicologicamente ho aiutato la squadra di aver un uomo davanti alla difesa, per aver un maggiore filtro. Poi la squadra quando si esprime può far male a tutti. Se hai uno strutturato davanti puoi buttare alta la palla sulla pressione, non avendolo spesso possono intercettarci i palloni in uscita, stiamo lavorando su soluzioni diverse. Anche gli avversari ci studiano a prendono le contromisure”

“Mi è capitato che tanti allenatori che incontro mi fa i complimenti per lo scorso campionato, so bene che in molto colleghi ci hanno guardato e hanno apprezzato, ma ormai è passato e rimane solo negli annali. Ho sempre detto di essere tranquillo e non essere preoccupato, solo un pazzo può pensare che in Serie B potevamo fare copia incolla dello scorso anno. Quando vedevo gli avversari come ci affrontavamo capivo che avremmo vinto il campionato, a volte quasi si arrendevano riconoscendoci la forza. Probabilmente è un difetto che ci siamo portati in B, abbiamo trovato avversari forti come noi se non di più, anche a livello fisico e di corsa, l’anno scorso ci bastava dare un’accelerata per vincere le partite, spesso trovavamo squadre più arrendevoli. L’unica vittoria che ho maledetto è quella con il Bologna. Le categorie esistono per un motivo, perché trovi giocatori non solo più forti tecnicamente, ma mentalmente senza nessun timore reverenziale. L’atteggiamento deve essere sempre quello di provarci”

“Contro il Pordenone dovremo tornare quelli che “a patto che” come lo scorso anno. Se saremo in quel modo verrà fuori una certa prestazione. Non sempre il risultato rappresenta le cose come sono andate in campo, anche se poi il risultato è sempre più importante. I ragazzi hanno capito cosa gli chiediamo da due settimane, anche per la cabala prima o poi il Pordenone dovrà vincere, ma sicuramente da qui a Natale dal punto di vista psicologico, ma anche tecnico, è la partita più difficile da affrontare. Voglio vedere la Ternana che riesce a fare risultato sia giocando bene che sporcandosi le mani, l’avversario ha bisogno di punti come l’ossigeno, sappiamo che troviamo una squadra che farà di tutto per vincere”

Diakitè? Ha ricominciato da poco ad allenarsi, stiamo valutando se fargli fare qualche partita in Primavera, non ha fatto la preparazione. Devo gestire anche altre situazioni, se non ci saranno problemi giocherà con la Primavera, altrimenti lo porterò con noi, potrebbe anche fare uno spezzone di partita, dobbiamo valutare se il gioco vale la candela. Ci sono alcuni giocatori che hanno qualche problemino, Koutsoupias ha una microfrattura, non sarà con noi per un po’ di tempo”

“Ora andremo ad affrontare alcune squadre con i valori tecnici più vicini ai nostri, ma saranno partite più difficili perché non si giocherà a viso aperto. Siamo sicuramente un’altra squadra rispetto all’inizio, si nota anche dalle amichevoli: contro la Sampdoria eravamo più timorosi, contro l’Empoli siamo stati più sbarazzini”

“I tifosi? Sono importantissimi, abbiamo iniziato a vincere da quando è tornato il pubblico. A Pordenone ho sentito che partiranno in 200, spero di poterli fare contenti perché si faranno 1200 km. Quando sei stanco o inizi a soffrire, se hai uno stadio che ti spinge è tutta un’altra cosa, come avere più benzina. Se oltre alle prestazioni arrivano anche i risultati, saranno ancora più contenti”

“Non sempre dico quello che penso, ma spesso servono alcune parole. Dovevo fare schermo sulla squadra, accentrando su di me le critiche e i fulmini. La cosa peggiore nella costruzione del percorso è avere giocatori emotivi che poi possano trovare difficoltà. Oggi con i social sei più scoperto rispetto a 20 anni fa, il pensiero e la critica ti arriva più diretta. Il tifoso dopo che l’arbitro fischia la fine, deve arrivare a mezzanotte e ci sono persone che vivono per la squadra di calcio. E’ un bellissimo atto d’amore, ma a volte può rovinarti la giornata, quindi ci vuole equilibrio nei commenti e nei giudizi, ma non è sempre facile capirlo immediatamente. Ho ricevuto un messaggio da un rifoso dopo il Pisa con scritto: “Sorensen non ce lo meritiamo“. Ora credo che avrà cambiato idea e mi ringrazierà per aver insistito con Sorensen. Dobbiamo essere bravi a gestire questi aspetti, visto il grande equilibrio in campionato, dove l’ultima in classifica può andare a vincere in casa della prima”

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