Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rubriche

Meteore rossoverdi – Ricchetti, il talento argentino mai sbocciato nelle Fere

Arrivato per puntellare la difesa rossoverde in una stagione che ha visto i rossoverdi passare tre allenatori, l’ex giocatore della Liga è sparito quasi subito dai radar

Nella disgraziata stagione rossoverde 2005-06, che si concluse con la retrocessione in serie C1 della Ternana, succedono tante cose talmente strane che gli errori in fase di mercato sono quasi il minimo sindacale. Guglielmo Acri, ds rossoverde, è chiamato ad allestire per provare a tentare la scalata dopo la delusione dell’anno passato, ma a tenere banco è il caos, che regna sovrano: sono gli anni della gestione Longarini ma il presidente è l’avvocato Luca Ferramosca, amministratore di alcune delle principali società del gruppo.

In una stagione senza grossi nomi, l’arrivo di Pablo Javier Ricchetti fa comunque notizia: viene da cinque stagioni al Real Valladolid, in Spagna delle quali quattro nella Liga. Non ha giocato molto, questo è vero, ma è pur sempre un elemento che viene da un campionato di spicco. E qualche anno prima aveva giocato in Argentina col River Plate.

LA PARABOLA Ricchetti non fa in tempo a giocare in Coppa Italia, perchè la Ternana va fuori subito e appare in maglia rossoverde solo alla fine del ritiro, in un test precampionato col Gabelletta.

Antonio Sala, il tecnico, ne testa il livello e gli dà fiducia per la prima volta  alla quinta giornata, ad Arezzo: il tecnico Sala lo schiera dall’inizio e lui risponde presente. I rossoverdi però perdono 3-1 e la difesa non brilla. La settimana dopo arriva l’occasione del riscatto: al Liberati arriva il Cesena ed il tecnico gli dà una nuova chance. Ricchetti è di nuovo in campo dall’inizio ma il Cesena passa 3-0 al Liberati.

Dopo due partite complete con i rossoverdi che hanno racimolato appena 4 punti in 6 partite, in quella seguente Sala lo lascia in panchina a Bergamo, preferendogli il camerunense Bono. Da quel momento, complice anche il cambio alla guida tecnica (arriva Fabio Brini), Ricchetti non vedrà più nemmeno la panchina, fino all’ultima giornata, quando con la squadra già matematicamente retrocessa dopo il pareggio per 2-2 a Cremona, ricompare in panca nella gara interna con Avellino. Nel frattempo, anche Brini era stato esonerato, rilevato da Mimmo Caso.

DOPO LE FERE. Ricchetti a fine stagiona torna in Argentina: lo prende il Quilmes, massima serie del suo paese, dove però trascorre un’altra annata senza giocare quasi mai, appena cinque le partite disputate. Finisce a svernare a prima a Dallas, negli Stati Uniti e poi in Venezuela, al Deportivo Anzoátegui. Negli anni americani, aveva già cominciato a progettare il futuro tanto che il Dallas lo richiama subito a fine carriera come collaboratore tecnico.

Tornato in Argentina, lavora come osservatore per la prima squadra del Boca Juniors, poi come collaboratore tenico del Lanus e poi del Nacional Medellin in Colombia, prima di una lunga carriera al fianco dell’ex Juventino Almiròn, al San Lorenzo de Almagro ed ancora al Nacional Medellin ed al Lanus. Tornato di nuovo in patria oggi allena il Ramón Santamarina, nella Seconda Divisione.

1 Commento
Subscribe
Notificami
guest

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement
Advertisement

I Miti rossoverdi

IN ROSSOVERDE L'ANNATA MIGLIORE DI "CICCIO"

Corrado Grabbi

IL NOSTALGICO CENTRAVANTI DIVENTATO IDOLO DI TERNI

Massimo Borgobello

L'ATTACCANTE DI BORGO RIVO, IL "BOMBER CON LA SCIARPA AL COLLO"

Riccardo Zampagna

Altro da Rubriche