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Dal Liberati al Ternana Stadium: step by step

Due anni e mezzo di lavori ma le Fere non emigreranno. L’antistadio per ora resta, Tagliavento: “Gli allenamenti? Ne parliamo fra tre anni”.

Lo stadio cambia e viene costruito completamente nuovo, ma il terreno di gioco resta quello attuale. Dunque, per il nuovo Liberati, via i vecchi spalti, per costruire intorno al campo le strutture nuove. Questo permette di fare in modo che, restando il terreno invariato, la Ternana continuerà sempre a giocare lì le sue gare interne. “La sola cosa – dice su questo il vicepresidente Paolo Tagliaventoè quella di dover valutare se dovremo rimettere l’erba oppure no, ma il terreno resta quello e nella stessa posizione di come è adesso“.

IN TRE MOSSE. Ci sono, infatti, degli step precisi. I lavori, per una durata ipotizzata di due anni e mezzo, verranno suddivisi in tre fasi. Nella prima, saranno smantellati la Tribuna A, i Distinti A e la curva Ovest per la realizzazione dei nuovi spalti, nella seconda toccherà alle curve Sud e Est e nella terza a Tribuna B e Distinti B e alle curve Nord e San Martino. “Abbiamo fatto delle verifiche con aziende specializzate di prefabbricazione – dice il progettista Sergio Anibaldie abbiamo verificato le distanze e anche quelli che saranno anche i tipi di montaggio. Tutto sarà una questione di organizzazione. Le fasi di demolizione e costruzione verranno studiate in ogni minimo dettaglio, anche con tecnologie particolari e innovative“. Lo step dei lavori e le modalità per far restare la squadra a giocare sempre lì, sono gli stessi già adottati altrove. “Da arbitro –  racconta Tagliavento – ho vissuto lo stadio di Udine. Anche lì, i lavori sono durati un paio di anni e ogni volta che andavo lì trovavo chiuso un settore e accessibili altri. In quel modo, di volta in volta, veniva spostata la disponibilità da un settore all’altro“.

L’ANTISTADIO E GLI ALLENAMENTI. Stesso terreno di gioco e – per adesso – stesso campo di allenamento per la squadra. L’antistadio Taddei, infatti, quello utilizzato per le sedute settimanali, non verrà toccato finché non sarà terminato il nuovo stadio. Anche su questo, arriva la conferma da Tagliavento: “L’antistadio sarà l’ultimo elemento del complesso attuale e dell’area interessata che andrà in demolizione. Ad oggi, considerando l’iter burocratico autorizzativo e quello dell’eventuale realizzazione, quello dell’antistadio sarà un problema che ci toccherà tra circa tre anni“. Dopo, però, bisognerà trovare una nuova destinazione per gli allenamenti. Al di là delle provocazioni reciproche del presidente della Ternana Stefano Bandecchi e  del direttore generale del Perugia Gianluca Comotto, Tagliavento spiega chiaramente: “Avremo tutto il tempo e il modo per trovare una soluzione nei mesi precedenti“.

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