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Ternana, Ghirelli risponde all’Aic sul possibile sciopero: “Inaccettabile e irricevibile”

Aria di burrasca, in Lega Pro. Il presidente replica duramente all’agitazione del sindacato dei calciatori nei confronti delle rose a 22 squadre.

C’è aria di polemiche, a poco più di 20 giorni dall’inizio ufficiale del campionato di serie C. Mentre la data del 27 settembre rischia di slittare se l’Aic dovesse davvero mettere in atto lo sciopero minacciato, arriva la risposta secca e decisa di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro. In difesa della regola dei 22 professionisti in rosa, ma anche in risposta al proposito dell’associazione di categoria dei calciatori di indire l’agitazione e  minacciare lo stop.

Ghirelli affida la sua risposta a un articolato comunicato, pubblicato su sito ufficiale della Lega Pro. “Nel drammatico contesto che stiamo vivendo – scrive – trovo la minaccia di sciopero assolutamente irresponsabile ed irricevibile“. Spiega, poi: “Sul nuovo regolamento mi sono confrontato in prima persona con l’avvocato Calcagno e in una successiva riunione collegiale alla quale hanno altresì partecipato alcuni membri del direttivo di Lega e dell’Aic, il Dg dell’Aic ed il segretario della Lega Pro, Emanuele Paolucci. In tali occasioni abbiamo per l’ennesima volta spiegato le ragioni che hanno spinto il direttivo a proporre il nuovo regolamento che, voglio sottolinearlo nuovamente, è stato democraticamente votato ed approvato dall’assemblea dei club di Lega dopo un costruttivo confronto che ha portato alcuni correttivi al regolamento stesso“.

CRISI. Ghirelli spiega ancora le sue motivazioni, legate alla decisione di compiere questo passo per limitare il numero di professionisti nelle rose e per puntare a un risparmio di soldi per le società. “Da febbraio-marzo, i club hanno avuto incassi da botteghino pari a zero e la prospettiva prossima futura non sembra rosea al momento. In questi mesi i nostri club hanno sofferto molto, pur avendo conquistato  la Cassa integrazione (voglio dimenticare le assurde resistenze in merito), alcune riduzioni dei costi e strumenti di incentivazione. L’economia del nostro paese è al collasso, le aziende italiane continuano a chiudere, i nostri presidenti-eroi continuano a sostenere ingenti spese alle quali si devono aggiungere gli insostenibili costi derivanti dall’applicazione del protocollo professionistico“.

AIC MIOPE  E FACILI SLOGAN. Sottolinea l’operato delle società sul piano degli adempimenti: “Nonostante tutto ciò, le nostre società continuano ad investire garantendo ai calciatori (ed alle altre decine di figure tra tecnici e dirigenti) il mantenimento del proprio posto di lavoro. In questo situazione, l’Aic cosa fa invece di ringraziarli? Minaccia lo sciopero! La ragione? Perché il nuovo regolamento potrebbe (secondo la loro miope visione che facilmente verrà confutata) portare ad un impoverimento tecnico della categoria e potrebbe portare alla mancata conferma di una parte dei calciatori, che aggiungo io, non sono mai stati utilizzati dai club nella scorsa stagione. Perché è inutile parlare utilizzando facili slogan“.

I DATI DI GHIRELLI. I presidente della Lega Pro, sempre nel comunicato, espone alcuni dati, che avrebbero portato all’aumento dei costi: “Nel girone d’andata della stagione 2019/2020 le rose dei club erano composte in media di 25,32 calciatori per squadra con contratto professionista oneroso. L’utilizzo medio di ciascun calciatore è stato del 42,89%, ovvero 733,40 minuti giocati sui 1710 minuti totali. Una media di 3,57 calciatori per squadra è stata utilizzata per meno di una gara ovvero 85,50 minuti. Tradotto: quasi 4 giocatori a squadra non hanno mai giocato. La rosa media dei calciatori professionisti con contratto oneroso rivista sarebbe quindi di 21,75. Gli emolumenti medi per ogni calciatore professionista sono di circa 55.000 euro lordi annui. Una lista con un massimo di 22 calciatori professionisti, lasciando liberi i giovani di serie, nella scorsa stagione avrebbe comportato un risparmio medio per club di 182.600 euro ed un risparmio di sistema di circa 11 milioni di euro. L’assemblea di Lega ha semplicemente votato un regolamento che, in particolare in questo momento di estrema difficoltà economica, ha l’obiettivo di contenere gli sprechi di denaro“.

GIOVANI TUTELATI. Secondo Ghirelli, i giovani che saranno inseriti nella lista saranno i migliori sul mercato, poiché “non avrebbe alcun senso un diverso scenario“. Sottolinea poi altri aspetti, come l’ingresso dei giovani di categoria nelle rose senza limitazioni. E aggiunge: “Volendo ancor di più entrare nello specifico del regolamento per dimostrare quanto pretestuose ed inaccettabili siano le accuse dell’Aic, dobbiamo evidenziare alcuni elementi: se i giovani di serie dovessero sottoscrivere nel corso della stagione il primo contratto da professionista, anche per evitare le incursioni dei club delle serie superiori, verrà consentito l’utilizzo in deroga al numero previsto per la rosa dei professionisti. E’ stata prevista la possibilità di inserire come 23esimo in lista un calciatore professionista nato successivamente al 1 gennaio 2001 proprio per valorizzare la crescita qualitativa dei giovani atleti; Si potrà sostituire in qualsiasi momento un portiere nella lista con altro portiere (24esimo calciatore); è consentita una sostituzione in lista di un calciatore al di fuori dei periodi di mercato (25esimo calciatore); c’è la deroga per i club che avevano in essere dei contratti pluriennali (sempre a salvaguardia dei calciatori)“.

Secondo Franccesco Ghirelli, rispetto alla media della scorsa stagione il numero di calciatori in lista subirà una riduzione minima: “Non ne faranno parte esclusivamente quei calciatori che non venivano mai utilizzati, lasciando inalterato il livello qualitativo e dello spettacolo. A partire dall’Uefa, passando per  la Premier League e finendo con la nostra Serie A, per tutte le competizioni è prevista la presentazione di una lista contingentata. Questa scelta, è la scelta di una lega che vuol passare ad una riforma di sostanza ed indica un percorso senza penalizzare lo status quo. In definitiva, il numero dei calciatori a disposizione per ogni club è certamente elevato: non bisogna mai dimenticare che calciatori sono quelli che hanno esperienza ed anni di attività alle spalle, ma altrettanto lo sono i giovani calciatori in formazione. Se vogliamo formare i giovani talenti e nel contempo patrimonializzare i club, questa è la strada in linea con la mission della Lega Pro“.

I CALCIATORI RINGRAZINO I PRESIDENTI. In chiusura di comunicato, Ghirelli lancia pure un invito ai calciatori delle sessanta squadre di Lega Pro. “In questo contesto in cui l’Associazione italiana calciatori minaccia lo sciopero, rimane ferma la nostra posizione. Io, invece, invito pure i calciatori ad andare senza indugio dai loro presidenti, per dir loro una sola cosa: grazie“.

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