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Ternana, senti Calcagno: “Rose a 22 inaccettabili, aiutano chi vuole competere investendo meno”

L’Aic si prepara allo scontro con Ghirelli. Il vicepresidente a Tutto C: “Si abbassa il livello, avvicinandolo ai dilettanti e tanti giovani verranno illusi. Sciopero? Speriamo di no”

Si profila lo scontro fra Assocalciatori e Lega Pro sulle rose a 22 giocatori. Poco fa vi avevamo riferito dell’indiscrezione che vorrebbe l’Aic pronta ad uno sciopero se non verrà modificata la decisione, ora arriva il punto di vista ufficiale del sindacato.

Umberto Calcagno è attualmente la massima carica: dopo le dimissioni di Tommasi ed in attesa di nuove elezioni, il vicepresidente vicario fa le funzioni del presidente. Parlando a Tuttoc, Calcagno non dice nulla per ora sullo sciopero ma mette in chiaro la posizione dell’Aic: “Ho chiesto al presidente Ghirelli un incontro perché vorrei continuare quel progetto che tanti benefici aveva portato a tutta la categoria. Le liste a 22 sono inaccettabili, non possono fare parte di un sistema  professionistico che prevede anche il minutaggio. E poi, con così tanti turni infrasettimanali, se hai un paio di infortuni e di squalifiche, chi convochi?“.

Calcagno, poi si augura appunto di non dover ripetere la situazione di qualche anno fa quando sulla riforma si arrivò proprio allo sciopero. Ma l’aria che tira non è buona: “Dobbiamo preservare il livello tecnico della categoria e tutelare la meritocrazia in campo, sono gli aspetti più importanti nella crescita dei giovani calciatori. Bisogna investire sui giovani che effettivamente lo meritano. E soprattutto evitare che la Serie C si allontani sempre più dalla Serie B e diminuisca i valori in campo verso il dilettantismo: non è un caso che quattro under obbligatori si trovino in Serie D e non in cadetteria“.

PASSO INDIETRO. Una posizione completamente diversa da quella di Ghirelli che invece più volte ha parlato di voler reintrodurre il professionismo. Calcagno ci va giù pesante, ma di fatto scopre le carte in tavola: La realtà è che la maggioranza dei presidenti di C vuole poter competere investendo di meno, abbassando il livello dei campionati. Dopo anni in cui il valore del torneo era aumentato, eliminando liste e obbligatorietà, adesso ci si potrebbe preparare a un definitivo passo indietro. Questo perché chi decide di puntare sui giovani o comunque non può investire, vorrebbe competere con chi ha grandi disponibilità; questa norma cerca di abbassare il valore tecnico delle squadre che investono senza voler rinunciare ai contributi di sistema”

GIOVANI E NO. Calcagno demolisce di fatto la proposta di Ghirelli, smontando anche il discorso della valorizzazione dei giovani: “Duecento calciatori scesi in campo quest’anno saranno in esubero nel prossimo se passerà questa proposta.  Inoltre ogni club che vuole accedere al minutaggio avrà mediamente una decina di under in squadra, visto che quattro devono giocare. In sostanza per questo club si riducono a 12 il numero degli over. Butteremmo dentro al sistema centinaia di ragazzi che, tra i professionisti, non avrebbero probabilmente mai giocato. Con queste norme illudiamo generazioni di giovani, proprio come avveniva anni fa: in migliaia, dopo aver giocato per 3-4 anni tra i professionisti, sono stati rispediti tra i dilettanti. Li formiamo per le categorie inferiori, creando false aspettative”.

 

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