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La Ternana post lockdown: Iannarilli “Stakanov”, c’è chi non ha mai giocato

Tutte le cifre dei 17 giorni frenetici della fase-2 rossoverde: fra finale di Coppa Italia  e playoff non mancano le sorprese: titolari ‘scomparsi’ e rincalzi divenuti inamovibili

Dal 27 giugno al 13 luglio:  17 giorni,  5 partite, 450 minuti recuperi esclusi. La Ternana post lockdown, quella della ripresa della stagione è una squadra molto diversa, nei valori e negli utilizzi dei giocatori rispetto a quella della prima parte di stagione. Pochissima rotazione, qualche valore rovesciato, diversi elementi mai utilizzati nemmeno per un minuto.

CHI NON C’ERA. A questa seconda fase non hanno preso parte, per infortunio  Proietti e Suagher, entrambi convalescenti dalle rispettive operazioni. Oltre a loro, per scelta tecnica, non sono mai stati convocati Repossi ed i due giovanissimi Niosi e Onesti.

CHI C’ERA MA… Al netto del fatto che non sono mai scesi in campo i due portieri di riserva, vale a dire Tozzo (che pure aveva giocato 9 partite in campionato) e Marcone, colpisce soprattutto un dato: Simone Sini e Giuseppe Torromino non hanno giocato nemmeno un minuto, così come Tiziano Mucciante. L’attaccante, va ricordato, ha ancora un anno di contratto con la Ternana ma ha giocato l’ultima partita il 1.marzo contro il Bisceglie, quando ha rilevato al 71′ Partipilo. Sini, pure lui ancora sotto contratto, aveva giocato titolare l’ultima partita prima del lockdown, contro l’Avellino. Mucciante invece è in scadenza di contratto.

SEMPRE PRESENTI. Sono in diversi a marcare 5 presenze, ma l’unico che può contare su 450′ giocati è il portiere Iannarilli: Gallo ha preferito affidarsi alla certezza fra i pali nella fase difficile del campionato. Segue Parodi con 398′ che probabilmente sarebbero stati molti di più se non fosse stato costretto ad uscire per infortunio contro il Bari (sino ad allora aveva sempre giocato 90′).

Subito dietro, tre sorprese: Salzano, che si è guadagnato la maglia da titolare dopo la mezzora in coppa con la Juve ed ha infilato quattro partite intere (390′) e la coppia centrale  Bergamelli-Diakitè, assolutamente di rincalzo nella prima parte di stagione ma che Gallo ha inserito dopo la prova negativa di Russo e Celli in Coppa: per entrambi 360′, cioè 4 partite intere. Il franco-maliano, appena 6 partite fino a marzo, è in scadenza, ma  se la forma è quella che abbiamo visto nei playoff, con prestazioni di altissimo livello, chissà che la società non pensi ad una riconferma.

Sopra i 300′ anche Mammarella (354′), che è partito due volte in panchina ma a Bari è entrato nel primo tempo ed ha subito due sostituzioni al minuto 89′;  Verna (345′),  Ferrante (329′, pure lui penalizzato dall’infortunio a Bari) e Partitipilo (309′).  Alla lista dei sempre presenti si aggiungono, con un minutaggio molto minore pure Paghera (293′), Defendi (257′), che paga l’espulsione in coppa dopo essere appena entrato e l’infortunio di Bari e  Furlan (200′), che ha giocato con continuità solo le ultime due partite.

GLI ALTRI. Palumbo si ferma a 4 presenze e 243′ ma era squalificato contro l’Avellino e si è fatto espellere a Bari; Celli accumula appena 218′ in 4 partite, pagando anche l’infortuno di Bari (e con l’Avellino non ha in pratica giocato, essendo entrato per un solo minuto). L’ultimo sopra i 100 minuti è Vantaggiato (131 in 3 partite), favorito anche dall’ingresso nel primo tempo al San Nicola.

Colpisce un altro dato: Guido Marilungo  si ferma a 97′: dopo Catania non è più sceso in campo ed è l’unica partita disputata a lungo (80′). Ancora peggio Russo, di fatto bocciato dopo la gara di Coppa, disputata per intero e mai più utilizzato. Chiudono la lista Nesta (62′, entrato nel primo tempo a Bari) e Damian (39′).

CAMBI. Un altro indicatore è quello dei cambi: in diversi non sono riusciti a giocare una partita intera, ma fra questi ce ne sono alcuni con 5 presenze: Paghera (2 fatti e 3 subiti),  Partipilo (2 fatti e 3 subiti) e Defendi (1 fatto, con espulsione annessa e 4 subiti).

IL FUTURO. Dati che valgono per la statistica e che sicuramente avrebbero avuto un peso diverso con la riconferma di Gallo in panchina, perchè comunque avevano segnato alcune gerarchie. Considerato che quasi tutti sono ancora sotto contratto  (tranne i due prestiti Palumbo e Verna e i quattro in scadenza Mucciante, Diakitè, Marcone e Repossi) le carte potrebbero rimescolarsi completamente.

 

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