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Partite truccate in serie D, coinvolto anche un ex rossoverde (che però rifiuta)

Nel nuovo scandalo che coinvolge il calcio, sono indagati anche due tesserati di un club umbro. Il tentativo di combine è stato fatto anche con un ex delle Fere. La vicenda è raccontata da La Nazione

Un nuovo scandalo si appresta a scuotere il mondo del calcio ed è coinvolta a pieno titolo anche l’Umbria. Succede infatti tutto nel girone E di serie D e sono coinvolte oltre al Viareggio, anche due formazioni umbre, il Bastia  e il Trestina. Di quest’ultima società sono indagati nientemeno che presidente (Leonardo Bambini) e allenatore (Enrico Cerbella), Nella vicenda entrano a vario titolo anche altre società come lo Scandicci e l’Aglianese, allenata da Agostino Iacobelli, vice di Guerini alla Ternana nella stagione 1999-2000. Iacobelli non è indagato e anzi avrà un ruolo chiave nel far saltare una delle combine.

LA VICENDA. Riportata da La Nazione, la vicenda riguarda le partite del campionato scorso. La procura di Lucca contesta alla spina dorsale della defunta società bianconera costituita nel 2014, niente meno che l’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Nella stagione 2018-2019, quella conclusasi con la retrocessione in Eccellenza, il patron Sergio Lazzarini, il direttore sportivo Gianni Petrollini, il ds-allenatore Tommaso Volpi  avrebbero tentato, partita dopo partita, di comprare la salvezza in D, la massima serie dei dilettanti.

Coinvolgendo – in molti casi senza successo -, tesserati di altre società toscane e umbre. Undici gli indagati, sei le partite sott’inchiesta. Combine non sempre riuscite ma per il pm Aldo Ingangi non fa differenza e per tutti sono scattati gli avvisi di garanzia da parte del Pm. Oltre a Volpi, Lazzarini, Petrollini,  Bambini e Cerbella, sono indagati (per frode sportiva) gli ex allenatori del Viareggio Antonio Aiello e Andrea Macchetti, l’agente Fifa Daniele Piraino e l’ex difensore della Massese Alessio Mariotti; il dirigente sportivo senese Fabio Anichini, il ds dello Scandicci Mirko Garaffoni.

Volpi è personaggio ben noto alle cronache sportive umbre e non solo: al timone di diverse squadre nei dilettanti, nel 2005-06 quando allenava l’Ortana fu squalificato 6 mesi per aver allenato prima la Sorianese, con recidiva specifica. Nel Marzo 2012, rimediò altri sei mesi per aver organizzato uno stage per giovani calciatori senza autorizzazione. Poi fu coinvolto anche nel fallimento del Montevarchi, che aveva rilevato insieme alla moglie Angela Perez. Dopo le esperienze in Bulgaria ed a Malta, tornò in Italia e fu coinvolto tre anni fa nel fallimento del Foligno: era lui il direttore tecnico di quei falchetti che furono mandati al macello il 15 gennaio 2017,  con una squadra di ragazzini raccatata all’ultimo, perdendo 11-0 a L’Aquila, in  quella che fu l’ultima partita dei biancazzurri prima dell’esclusione.

LE PARTITE COINVOLTE Volpi, Lazzarini e Petrollini sono accusati di aver tentato di combinare sei partite, cinque delle quali con esito negativo. Nella prima (3 marzo 2019), avrebbero contattato. attraverso l’allenatore Aiello (fedelissimo di Volpi, era con lui a Foligno), presidente e tecnico del Trestina per combinare il match coi tifernati, che però poi hanno vinto 1-0. Tentativo fallito anche per il match Bastia-Viareggio: i tre avrebbero tentato di coinvolgere un giocatore, ma gli umbri vincono 3-1

Iacobelli invece viene agganciato invece per la gara del 7 aprile: secondo la ricostruzione della procura, l’ex rossoverde viene prelevato alla stazione di Firenze e viene accompagnato sino ad Agliana ed il tragitto sarebbe servito “per proporgli un accordo” per la vittoria del Viareggio la domenica successiva. Iacobelli dice no e l’Aglianese vincerà 3-0.  Secondo gli inquirenti il trio avrebbe poi offerto dai 6 agli 8000 euro a due difensori della Massese per provocare un rigore, ma uno di questi che avrebbe accettato sarebbe poi stato sostituito nell’intervallo; e provato a concordare il pari con la Pianese (2-2), prima cercando un colloquio con l’allenatore in seconda, poi a partita in corsa con il mister, ricevendo due rifiuti. Infine, nel match dell’ultima di campionato, sarebbero riusciti, secondo il pm a concordare il pari con lo Scandicci che serviva per evitare la discesa diretta. Ma i bianconeri sono poi retrocessi lo stesso allo spareggio. Prima del fallimento.

“NOI ESTRANEI”. In una nota, “in merito alle notizie apparse sugli organi di stampa, il Presidente del Trestina Leonardo Bambini e il tecnico Enrico Cerbella dichiarano la totale estraneità dai fatti citati. Gli stessi dichiarano che si tuteleranno nelle apposite sedi”

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