Un’inchiesta di Calciomercato.com porta a galla i numeri delle compravendite da parte dei bianconeri, finalisti di Coppa Italia insieme alla Ternana
La Ternana in finale di Coppa Italia avrebbe dovuto affrontare la Juventus Under 23, squadra nata due anni fa nell’ambito della riforma voluta dall’allora presidente della Serie C e oggi a capo della Figc Gabriele Gravina. La seconda squadra bianconera in una stagione e mezza non ha ottenuto grandi risultati, al contrario ha sempre galleggiato nelle zone medio basse della classifica del Girone A.
L’inchiesta condotta da ‘Calciomercato.com’ sui valori dei trasferimenti della Juve B nelle ultime due sessioni di calciomercato, porta a galla la questione dei prezzi “gonfiati” per giocatori di medio bassa caratura, in modo da generare plusvalenze per mettere a posto i bilanci. Il sito, infatti, sottolinea un caso in particolare: quello del giovane Alejandro Marques, arrivato a gennaio dalla seconda squadra del Barcellona, che fino alla sospensione del campionato aveva giocato solamente due spezzoni di partita. Il giocatore, con un contratto in scadenza a giugno, è costato alla Juventus 8 milioni di euro, e nell’operazione è andato in Spagna Matheus Pereira, con un’entrata per le casse bianconere dello stesso importo.
Nel pezzo si sottolinea come pur avendo strapagato giovani forse di belle speranze, che non hanno mai praticamente messo piede in campo, a portare la squadra di Fabio Pecchia lontano dalla zona play-out ci abbia dovuto pensare il 35enne ed eugubino Ettore Marchi. Inoltre, secondo le cifre rivelate dal sito specializzato ‘Transfermarkt’, la Juventus nelle ultime due sessioni di calciomercato ha speso poco meno di 40 milioni di euro, a fronte di un investimento complessivo di tutti gli altri 59 club di Serie C di appena 3 milioni e mezzo. Il tutto per ottenere un misero 12° posto lo scorso anno ed un 10° fino a marzo, in un girone le cui spese per trasferimenti di calciatori ammontano a 175mila euro. Il focus finisce sul fatto le squadre B, ideate per far crescere i giovani calciatori in un campionato professionistico, più competitivo di quello Primavera, finora si è rivelato conti fatti un modo per “parcheggiare” i tantissimi giocatori di proprietà e ricavare plusvalenze per aggiustare i bilanci. Vedremo se l’esperimento continuerà con altre squadre di Serie A o verrà presto interrotto.


