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La battaglia delle Fere per i playoff si complica: nel Dl rilancio l’arma per fermare il calcio

Un articolo de Il Fatto Quotidiano anticipa le carte che la Figc potrebbe avere per chiudere tutto. Ma la questione dei diritti tv pesa ancora. I rossoverdi attendono gli sviluppi

Si rimescolano le carte per la ripartenza del campionato, che se mai ci sarà, sembra sempre più probabile sarà solo per la serie A. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, se con una mano il Governo dà il via libera agli allenamenti, con l’altra prepara lo stop ai campionati, soluzione per la quale il ministro Spadafora spinge da tempo e che non sarà facile raggiungere nella massima serie, dove a farla da padrone sono i diritti tv.

Nel Decreto Rilancio, a quanto emerge spunta una norma “salva campionati”, con cui l’esecutivo dà il potere alle Federazioni di chiudere tutto e taglia la testa ai ricorsi con un unico grado di giustizia sportiva, affidato al Collegio di garanzia presso il Coni, un po’ come ai tempi del primo Governo Conte e del sottosegretario Giorgetti.  L’idea del Governo non è quella di impedire i ricorsi – non ne ha facoltà – ma quella di renderli in teoria più complicati.

In realtà però dopo il Coni si passerebbe alla giustizia civile col Tar, il Consiglio di Stato e persino volendo la Corte Europea, situazioni che la Ternana ben conosce per averle vissute lo scorso anno e non è così scontato che tutto si chiuda in un mese, come è nella testa dei legislatori. E naturalmente nemmeno che vinca il fronte dello stop, soprattutto se – ipotesi per niente improbabile – la Lega di A decidesse di tirare dritta e andare avanti con la stagione, fosse anche a luglio.

PROTOCOLLO. Di certo c’è che la situazione così com’è non sta in piedi: i medici sportivi, sui quali di fatto il Governo scaricherà le responsabilità di una eventuale ripresa, hanno già fatto sapere che se così sarà, sono pronti a dimettersi in massa e il comitato tecnico scientifico, pur avendo dato parere ‘non ostativo’ alla ripresa degli allenamenti, ha ribadito che la documentazione fornita dalla Figc, ovvero il protocollo sanitario è “largamente lacunosa e imperfetta”  e  aggiunge che “non si sono avuti riscontri adeguati ai rilievi sollevati”.
Il protocollo va riscritto da capo, insomma, perchè  le condizioni poste dai tecnici sono severissime, quasi incompatibili col calcio giocato. La Figc contava di chiudere i calciatori in ritiro, fare esami in continuazione e trattare gli eventuali contagiati come semplici “infortunati”, sul modello della Bundesliga. Invece il Governo ha stabilito che al primo infetto l’intera équipe dovrà fare 14 giorni di quarantena. Tutti quanti: calciatori,  dirigenti, tecnici, persino magazzinieri, maestranze. Chiunque sia stato a contatto con il giocatore positivo.

IDEE.Nel frattempo, si studiano soluzioni alternative perchè Figc e Lega A vogliono provarci fino in fondo: tra le idee una polizza assicurativa per coprire i rischi sanitari e tranquillizzare i medici. Tornare ad allenarsi, spendere soldi per poi non giocare sarebbe una doppia beffa, che i club non possono permettersi: infatti adesso il calcio andrà in pressing sul presidente del Consiglio Conte per ottenere certezze su una data per la Serie A. Per la serie B invece la ripresa è lontanissima e quanto ai possibili playoff per la serie C – che comunque non riprenderà la regular season, questo è ormai certo- bisognerà capire quali carte avrà in mano da giocarsi quel fronte di cui fa parte anche la Ternana. Certamente, una ripartenza della serie A giocherebbe a loro favore.

Resta assodato, ma questo era già dato in partenza, che la stagione non verrà in nessun caso annullata. Le Federazioni possono adottare in deroga alle norme provvedimenti per proseguire o concludere le competizioni, compresa la definizione delle classifiche o la composizione dei tornei della prossima stagione. Quindi, se alla fine dovesse passare la linea dello stop, si cristallizzeranno le classifiche.

Come poi si arriverà, nel caso del campionato della Ternana, a definire la quarta promossa, è un altro paio di maniche. Ma per adesso, davvero, la soluzione dell’intrigo appare lontanissima.

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